sabato 19 settembre 2009

informazione / in-formazione

Per oggi era stata indetta dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana la manifestazione in difesa della libertà di stampa.


In segno di lutto, la manifestazione è stata annullata e rinviata a sabato 3 ottobre, sempre a Roma, molto probabilmente in piazza del Popolo. Per informazioni sulla manifestazione:
Oggi, in quelle che sarebbe dovuto essere il giorno della manifestazione per libertà di stampa, pubblichiamo "l'appello dei tre giuristi" de "La Repubblica".

L'attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l'ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l'opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un'eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c'è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.

Invece, si batte la strada dell'intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell'informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.

Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d'informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

Franco Cordero

Stefano Rodotà

Gustavo Zagrebelsky


Per leggere l'appello e l'elenco delle firme - che ha superato quota 390.000 - clicca qui.

venerdì 18 settembre 2009

Scuola per amministratori a San Gimignano

Nei giorni di venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre, presso il camping "Boschetto di Piemma" a San Gimignano è in programma la Prima scuola per amministratori organizzata dall'Istituto Gramsci toscano. Di seguito pubblichiamo il programma.


PROGRAMMA

Venerdì 18 settembre
16.30 Iscrizioni e accredito partecipanti
17.00 Apertura della scuola e saluti
17.30-18.30 Relazione introduttiva Paolo Fontanelli, Resp. Enti locali PD
18.30-19.30 La città futura, Guido Martinotti, Sum
20.00 Cena
21.00-22.30 Tavola rotonda: La sfida del governo per le nuove generazioni
Cristian Pardossi, Giacomo D’Arrigo, Dario Nardella, Diego Ciulli
Coordina: Elisa Meloni, Segreteria PD

Sabato 19 settembre
9.30-10.30 Trasformazioni della società toscana e italiana, Roberto Cartocci, Università di Bologna
10.30-11.30 La macchina amministrativa comunale e provinciale, Giancarlo Vecchi, Politecnico di Milano
11.30 Coffe break
12.00-13.00 La finanza locale, Stefania Lorenzini, IRPET
13.00 Pranzo
14.45-15.45 Le politiche per la nuova cittadinanza (le strategie e le pratiche dell’interetnicità), Don Momigli,
15.45-16.45 I servizi alla persona e le politiche di genere, Vinicio Biagi, Direttore generale RT Diritto alla Salute e Politiche di solidarietà
16.45-17.45 Il governo del territorio, Massimo Morisi, Università Firenze
18.00-20.00 Tavola rotonda: Il mestiere dell’amministrare
Riccardo Conti, Gianni Anselmi, Matteo Renzi, Monica Giuntini, Susanna Cenni, Annarita Bramerini, Leonardo Marras
Coordina: Amerigo Restucci, presidente della Associazione Romano Viviani
ore 20.00 Cena

Domenica 20 settembre
9.30-10.30 L’Italia contesa, Aldo Schiavone, rettore SUM
Ne discutono Andrea Manciulli, Leonardo Domenici, Marcello Verga, Giandomenico Amendola
Coordina: Marta Rapallini, Ist. Gramsci Toscano
Ore 13 Fine lavori

L'iscrizione completa, comprensiva di soggiorno e pasti, costa 90 €. Per partecipazioni parziali (p.e. una giornata con un solo pasto) il costo è molto minore.
Per ulteriori informazioni e iscrizioni, i contatti sono:

mercoledì 16 settembre 2009

E-Mozione

Lunedì 14 settembre Bersani ha presentato la sua mozione a Siena. L'incontro ufficiale è stato alle 18.00 all'hotel Garden. Inoltre i giovani della Provincia di Siena che sostengono Bersani (tra cui io) hanno avuto un incontro loro riservato alle 16.30. E' stata l'occasione per presentare all'ex ministro il nostro appello (scarica l'appello in pdf o leggine un estratto sul blog) firmato da più di 100 ragazzi.

Andrea Biagianti
, vice-segretario provin
ciale di Generazione Democratica, ha introdotto l'iniziativa, evidenziandone l'importanza politica e ringraziando i presenti.


Niccolò Guicciardini, il segretario provinciale di Generazione Democratica, ha esposto i punti salienti del documento, sottolineando anche gli elementi critici verso la mozione nazionale.



Pierluigi Bersani ha preso atto della nostra proposta e ha analizzato gli aspetti più importanti del nostro appello in rapporto alla sua visione di partito.


A seguire i nostri interventi. Il primo ha trattato il tema del ricambio generazionale, della necessità di rinnovamento della classe dirigente senza incappare nella cooptazione e contro la deriva leaderistica del partito che ha portato alla cristallizzazione dell'apparato dirigente.

Un altro intervento ha proposto il tema del rapporto tra emozione e comunicazione. Nel nostro appello facciamo riferimento a parole come ideali, coraggio, emozioni, pensiero lungo, orizzonte ideale, equità, giustizia, umanità, meritocrazia, innovazione. Crediamo che questi siano i tasselli per comporre l'identità politica, culturale e sociale del nostro partito. Siamo anche consapevoli della difficoltà di comunicare questi elementi. Soprattutto in un momento come questo in cui c'è bisogno di allargare il consenso elettorale. L'elettore indeciso, infatti, non è alla ricerca di emozioni: anzi, spesso, l'emotività lo allontana. L'elettore indeciso cerca risposte ai problemi, cerca certezze, cerca sicurezze. Studi di comunicazione parlano di "risposta giusta" VS "risposta adeguata", che corrisponde a "quello che vorresti dire" VS "quello che l'ascoltatore si vuole sentir dire". Noi crediamo che il campo del marketing politico sia inevitabile nei nostri giorni, ma siamo anche consapevoli che altri hanno più mezzi di noi in questo settore. E' stato quindi chiesto a Bersani come pensasse di mediare tra emozione e comunicazion e, senza scadere nella politica dei sondaggi e delle percentuali di gradimento. La risposta, partendo dalla consapevolezza che i valori sono un'arma a doppio taglio in quanto rischiano di rendere assolute e totalitarie le posizioni di ciascuno, arriva a definire una strada che prevede un partito che produca dei fatti, tangibili, dentro ai quali sia possibile scorgere un insieme di ideali e di principi.


Ne parlano:

martedì 15 settembre 2009

Il coraggio di sbagliare

contributo all'appello per il futuro segretario

Il compito principale del prossimo segretario sarà tracciare una linea di partito: fino ad ora non è successo. Testamento biologico, moralità - laicità - politica, nucleare o solare, exit strategy, diritti civili, etc. Molte persone si aspettano dal proprio partito un messaggio forte, rassicurante, chiaro. Molte persone ne hanno bisogno per poter decidere chi votare: altrimenti non votano affatto o si dirigono verso altri schieramenti - vedi ultima tornata elettorale. Finora su molti temi non siamo riusciti a prendere una posizione precisa. Anch'io mi aspetto che un’identità politica, culturale e sociale emerga quanto prima in questo Partito Democratico. Mi aspetto che venga fuori dal confronto, dal dibattito, dall’analisi delle tesi e delle argomentazioni. Senza mai cadere nelle strategie da “correnti” e “correntine”. Per questo ritengo necessario che il prossimo segretario crei un equilibrio tra “unità di visione” e “apertura al confronto”, tra “chiarezza politica” e “decisioni partecipate”. Inoltre: basta con Berlusconi! Abbiamo bisogno di concentrarci sul nostro partito. Sul sito nazionale, il giorno prima delle elezioni di giugno, la quasi totalità degli slogan suonava tipo “vota PD contro Berlusconi”, “vota PD contro gli ineleggibili del PdL”, “vota PD contro il malgoverno”, etc. Facciamo finta di essere così sciocchi da non capire che una comunicazione al negativo è sbagliata (perché genera ansie invece che sicurezze nel fruitore) e che quindi è stata controproducente ai fini elettorali. Oltre a questo resta il fatto che vorrei far parte di un partito che dica “vota PD per la sicurezza sul lavoro”, “vota PD per l’energia solare”, “vota PD per i diritti civili”, etc.

Di coraggio ce n’è davvero bisogno. Secondo me c’è una strada molto semplice per far venir fuori il nostro coraggio, quello dei giovani e di tutta l’organizzazione giovanile. Questa strada ha bisogno di un progetto politico serio, ed è per questo che va sottoposto al futuro segretario. E’ molto semplice: si dovranno spalancare le porte ai giovani validi, dare loro modo di far sentire la propria voce e di entrare nei piani alti del partito. Non vogliamo però cadere nello stupido giovanilismo. Non vogliamo far passare l'idea che "giovane" è sempre e comunque sinonimo di "giusto" e “intelligente”. Così saremmo solo sfruttati come specchietto per le allodole: è facile ringiovanire solo l’apparenza invece di apportare un profondo mutamento. Quello di cui noi abbiamo bisogno (insieme a tutto il Paese) è che le teste tornino ad essere l’elemento di valutazione, insieme al merito e al talento e indipendentemente dall’età: ci vogliamo meritare la possibilità di farci ascoltare, in quanto validi giovani e non in quanto giovani e basta; non chiediamo “quote giovani”, ma pretendiamo che lo svecchiamento del partito passi dalle idee e non dalle carte d’identità. Questo progetto porterà ad un vero ringiovanimento delle dirigenze del partito. In questo scenario, quale sarà il significato della giovanile? Non ne sono sicuro, ma credo che Generazione Democratica potrebbe in questo modo abbandonare le velleità istituzionali così da poter liberare il potenziale dei giovani, quello vero, quello sfacciato: il coraggio di proporre nuovi orizzonti, nuove visioni, nuovi scenari sociali e politici. Anche rischiando l'intoppo, l'errore, l'utopia e l'eresia. Avremmo sicuramente il coraggio di proporre, di contestare, di pensare autonomamente, di decidere. Avremmo anche il coraggio di sbagliare.

domenica 13 settembre 2009

Mozione sulla scuola in Consiglio Provinciale

Pubblichiamo volentieri l'intervento di presentazione della mozione sulla scuola presentato all'ultimo Consiglio Provinciale dal consigliere Niccolò Guicciardini, segretario provinciale di Generazione Democratica.

“Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli. Allora, che cosa fare? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.” Questo è il punto.
Qualcuno potrà storcere il naso davanti a queste parole, che sembrano davvero scritte per la situazione odierna. Invece, a pronunciare queste parole è stato Piero Calamandrei, uno dei nostri padri costituenti nel lontano 11 febbraio 1950.
Qualcosa, però, ci ha insegnato la storia. Ci ha insegnato che una scuola pubblica di qualità significa mobilità sociale, accrescimento culturale e civile, costruzione di un’identità comune, investimento sulla risorsa più importante per un Paese: le giovani generazioni. L’istruzione non è un bene di consumo, è un diritto fondamentale che non può sottostare alle leggi di mercato. Vedete, la missione delle istituzioni pubbliche, il loro “affare di stato più importante”, come ebbe a dire Jean Jacques Rousseau, dovrebbe essere l’Istruzione Pubblica.
Quando Rousseau affermò la priorità dell’Istruzione Pubblica, nelle agende dei governanti di allora al primo posto c’erano guerre, intrighi e questioni di corte. E quindi dirlo era rivoluzionario. Non consola che anche oggi, a fronte della situazione nazionale, dare la priorità all’istruzione sia rivoluzionario.
Abbiamo quindi presentato la mozione sulle politiche nazionali sulla scuola, come maggioranza (Pd, Sinistra e Idv), per portare in questo consesso il tema della scuola. In dieci minuti è impossibile inquadrare tutte le problematiche e gli errori, perseguiti peraltro con leggerezza sconcertante, degli ultimi mesi. Cercherò quindi solamente di inquadrare il tema generale della nostra mozione per brevi punti.
Primo punto, il personale docente e non docente. I decreti del Governo prevedono una riduzione che inciderà pesantemente sull’offerta formativa delle nostre scuole. Ciò significa non comprendere l’evoluzione della nostra società. Sempre più, in particolare nella scuola di primaria ma non solo, c’è bisogno di quel lavoro attento e costante degli insegnanti mirato ai bambini e alle bambine che hanno più bisogno per diverse ragioni. Tagliare il personale significa fare una scelta chiara, di cui bisogna assumerne la responsabilità: lasciare chi è più indietro sempre più indietro. Differenziare, in una parola, l’accesso al sapere e all’accrescimento culturale. Questo è inaccettabile.
Secondo punto. La Corte Costituzionale ha bloccato l’intendimento dell’eliminazione di tante scuole piccole, tra cui alcune anche nel nostro territorio. Pensiamo a Radicondoli, o ad Ulignano, solo per citarne due, che peraltro ha vinto recentemente un premio nazionale per la qualità. Mi sconcerta che uno dei partiti al Governo, che proclama di avere cara la differenza culturale e l’identità territoriale, passi sotto silenzio una riforma del genere. Una scuola in una frazione rappresenta un’occasione irrinunciabile di pari opportunità nell’accesso al sapere, di agevolazione alle famiglie e di valorizzazione delle comunità locali.
Terzo punto. Sempre a proposito del non stare al passo con i cambiamenti della società, abbiamo visto come la domanda di moduli a 30 o 40 ore è preponderante tra le scelte delle famiglie. Il Governo, invece, ha marciato in direzione ostinata e opposta.
Quarto punto. Il Governo ha intrapreso una strada di destrutturazione sistematica dell’impianto di istruzione del nostro Paese. Una destrutturazione fatta a colpi di decreti, senza un disegno di fondo, senza la capacità di proporre un’idea di scuola pubblica alternativa. Noi siamo consapevoli dei limiti che esistono nel sistema e non pensiamo ad una tattica conservatrice. C’è bisogno di innovazione e di adeguamento ai tempi di un sistema che ha conosciuto riforme sempre meno organiche e sempre più confusionarie. Sappiamo però che quanto fatto finora non fa altro che peggiorare drammaticamente la situazione.
Mi sembra ci sia troppa approssimazione, troppa leggerezza nell’affrontare un argomento importante come la scuola. E tra poche settimane gli studenti dei nostri territori, che già l’anno scorso hanno dimostrato la loro serietà e la loro voglia di conoscere ed incidere, demolendo colpo dopo colpo lo stereotipo dello studente che protesta per perdere la scuola, ce lo diranno chiaramente. Per questo, per essere in sintonia con chi le scuole le sta vivendo, per chi ci lavora, per chi in questi giorni vede messo a rischio il proprio posto di lavoro e quindi il proprio progetto di vita, abbiamo deciso di portare in questo consesso questo tema.
Può sembrare la solita retorica, se volete, ma vi garantisco che c’è in giro molta consapevolezza e molta voglia di incidere rispetto a questi argomenti. E penso davvero che dal dibattito di oggi possa venire un segnale importante.
Proponiamo quindi di esprimere una forte preoccupazione per la situazione che si sta determinando nelle scuole e di riconfermare che le modifiche introdotte nel settore scolastico non siano fondate su approfondite riflessioni sul modello educativo e pedagogico, ma solo sulla necessità del contenimento dei costi, accompagnato ad un progetto culturale mirato alla destrutturazione dell’istruzione nel nostro Paese. Proponiamo quindi di esprimere il nostro impegno, come Consiglio Provinciale, di difendere presso le sedi competenti le scuole della nostra Provincia, accanto all’intendimento di continuare ad investire economicamente e politicamente, secondo le nostre competenze. Infine, invitiamo il Governo a riconsiderare le attuali politiche scolastiche che comportano inevitabilmente una riduzione di efficacia e qualità del sistema scolastico. E’ necessario avviare un percorso condiviso per una riforma vera e propria del sistema scolastico italiano, partendo dai contenuti e dai principi educativi, oltre che dall’ascolto di chi la scuola la vive e la fa, e non dai tagli. Chiediamo inoltre al Governo di garantire le risorse adeguate alle autonomie scolastiche per consentire il normale funzionamento degli istituti. Infine, chiediamo di individuare celermente soluzioni adeguate e certe per il personale ATA, la cui drammatica riduzione mette a rischio il normale funzionamento di tante scuole, e per la condizione di precarietà di una parte importante del personale della scuola.
Vi ringrazio.

sabato 12 settembre 2009

Ossa d'ebano

Mercoledì sera - il 9.09.009 - al Live Rock Festival of Beer di Acquaviva, Montepulciano, c'era EBONY BONES... Come altri hanno detto

F E N O M E N A L E


Ecco un paio di citazioni:


This debut album [Bones of My Bones, 2009] is about Audacity. Having the Audacity to step outside the circumferences of what you’ve been expected to be in life, despite the rules.. or what the book says. Chances are I’ll only have this audacity whilst I’m young, so I might as well use it..
post su MySpace


"In G.O.D We Trust (Gold, Oil & Drugs)"
titolo di un brano di Bones of My Bones, album di debutto del 2009.


Info su


mercoledì 9 settembre 2009

Appello per Bersani

Per il PD è tempo di congresso.


clicca suill'immagine
link alla sezione del sito del PD relativa al congresso 2009

Dalla provincia di Siena un appello per Bersani: un gruppo di giovani di Generazione Democratica ha deciso di sostenera la candidatura a segretario di Bersani. Senza limitarsi al mero schieramento, è stato presentato un appello, in questi giorni pubblicato sia sul sito provinciale del PD che sui quotidiani locali come il Corriere di Siena.

da p. 8 del Corriere di Siena di mercoledì 09.09.2009


Ecco un estratto dell'appello e l'elenco dei firmatari.


Giovani democratici per Bersani: “No al giovanilismo, vogliamo un rinnovamento reale”

Un partito del rinnovamento, radicato nel territorio, con una solida strategia economica, che sappia offrire pari opportunità a tutti e che, con coraggio, liberi il nostro Paese dall’eccesso di burocrazia e dal peso delle corporazione. E’ quello che chiedono, in un appello, i giovani democratici senesi a sostegno della candidatura di Pierluigi Bersani a segretario nazionale del Pd.

Il Partito del rinnovamento
“Abbiamo bisogno – affermano i giovani democratici - di un Partito che sappia valorizzare il merito, il talento, l’impegno e non si abbandoni ad un semplice ‘nuovismo’ o al giovanilismo. Il giovanilismo è una categoria vuota, la negazione del rinnovamento; quest’ultimo, invece, significa praticare il ricambio nelle persone e nelle idee. Questo non significa togliere chi c’è per mettere qualcun altro. Rinnovare significaa farsi carico delle istanze delle nuove generazioni, delle tante persone che vedono frustrati i propri meriti e i propri talenti. Occorre, inoltre, dire no al fallimentare e sfrenato modello neoliberista, fondato sulla disuguaglianza anche delle opportunità, che ci ha accompagnato nell’attuale crisi”.

Un Pd radicato, come in Provincia di Siena
“A Siena – continua il documento – il Pd riesce a coinvolgere ancora centinaia di persone nella sua vita quotidiana, ma altrove? Molto spesso il Pd è un comitato elettorale o poco più. Noi invece vogliamo un partito che coinvolga le persone, che discuta, che viva non solo sui media, ma sui territori attraverso l’impegno disinteressato dei suoi militanti.

L’appello a Pierluigi Bersani: quello che il Pd non deve essere
“Siamo convinti – si legge ancora nell’appello – che Pierluigi Bersani sia il segretario di cui il Pd ha bisogno. Da lui ci aspettiamo un partito che non sia bloccato dalla burocrazia, che non sia litigioso e conservatore, piatto e senza prospettiva. Vogliamo al contrario, un Pd moderno efficiente, efficace, sognatore e concreto, che valorizza le giovani generazioni. Un Partito davvero democratico”.

Di seguito, riportiamo i nomi dei giovani che hanno firmato l’appello per Pierluigi Bersani
Valeria Agnelli, Alessio Angelini, Giovanni Avena, Serenella Barbieri, Bianca Bartoli, Martina Belvisi, Duccio Benocci, Andrea Biagianti, Gianluca Bianchi, Guido Bondi, Francesco Bonghi, Leonardo Bonghi, Giuseppe Bonura, Lorenzo Borgianni, Martina Borgogni, Federico Borgogni, Rossella Bracali, Luca Buoni, Giacomo Burani, David Bussagli, Sara Bussagli, Caterina Bussagli, Emilio Caliani, Andrea Cappelli, Chiara Caratelli, Leonardo Carta, Francesco Casella, Salvatore Catanese, Chiara Ciani, Iacopo Cibecchini, Francesco Cigna, Agata Corradeschi, Velia Corzani, Edoardo Cucini, Davide De Sensi, Mirco Del Buono, Gianni Della Giovampaola, Marco Fabbrini, Francesco Fabbrizzi, Pamela Fatighenti, David Ferretti, Leonardo Fiaschi, Nicola Fierli, Ilaria Forzoni, Cosimo Francini, Cesare Francini, Simone Francioni, Marco Frigerio, Francesco Frizzi, Tommaso Ghezzi, Luca Giachello, Alice Giglioli, Mattia Girolami, Jonny Giuliani, Emanuele Giunti, Margherita Gravagna, Virgilio Grigiotti, Giulia Guccione, Francesco Guccione, Gabriele Guerrini, Niccolò Guicciardini, Sergio Kuzmanovic, Ezio La Folaga, Luisa La Placa, Filippo Lambardi, Jacopo Maccari, Alessandro Maccari, Tiziano Mammarella, Laura Mannucci, Matteo Marchetti, Sara Marchini, Emiliano Martinelli, Marco Martinelli, Giacomo Meloni, Chiara Micheli, Alberto Miliacci, Rodolfo Montagnani, Donato Montibello, Roberta Morgantini, Alessandro Paganelli, Matteo Pagnelli, Barbara Paoletti, Ilaria Parretti, Riccardo Pecciarini, Vittoria Pedani, Gennaro Perez, Massimiliano Perugini, Ambra Pugnalini, Clarissa Pupilli, Gianni Rabazzi, Barbara Riccarelli, Andrea Riccio, Massimo Rinaldi, Federico Rovetini, Mattia Salvi, Leonardo Sani, Francesca Scanu, Laurent Simonetti, Francesca Stefano, Samuele Stefanucci, Simone Tabani, Irene Tofanini, Lorenzo Toppi, Elisa Tozzetti, Guido Travaglianti, Livio Travaglianti, Simone Vigni, Giacomo Vigni, Federico Vigni.