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sabato 31 luglio 2010

AIDS c'è

Ieri ad Asciano, presso la Festa Democratica, si è tenuta una iniziativa organizzata dai Giovani Democratici sul tema

AIDS contagio prevenzione e discriminazione
sconfiggendo l'ignoranza vinceremo la paura


Sono intervenuti all'iniziativa:
- dott.ssa Angela Gonnelli, infettivologa - Antonella Gorelli, operatrice sanitaria e membro dell'unione comunale del PD di Asciano - Carolina Coradeschi, GD Asciano - Laura Mannucci, GD Sinalunga e consigliere provinciale PD - Leonardo Carta, segretario dell'unione comunale del PD di Asciano
Durante l'incontro si è svolta la performance dell'attore Altero Borghi.

"Sono detenuto e sieropositivo"
dalla performance di Altero Borghi


Era previsto anche Alessandro Maggi, presidente del Movimento Pansessuale, ma, a causa del rinvio della manifestazione a causa del maltempo, non è potuto essere presente ieri sera.

L'iniziativa nasce dalla volontà dei Giovani Democratici di Asciano di tornare a parlare di un argomento ormai pressoché dimenticato dai mass media. Purtroppo l'AIDS è scomparsa solo dal mondo della comunicazione. Nel mondo reale esiste ancora. E ieri sera abbiamo scoperto che esiste in maniera drammaticamente pesante nel mondo degli under 30.
La dott.ssa Gonnelli ha spiegato il contagio di HIV e l'AIDS in termini chiari e comprensibili a tutti. Ha chiarito quali sono le ragioni del contagio: SOLO rapporti sessuali o contatto con sangue infetto. Va chiarito. E detto a tutti. Anche dall'ignoranza di queste nozioni di base passa la discriminazione. L'HIV NON si contrae con un abbraccio, con un saluto, con uno starnuto, utilizzando le stesse stoviglie. L'AIDS è una malattia DEMOCRATICA. Non ha preferenze di razza, di sesso, di età, di ceto sociale, di ORIENTAMENTO SESSUALE. Per inquadrare il problema generalemente si contano gli infetti in 3 macro-categorie: tossicodipendenti, eterosessuali ed omosessuali. Dall'inizio dell'epidemia da HIV (1981 USA) ad oggi la percentuale degli ETEROSESSUALI sul totale degli infetti è passata da circa il 20% a circa il 40%. TUTTI sono sotto la spada dell'AIDS. Trattandosi di una malattia comportamentale, è molto semplice evitarla: seguire semplici regole comportamentali, appunto, che derivano da quei due metodi di contagio del virus: quindi SESSO PROTETTO (preservativo!) ed evitare il contatto con il sangue di altre persone (per esempio guanti!). Tutto qui. Quello che non si riesce a capire, anche alla luce di numerose campagne di sensibilizzazione, è l'aumento relativo dei casi di infezione e il caso specifico di Siena, dove i nuovi casi degli ultimi due anni sono TUTTI RAGAZZI SOTTO I 30 ANNI. La principale causa di trasmissione è, su questi casi, il rapporto sessuale.

una campagna AIDES

Antonella Gorelli ci ha parlato della questione della discriminazione, riferita ai sieropositivi ma non solo.
L'Italia ha necessità di intraprendere un percorso sulle tematiche dei diritti civili, per uscire dalla situazione attuale che ci vede fanalino di coda in Europa.

Abbiamo poi affrontato un caso specifico: a Milano, nei giorni scorsi, un donatore abituale (più di 20 donazioni all'attivo, ovvero anni) si è visto rifiutare il suo sangue perché dichiaratamente omosessuale. Qui il problema è duplice.
Intanto: cosa vuol dire dichiaratamente omosessuale? Un ragazzo gay, a chi dovrebbe dichiarare il suo orientamento sessuale? Forse ad un apposito ufficio "dichiarazioni omosessualità"? Alla polizia? A questo punto si dovrebbero prevedere delle liste così da poter controllare chi è dichiaratamente omosessuale e chi no. Le liste portano direttamente ad altre liste, quelle naziste. C'erano i dissidenti. C'erano gli ebrei, deportati e marchiati con il doppio triangolo a formare la stella di David. C'era anche un'altra lista: quella degli omosessuali. Il loro simbolo era un triangolo rosa. Come questo.


Noi l'abbiamo detto ieri e ve lo ripetiamo qui: l'AIDS esiste ancora, è terribile ed ha nuovi casi soprattutto (esclusivamente!) tra i giovani. Ma è come un elefante pauroso del topolino: basta un preservativo ad evitarla!

venerdì 12 febbraio 2010

La salute non ha sede

I Giovani Democratici della Toscana promuovono l'iniziativa "La salute non ha sede", finalizzata al diritto alle prestazioni sanitarie generiche per gli studenti fuori sede.
Riportiamo di seguito il testo integrale della petizione, che puoi firmare on-line cliccando qui.


La presente iniziativa dell’Associazione “Giovani Democratici della Toscana” ha lo scopo di promuovere un accordo tra l’Azienda Regionale per il diritto allo Studio Universitario e la Regione Toscana che permetta a tutti gli studenti universitari fuori sede, iscritti agli Atenei toscani, di usufruire gratuitamente delle prestazioni sanitarie generiche (visite ambulatoriali e domiciliari, prescrizione di farmaci) in comuni diversi da quello di residenza, senza dover rinunciare al proprio medico di famiglia.

La sanità è un servizio fondamentale che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini, ma che in molti casi è reso inesigibile a causa del malfunzionamento del servizio sanitario nazionale, delle lungaggini burocratiche, oppure, come nel caso degli studenti universitari fuori sede, per la rigidità di un sistema che non contempla la possibilità di ottenere prestazioni in regioni diverse da quella di residenza, se non effettuando il cambio del medico di base del proprio comune di residenza.

Attualmente gli studenti fuori sede possono assumere il cosiddetto domicilio sanitario che consente di entrare a far parte dell’anagrafe degli assistiti dell’azienda Usl nel territorio di riferimento e quindi di scegliere, come i residenti, un medico di base. Il domicilio sanitario dura da un minimo di tre mesi fino ad un massimo di un anno ed è rinnovabile per tutto il periodo di studio; per ottenerlo, però, occorre la cancellazione (reversibile) dall’anagrafe degli assistiti dell’Azienda USL di residenza. Tutto questo comporta evidenti disguidi logistici, in quanto uno studente fuorisede sarebbe portato a cambiare più volte il medico di base nell’arco dello stesso anno.

In caso di emergenza è possibile usufruire delle prestazioni del Pronto Soccorso (con tutta la trafila che ne deriva), ma per alcune prestazioni è necessario pagare il ticket, con il rischio ulteriore di “intasare il servizio” ricorrendovi anche per piccoli problemi di salute. Negli orari di chiusura degli ambulatori dei medici di base si può ricorrere alla guardia medica che in alcune regioni è diventato un servizio a pagamento per i tutti i pazienti residenti fuori Regione che non abbiano scelto un medico di base nell’ambito territoriale di domicilio.

L’assistenza sanitaria è un diritto costituzionalmente riconosciuto a prescindere dalla collocazione geografica del soggetto bisognoso di cure e rientra tra i settori interessati dall’intervento della Regione “al fine di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per la concreta realizzazione del diritto agli studi universitari” (artt. 3 e 19 della legge 390/1991).

Proprio la legge del 2 dicembre 1991, n. 390 - Norme sul diritto agli studi universitari - prevede la possibilità per le Regioni, nell’ambito della programmazione regionale, di stipulare convenzioni con le Università, nonché con gli enti e istituzioni aventi comunque competenza nelle materie connesse all’attuazione del diritto allo studio, per assicurare prestazioni sanitarie agli studenti all’interno delle sedi universitarie.

Per tali ragioni noi sottoscritti cittadini ci appelliamo:
  • al presidente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Toscana,
  • all’'assessore regionale alla ricerca ed all'università
affinché provvedano mediante un accordo che consenta a tutti gli studenti fuori sede degli Atenei Toscani (inclusi gli studenti stranieri) di accedere gratuitamente all'assistenza sanitaria generica attuando pienamente, in tal modo, il diritto allo studio di ogni universitario.

giovedì 11 febbraio 2010

Segreteria GD Asciano

Come riportato dal sito provinciale di GD Siena
è stata approvata la squadra che aiuterà il segretario comunale Gd di Asciano, Leonardo Carta, in questi mesi. Si tratta di Agata Coradeschi come vice segretario, Riccardo Marcocci come responsabile dell’organizzazione e Cristina Rimasti come tesoriere.
Le nomine sono state ufficializzate mercoledì 3 febbraio.

L'articolo originale lo trovi qui.

mercoledì 10 febbraio 2010

Non Solo Campagna

Il sig. Rossi, da Ragioniere della Cosa Toscana, ha già fatto i conti: quelle a seguire, non sono solo campagna elettorale.

Sono interventi politici fattibili che Enrico Rossi si impegna a realizzare in caso di vittoria.


Ecco, per immagini, le prime proposte sulle politiche giovanili avanzate dai Giovani Democratici Toscani ed Enrico Rossi Presidente.






sabato 6 febbraio 2010

Tre Senesi a Firenze

Il candidato Rossi incontra i Giovani Democartici della Toscana

Pubblichiamo un resoconto sull'incontro tra Enrico Rossi e i Giovani Democratici della Toscana. L'articolo originale lo trovi sul nuovo sito provinciale di Generazione Democratica Siena. Le proposte per i giovani le puoi trovare per esteso sul sito Enrico Rossi Presidente.


Sabato 30 gennaio presso il Comitato Elettorale di Enrico Rossi a Firenze, una delegazione dei Giovani Democratici della provincia di Siena ha partecipato ad una conferenza stampa relativa alla presentazione del programma elettorale di Enrico Rossi (candidato Presidente della Regione Toscana) in merito alle politiche giovanili. La preparazione della partecipazione all’incontro ha fatto sì che i delegati abbiano avuto occasione di approfondire i temi relativi ai giovani professionisti e ai finanziamenti diretti della Commissione europea per la Ricerca.

Il problema dei giovani laureati in architettura, ingegneria o giurisprudenza è avere un futuro. Generalmente, completato il percorso formativo, si trovano in una di queste condizioni:

  1. libera professione: provano a sbarcare il lunario svolgendo la libera professione, scontrandosi con un clima generale di sfiducia generato dalla supposizione, quasi universale, che “giovane è incapace”
  2. zero euro: molti giovani laureati sono disoccupati (fatto nuovo per le professioni tecniche) o sono impegnati in alienanti esperienze lavorative non retribuite nella speranza, un giorno, di mutare la loro condizione in una di quelle, non molto rosee, descritte a seguire
  3. dipendenti IVA: molti giovani aprono, o meglio sono invitati ad aprire, una partita IVA e però sono sottoposti, di fatto, ad un rapporto lavorativo dipendente continuativo ma saldato tramite emissione di fattura e senza nessun contratto. Tutto questo, ovviamente illegale, per somme che si aggirano intorno alle 500 € al mese. Questa condizione riassume in sé gli aspetti negativi dei contratti a termine o a progetto (in quanto, anche più di questi, non permette di avere nessuna prospettiva futura) e gli aspetti negativi tipici della partita IVA (non esistono “malattia”, “gravidanza”, “ferie” e si devono caricare di numerose spese quali il commercialista, le assicurazioni sanitarie e professionali, le spese di iscrizione agli albi, oltre alla previdenza sociale che non è compresa nei compensi ricevuti)
  4. dipendenti a nero: no comment

Noi vorremmo che la Toscana si facesse carico di queste problematiche, rendendosi promotrice di un cambiamento della cultura sociale che relega i giovani in ruoli marginali nel mondo del lavoro. Vorremmo che l’Amministrazione Regionale promuovesse un insieme sistematico di controlli fiscali così da far emergere tutte le situazioni illecite. Vorremmo che la nostra Regione sviluppasse un piano di sostegno ai giovani lavoratori, composta da ammortizzatori sociali e stage formativi in attesa di una collocazione lavorativa.

Riguardo al secondo punto, si è individuata l’esigenza che gli Enti Locali, in accordo con le Università, promuovano attività di formazione in europrogettazione per il personale amministrativo e docente, nonché per i laureandi. Ciò al fine di rendere economicamente sostenibili tutte quelle branche della ricerca (come ad esempio quella umanistica) che non si sono ancora giovate dei finanziamenti europei (spesso ostacolate dalla complessità burocratica e progettuale) e che non riescono ad attrarre investimenti privati per la difficoltà di interazione col mondo delle imprese.

Enrico Rossi, affiancato da Patrizio Mecacci – segretario regionale dei Giovani Democratici, ha esposto i punti cardine del suo programma elettorale in merito alle politiche giovanili:

  1. fondo per lo sviluppo personale: contributo a fondo perduto (10.000 € per i laureati triennali e 20.000 € per i laureati quinquennali) a sostegno di attività di formazione e approfondimento quali esperienze lavorative professionalizzanti, corsi specifici, master sia all’Italia che all’estero oppure per avviare una attività lavorativa. Tutto riservato ai laureati a pieni voti (con lode?) e che abbiano rispettato i tempi. Su questa proposta abbiamo espresso dei dubbi in merito al rischio della “fuga dei cervelli”, ovvero: un ragazzo viene formato (dalle scuole elementari all’università) in Italia, quindi a carico della collettività; poi, per esempio, segue un master in California a spese della Regione Toscana dopodiché “può” darsi che là trovi una sua dimensione, che là lavori, che là paghi le tasse. Crediamo che ci sia la necessità di inserire dei metodi per incentivare ritorno in Italia (Toscana?)
  2. fondo di opportunità per lavoratori precari: per disoccupati fino a 35 anni si prevede l’istituzione di contributi alla formazione professionale per completare le proprie competenze o acquisirne di nuove così da rendere fruttuosi i periodi di mancata occupazione
  3. prestito d’onore: la Regione presterà fino a 50.000 € a giovani che abbiano completato il percorso formativo universitario o professionale per avviare l’attività lavorativa e da restituire entro 10 anni dall’inizio dell’attività stessa
  4. affitto di emancipazione: si prevede un contributo all’affitto di 200 € al mese per massimo 3 anni per i giovani tra i 22 e i 30 anni fino ad un massimo di 25.000 contributi all’anno
  5. servizio civile professionalizzante: grazie al finanziamento aggiuntivo previsto dalla legge esistente, si prevedono progetti in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, abbinati a forme di sostegno tra cui, per esempio, contratti di affitto agevolati

La spesa per questo “pacchetto giovani” sarà di 200 milioni di € che si troveranno dalla riorganizzazione delle politiche giovanili, da fondi europei e da risorse aggiuntive.

Queste proposte si integrano con quelle espresse nei giorni scorsi dai GD Toscani (puoi trovarle a questo link).

Siena, 30.01.2010
Giuseppe Emiliano Bonura
Leonardo Carta
Valentina Valentini

giovedì 28 gennaio 2010

mercoledì 27 gennaio 2010

Robin Brunetta Hood: la mobilitazione dei GD Toscani

ovvero: rubare ai vecchi per dare ai bamboccioni.

E' di un paio di giorni fa la sortita del Ministro Brunetta relativa al "progetto bamboccioni": un assegno (una tantum?) di 500 euro ai giovani per aiutarli ad uscire di casa - come se non bastassero le gambe. Il tutto finanziato "lavorando" sulle pensioni. Rapida arriva la smentita del Governo. Altri dettagli sulla notizia puoi trovarli su:
"L'elemosina di Brunetta" ha portato i Giovani Democratici Toscani a promuovere un'iniziativa popolare che servirà a protestare contro questo provvedimento e far capire il nostro punto di vista e le nostre proposte. Riportiamo il comunicato sull'evento.

Uscire fuori di casa per non uscire fuori di testa

I Giovani Democratici Toscani reagiscono a Brunetta e alla sua
proposta di legge che prevede di dare ai giovani una somma di 500 euro al mese prelevata dalle pensioni. La cosiddetta “legge anti-bamboccioni” che in questi giorni sta dando adito a molte discussioni, ha infatti mobilitato anche i Giovani Democratici Toscani che, venerdì 29 e sabato 30 gennaio, allestiranno punti di volantinaggio e di distribuzione di banconote di cartone con la faccia di Brunetta, davanti alle scuole, alle università e ai luoghi di aggregazione giovanile. A distribuire le banconote anche i militanti senior del Partito Democratico.

Il nome dell’iniziativa è S. B. Day, che con la lettura toscana diventa un ironico “Si Brunetta Dai”. “Sul retro delle banconote - spiega Patrizio Mecacci, segretario regionale dei GD - presenteremo alcune proposte per le prossime elezioni regionali. Brunetta pensa che una paghetta basti a soddisfare le esigenze dei giovani italiani, e cerca di contrapporre tra di loro pezzi di società che hanno gli stessi problemi. Noi rifiutiamo lo scontro tra le generazioni: vogliamo essere i protagonisti del nostro presente, e non gli assistiti di un modello sociale incapace di dare risposte moderne. L’assenza di ammortizzatori sociali adatti al nuovo mercato del lavoro pesa in maniera drammatica sulla nostra generazione. Servono forti investimenti per liberare le energie giovanili, soprattutto attraverso la formazione e la conoscenza, in tutti i settori: dall’infanzia al lavoro, dall’impresa allo studio, per tutta la vita. Abbiamo bisogno di fondi per favorire nuove politiche degli affitti a basso costo, e per stimolare la mobilità abitativa. E per combattere la fuga dei cervelli dobbiamo investire nella ricerca, e promuovere chi decide di tornare in Toscana dopo aver studiato all’estero, nei migliori atenei del mondo. Altro che l’elemosina di Brunetta.”

La Toscana Avanti Tutta
Uscire fuori di casa per non uscire fuori di testa.


“Occorre ridare un futuro ai giovani
. Qui, in Toscana. Se decidono di andare all’estero, non deve essere una “fuga di cervelli” ma una decisione consapevole, sapendo che esiste un contesto amico di partenza a cui possono far ritorno per capitalizzare ciò che hanno imparato altrove. Se decidono di investire in un talento o in una idea, la Regione deve dare loro gli strumenti e la possibilità concreta di farlo – in autonomia”.


Ecco alcune delle proposte per raggiungere l’obiettivo di far scendere da 32 a 25 anni l’età media in cui si lascia la famiglia di origine:

  • fondo di rotazione per l’autonomia dei giovani, con mix tra finanziamento regionale e privato fino alla maggiore età o il termine degli studi, prevedendo poi una rimborsabilità nel tempo del finanziamento ricevuto;
  • istituzione del debito d’onore regionale per gli studi universitari o professionali restituibile entro 10 anni dall’inizio dell’attività lavorativa;
  • formazione sia per giovani con rapporti di lavoro precari, sia per sfruttare i periodi di mancata occupazione come investimento su se stessi;
  • sostegno al diritto allo studio sotto forma di contributo all’affitto per studenti fuori sede (es. 200€ al mese per tre anni a chi ha un regolare contratto di locazione ed età compresa tra i 19-25 anni);
  • servizio civile professionalizzante e integrato al processo di formazione teso a “favorire il legame con la Toscana” (sfruttando la Legge Regionale esistente ed il relativo finanziamento aggiuntivo) con progetti adeguati in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, e prevedendo ulteriori forme di sostegno.
Questo il materiale che sarà in distribuzione durante la mobilitazione del 29 e 30 gennaio:





Altre info su:
Se vuoi, stampa e diffondi il materiale che trovi qui.

venerdì 13 novembre 2009

omoFOBIA 2009

Condividiamo volentieri la campagna promossa a livello nazionale dai Giovani Democratici in merito all'omofobia.


Sito

giovedì 1 ottobre 2009

Pubblica post

Ciao "L" ! Penso di aver combinato qlks....ma nn ne ho la completa certezza.....intanto per ieri.....penso sia bella idea quella del pre- pre-consiglio,almeno ci terrete maggiormente informati su quello che avviene nel nostro piccolo....per le lettere magari, se volessimo portare avanti l'idea sarebbe opportuno trovarsi, e cercare quale possa essere l'occasione giusta ( le primarie saranno troppo al ristretto oramai...sempre che nn ne facciano ancora altre) in cui spedirle, ed il contenuto più conforme a fine di avvicinare più persone possibile....

ora proverò a pigiare qst pulsantino arancione con scritto "pubblica post"...e...vediamo cosa verrà fuori....

mercoledì 23 settembre 2009

L'altro/a tra noi

Su diversità e intercultura, è stato pubblicato oggi un articolo su La Repubblica.it. Riporta i risultati di una ricerca sui giovani e l' "altro", sia esso per religione, cultura, etnia, orientamento sessuale, abilità fisiche, etc.


I giovani sono quelli delle scuole medie superiori. I dati più preoccupanti: quasi l'80% degli intervistati crede che essere musulmani sia una condizione di svantaggio; e il 63% vede nell'omosessualità una condizione non favorevole.
A seguire, riportiamo l'articolo.


Altri, diversi e 'lontani da noi'
I giovani italiani e la paura dello straniero
di Vera Schiavazzi

Altri, diversi e 'lontani da noi' I giovani italiani e la paura dello straniero Un gruppo di studenti stranieri in Italia con Intercultura Diffidenti, talora ostili. E realisti ai limiti del cinismo. E' il ritratto dei giovani - studenti di liceo o di istituti professionali, veneti e emiliani, toscani e pugliesi, che la Fondazione Intercultura ha intervistato per sapere quali sono i 'confini' che i ragazzi tracciano tra se stessi e chiunque sia 'diverso'. Ne emerge il ritratto di una generazione che potrebbe, se qualcosa non cambierà soprattutto nelle scuole, rivelarsi disinformata e più chiusa verso gli 'altri' rispetto al resto d'Europa.

La ricerca - che verrà presentata domani all'Università di Reggio Emilia in uno degli appuntamenti conclusivi dell'anno del dialogo interculturale promosso dal Consiglio d'Europa - , si intitola "L'altro/a tra noi" e ha analizzato un campione di oltre 1.400 studenti, forse il più grande mai interrogato in Italia su questi temi e in questa fascia di età.

Confrontando le risposte con quelle di Eurobarometro, il sistema con il quale l'Unione europea monitora costantemente l'atteggiamento dei cittadini su questioni in perenne evoluzione ai confini tra etica, economia e società, come l'immigrazione, l'omosessualità, la tolleranza religiosa, i giovani italiani appaionoi più rigidi nelle proprie distanze (o paure). E, a sorpresa, i più netti nel tracciare linee di demarcazione verso chi è diverso sembrano essere gli allievi dei licei e delle zone più ricche tra quelle scelte per lo studio di Intercultura.

Qualche esempio? I giovani sono preoccupati per il futuro (il 43% teme la disoccupazione, il 32% è preoccupato per il costo della vita e il 30% addirittura per la pensione) mentre l'integrazione degli stranieri è considerata come un obiettivo da raggiungere soltanto dall'11% degli intervistati. Ma i ragazzi intervistati - soprattutto al Nord, dove nelle scuole professionali la presenza di stranieri è cresciuta molto velocemente negli ultimi anni - ritengono che la presenza di immigrati in Italia sia molto più alta della realtà: anziché collocarla intorno all'8-10%, molti hanno indicato "il 30%" o "almeno 20 milioni di persone". "Esiste un'emotività diffusa collegata a un senso di insicurezza e di pericolo - spiegano i ricercatori - che porta i giovani a indicare percentuali molto alte, quasi a sottolineare la fondatezza delle loro preoccupazioni. In generale, emerge una scarsa informazione, che diventa addirittura nulla quando si parla di diritti e doveri degli stranieri".

Se si entra nel dettaglio, alcuni gruppi di 'diversi' vengono percepiti come ancora più lontani da sé: l'87% dei giovani ritiene che essere un rom sia una condizione di "svantaggio" (mentre solo il 77% degli europei la pensa allo stesso modo). Appena inferiore la distanza, e dunque il pregiudizio, nei confronti degli immigrati di religione musulmana. Ma, come spiega Roberto Ruffino, segretario generale della Fondazione Intercultura, uno tra i primi studiosi italiani ad aver puntato sugli scambi tra giovani di tutti i paesi, "Diffidenze e paure riguardano i gruppi indistinti. Nelle nostre interviste abbiamo incontrato spesso studenti che avevano un fidanzato o una fidanzata stranieri, o un amico, o un vicino di casa. E tutti dicevano la stessa cosa: 'Lui (o lei) è marocchino, ma è bravissimo, è il mio ragazzo...'. Il rapporto personale, quando c'è, cancella ogni distanza". Anche dai temi realizzati a scuola (prima delle interviste, le classi scelte sono state invitate a lavorare sugli argomenti della ricerca) emerge come un'altra condizione di 'diversità', quella omosessuale, si collochi subito dopo l'essere stranieri o rom nella percezione di "svantaggio": lo afferma il 63% degli studenti, contro il 54% delle media europea.

Nella ricca Emilia Romagna, invece, addirittura il 93% dei ragazzi indica la disabilità fisica, un altro dei fattori esaminati, come un grave rischio di "esclusione sociale". Non c'è spazio per chi è diverso nel mondo un po' spietato, un po' pericoloso dove i ragazzi si aspettano di vivere. "In parte - spiega ancora Ruffino - questi giudizi potrebbero riflettere la constatazione che l'integrazione, scolastica e non solo, è ancora assai incompleta e che per chi è disabile o straniero la vita non è facile. Ma per altro verso, sicuramente, queste risposte denotano paura e, soprattutto, una grave carenza di informazioni che dovrebbero diventare materia di studio in tutte le scuole".

E c'è anche un 32% di studenti delle scuole professionali che si dichiara "totalmente d'accordo" con misure che impediscano l'arrivo in Italia di altri stranieri. I rimedi possibili? "Più informazioni a scuola, sicuramente, ma anche più scambi con l'estero: chi ha vissuto altrove per almeno sei mesi, provando concretamente che cosa significhi essere 'l'altro', rientra a casa con la mente più aperta", conclude Raffaele Pirola, responsabile comunicazione della Fondazione Intercultura.

22 settembre 2009

venerdì 18 settembre 2009

Scuola per amministratori a San Gimignano

Nei giorni di venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre, presso il camping "Boschetto di Piemma" a San Gimignano è in programma la Prima scuola per amministratori organizzata dall'Istituto Gramsci toscano. Di seguito pubblichiamo il programma.


PROGRAMMA

Venerdì 18 settembre
16.30 Iscrizioni e accredito partecipanti
17.00 Apertura della scuola e saluti
17.30-18.30 Relazione introduttiva Paolo Fontanelli, Resp. Enti locali PD
18.30-19.30 La città futura, Guido Martinotti, Sum
20.00 Cena
21.00-22.30 Tavola rotonda: La sfida del governo per le nuove generazioni
Cristian Pardossi, Giacomo D’Arrigo, Dario Nardella, Diego Ciulli
Coordina: Elisa Meloni, Segreteria PD

Sabato 19 settembre
9.30-10.30 Trasformazioni della società toscana e italiana, Roberto Cartocci, Università di Bologna
10.30-11.30 La macchina amministrativa comunale e provinciale, Giancarlo Vecchi, Politecnico di Milano
11.30 Coffe break
12.00-13.00 La finanza locale, Stefania Lorenzini, IRPET
13.00 Pranzo
14.45-15.45 Le politiche per la nuova cittadinanza (le strategie e le pratiche dell’interetnicità), Don Momigli,
15.45-16.45 I servizi alla persona e le politiche di genere, Vinicio Biagi, Direttore generale RT Diritto alla Salute e Politiche di solidarietà
16.45-17.45 Il governo del territorio, Massimo Morisi, Università Firenze
18.00-20.00 Tavola rotonda: Il mestiere dell’amministrare
Riccardo Conti, Gianni Anselmi, Matteo Renzi, Monica Giuntini, Susanna Cenni, Annarita Bramerini, Leonardo Marras
Coordina: Amerigo Restucci, presidente della Associazione Romano Viviani
ore 20.00 Cena

Domenica 20 settembre
9.30-10.30 L’Italia contesa, Aldo Schiavone, rettore SUM
Ne discutono Andrea Manciulli, Leonardo Domenici, Marcello Verga, Giandomenico Amendola
Coordina: Marta Rapallini, Ist. Gramsci Toscano
Ore 13 Fine lavori

L'iscrizione completa, comprensiva di soggiorno e pasti, costa 90 €. Per partecipazioni parziali (p.e. una giornata con un solo pasto) il costo è molto minore.
Per ulteriori informazioni e iscrizioni, i contatti sono:

mercoledì 16 settembre 2009

E-Mozione

Lunedì 14 settembre Bersani ha presentato la sua mozione a Siena. L'incontro ufficiale è stato alle 18.00 all'hotel Garden. Inoltre i giovani della Provincia di Siena che sostengono Bersani (tra cui io) hanno avuto un incontro loro riservato alle 16.30. E' stata l'occasione per presentare all'ex ministro il nostro appello (scarica l'appello in pdf o leggine un estratto sul blog) firmato da più di 100 ragazzi.

Andrea Biagianti
, vice-segretario provin
ciale di Generazione Democratica, ha introdotto l'iniziativa, evidenziandone l'importanza politica e ringraziando i presenti.


Niccolò Guicciardini, il segretario provinciale di Generazione Democratica, ha esposto i punti salienti del documento, sottolineando anche gli elementi critici verso la mozione nazionale.



Pierluigi Bersani ha preso atto della nostra proposta e ha analizzato gli aspetti più importanti del nostro appello in rapporto alla sua visione di partito.


A seguire i nostri interventi. Il primo ha trattato il tema del ricambio generazionale, della necessità di rinnovamento della classe dirigente senza incappare nella cooptazione e contro la deriva leaderistica del partito che ha portato alla cristallizzazione dell'apparato dirigente.

Un altro intervento ha proposto il tema del rapporto tra emozione e comunicazione. Nel nostro appello facciamo riferimento a parole come ideali, coraggio, emozioni, pensiero lungo, orizzonte ideale, equità, giustizia, umanità, meritocrazia, innovazione. Crediamo che questi siano i tasselli per comporre l'identità politica, culturale e sociale del nostro partito. Siamo anche consapevoli della difficoltà di comunicare questi elementi. Soprattutto in un momento come questo in cui c'è bisogno di allargare il consenso elettorale. L'elettore indeciso, infatti, non è alla ricerca di emozioni: anzi, spesso, l'emotività lo allontana. L'elettore indeciso cerca risposte ai problemi, cerca certezze, cerca sicurezze. Studi di comunicazione parlano di "risposta giusta" VS "risposta adeguata", che corrisponde a "quello che vorresti dire" VS "quello che l'ascoltatore si vuole sentir dire". Noi crediamo che il campo del marketing politico sia inevitabile nei nostri giorni, ma siamo anche consapevoli che altri hanno più mezzi di noi in questo settore. E' stato quindi chiesto a Bersani come pensasse di mediare tra emozione e comunicazion e, senza scadere nella politica dei sondaggi e delle percentuali di gradimento. La risposta, partendo dalla consapevolezza che i valori sono un'arma a doppio taglio in quanto rischiano di rendere assolute e totalitarie le posizioni di ciascuno, arriva a definire una strada che prevede un partito che produca dei fatti, tangibili, dentro ai quali sia possibile scorgere un insieme di ideali e di principi.


Ne parlano:

martedì 15 settembre 2009

Il coraggio di sbagliare

contributo all'appello per il futuro segretario

Il compito principale del prossimo segretario sarà tracciare una linea di partito: fino ad ora non è successo. Testamento biologico, moralità - laicità - politica, nucleare o solare, exit strategy, diritti civili, etc. Molte persone si aspettano dal proprio partito un messaggio forte, rassicurante, chiaro. Molte persone ne hanno bisogno per poter decidere chi votare: altrimenti non votano affatto o si dirigono verso altri schieramenti - vedi ultima tornata elettorale. Finora su molti temi non siamo riusciti a prendere una posizione precisa. Anch'io mi aspetto che un’identità politica, culturale e sociale emerga quanto prima in questo Partito Democratico. Mi aspetto che venga fuori dal confronto, dal dibattito, dall’analisi delle tesi e delle argomentazioni. Senza mai cadere nelle strategie da “correnti” e “correntine”. Per questo ritengo necessario che il prossimo segretario crei un equilibrio tra “unità di visione” e “apertura al confronto”, tra “chiarezza politica” e “decisioni partecipate”. Inoltre: basta con Berlusconi! Abbiamo bisogno di concentrarci sul nostro partito. Sul sito nazionale, il giorno prima delle elezioni di giugno, la quasi totalità degli slogan suonava tipo “vota PD contro Berlusconi”, “vota PD contro gli ineleggibili del PdL”, “vota PD contro il malgoverno”, etc. Facciamo finta di essere così sciocchi da non capire che una comunicazione al negativo è sbagliata (perché genera ansie invece che sicurezze nel fruitore) e che quindi è stata controproducente ai fini elettorali. Oltre a questo resta il fatto che vorrei far parte di un partito che dica “vota PD per la sicurezza sul lavoro”, “vota PD per l’energia solare”, “vota PD per i diritti civili”, etc.

Di coraggio ce n’è davvero bisogno. Secondo me c’è una strada molto semplice per far venir fuori il nostro coraggio, quello dei giovani e di tutta l’organizzazione giovanile. Questa strada ha bisogno di un progetto politico serio, ed è per questo che va sottoposto al futuro segretario. E’ molto semplice: si dovranno spalancare le porte ai giovani validi, dare loro modo di far sentire la propria voce e di entrare nei piani alti del partito. Non vogliamo però cadere nello stupido giovanilismo. Non vogliamo far passare l'idea che "giovane" è sempre e comunque sinonimo di "giusto" e “intelligente”. Così saremmo solo sfruttati come specchietto per le allodole: è facile ringiovanire solo l’apparenza invece di apportare un profondo mutamento. Quello di cui noi abbiamo bisogno (insieme a tutto il Paese) è che le teste tornino ad essere l’elemento di valutazione, insieme al merito e al talento e indipendentemente dall’età: ci vogliamo meritare la possibilità di farci ascoltare, in quanto validi giovani e non in quanto giovani e basta; non chiediamo “quote giovani”, ma pretendiamo che lo svecchiamento del partito passi dalle idee e non dalle carte d’identità. Questo progetto porterà ad un vero ringiovanimento delle dirigenze del partito. In questo scenario, quale sarà il significato della giovanile? Non ne sono sicuro, ma credo che Generazione Democratica potrebbe in questo modo abbandonare le velleità istituzionali così da poter liberare il potenziale dei giovani, quello vero, quello sfacciato: il coraggio di proporre nuovi orizzonti, nuove visioni, nuovi scenari sociali e politici. Anche rischiando l'intoppo, l'errore, l'utopia e l'eresia. Avremmo sicuramente il coraggio di proporre, di contestare, di pensare autonomamente, di decidere. Avremmo anche il coraggio di sbagliare.

mercoledì 9 settembre 2009

Appello per Bersani

Per il PD è tempo di congresso.


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link alla sezione del sito del PD relativa al congresso 2009

Dalla provincia di Siena un appello per Bersani: un gruppo di giovani di Generazione Democratica ha deciso di sostenera la candidatura a segretario di Bersani. Senza limitarsi al mero schieramento, è stato presentato un appello, in questi giorni pubblicato sia sul sito provinciale del PD che sui quotidiani locali come il Corriere di Siena.

da p. 8 del Corriere di Siena di mercoledì 09.09.2009


Ecco un estratto dell'appello e l'elenco dei firmatari.


Giovani democratici per Bersani: “No al giovanilismo, vogliamo un rinnovamento reale”

Un partito del rinnovamento, radicato nel territorio, con una solida strategia economica, che sappia offrire pari opportunità a tutti e che, con coraggio, liberi il nostro Paese dall’eccesso di burocrazia e dal peso delle corporazione. E’ quello che chiedono, in un appello, i giovani democratici senesi a sostegno della candidatura di Pierluigi Bersani a segretario nazionale del Pd.

Il Partito del rinnovamento
“Abbiamo bisogno – affermano i giovani democratici - di un Partito che sappia valorizzare il merito, il talento, l’impegno e non si abbandoni ad un semplice ‘nuovismo’ o al giovanilismo. Il giovanilismo è una categoria vuota, la negazione del rinnovamento; quest’ultimo, invece, significa praticare il ricambio nelle persone e nelle idee. Questo non significa togliere chi c’è per mettere qualcun altro. Rinnovare significaa farsi carico delle istanze delle nuove generazioni, delle tante persone che vedono frustrati i propri meriti e i propri talenti. Occorre, inoltre, dire no al fallimentare e sfrenato modello neoliberista, fondato sulla disuguaglianza anche delle opportunità, che ci ha accompagnato nell’attuale crisi”.

Un Pd radicato, come in Provincia di Siena
“A Siena – continua il documento – il Pd riesce a coinvolgere ancora centinaia di persone nella sua vita quotidiana, ma altrove? Molto spesso il Pd è un comitato elettorale o poco più. Noi invece vogliamo un partito che coinvolga le persone, che discuta, che viva non solo sui media, ma sui territori attraverso l’impegno disinteressato dei suoi militanti.

L’appello a Pierluigi Bersani: quello che il Pd non deve essere
“Siamo convinti – si legge ancora nell’appello – che Pierluigi Bersani sia il segretario di cui il Pd ha bisogno. Da lui ci aspettiamo un partito che non sia bloccato dalla burocrazia, che non sia litigioso e conservatore, piatto e senza prospettiva. Vogliamo al contrario, un Pd moderno efficiente, efficace, sognatore e concreto, che valorizza le giovani generazioni. Un Partito davvero democratico”.

Di seguito, riportiamo i nomi dei giovani che hanno firmato l’appello per Pierluigi Bersani
Valeria Agnelli, Alessio Angelini, Giovanni Avena, Serenella Barbieri, Bianca Bartoli, Martina Belvisi, Duccio Benocci, Andrea Biagianti, Gianluca Bianchi, Guido Bondi, Francesco Bonghi, Leonardo Bonghi, Giuseppe Bonura, Lorenzo Borgianni, Martina Borgogni, Federico Borgogni, Rossella Bracali, Luca Buoni, Giacomo Burani, David Bussagli, Sara Bussagli, Caterina Bussagli, Emilio Caliani, Andrea Cappelli, Chiara Caratelli, Leonardo Carta, Francesco Casella, Salvatore Catanese, Chiara Ciani, Iacopo Cibecchini, Francesco Cigna, Agata Corradeschi, Velia Corzani, Edoardo Cucini, Davide De Sensi, Mirco Del Buono, Gianni Della Giovampaola, Marco Fabbrini, Francesco Fabbrizzi, Pamela Fatighenti, David Ferretti, Leonardo Fiaschi, Nicola Fierli, Ilaria Forzoni, Cosimo Francini, Cesare Francini, Simone Francioni, Marco Frigerio, Francesco Frizzi, Tommaso Ghezzi, Luca Giachello, Alice Giglioli, Mattia Girolami, Jonny Giuliani, Emanuele Giunti, Margherita Gravagna, Virgilio Grigiotti, Giulia Guccione, Francesco Guccione, Gabriele Guerrini, Niccolò Guicciardini, Sergio Kuzmanovic, Ezio La Folaga, Luisa La Placa, Filippo Lambardi, Jacopo Maccari, Alessandro Maccari, Tiziano Mammarella, Laura Mannucci, Matteo Marchetti, Sara Marchini, Emiliano Martinelli, Marco Martinelli, Giacomo Meloni, Chiara Micheli, Alberto Miliacci, Rodolfo Montagnani, Donato Montibello, Roberta Morgantini, Alessandro Paganelli, Matteo Pagnelli, Barbara Paoletti, Ilaria Parretti, Riccardo Pecciarini, Vittoria Pedani, Gennaro Perez, Massimiliano Perugini, Ambra Pugnalini, Clarissa Pupilli, Gianni Rabazzi, Barbara Riccarelli, Andrea Riccio, Massimo Rinaldi, Federico Rovetini, Mattia Salvi, Leonardo Sani, Francesca Scanu, Laurent Simonetti, Francesca Stefano, Samuele Stefanucci, Simone Tabani, Irene Tofanini, Lorenzo Toppi, Elisa Tozzetti, Guido Travaglianti, Livio Travaglianti, Simone Vigni, Giacomo Vigni, Federico Vigni.