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sabato 31 luglio 2010

AIDS c'è

Ieri ad Asciano, presso la Festa Democratica, si è tenuta una iniziativa organizzata dai Giovani Democratici sul tema

AIDS contagio prevenzione e discriminazione
sconfiggendo l'ignoranza vinceremo la paura


Sono intervenuti all'iniziativa:
- dott.ssa Angela Gonnelli, infettivologa - Antonella Gorelli, operatrice sanitaria e membro dell'unione comunale del PD di Asciano - Carolina Coradeschi, GD Asciano - Laura Mannucci, GD Sinalunga e consigliere provinciale PD - Leonardo Carta, segretario dell'unione comunale del PD di Asciano
Durante l'incontro si è svolta la performance dell'attore Altero Borghi.

"Sono detenuto e sieropositivo"
dalla performance di Altero Borghi


Era previsto anche Alessandro Maggi, presidente del Movimento Pansessuale, ma, a causa del rinvio della manifestazione a causa del maltempo, non è potuto essere presente ieri sera.

L'iniziativa nasce dalla volontà dei Giovani Democratici di Asciano di tornare a parlare di un argomento ormai pressoché dimenticato dai mass media. Purtroppo l'AIDS è scomparsa solo dal mondo della comunicazione. Nel mondo reale esiste ancora. E ieri sera abbiamo scoperto che esiste in maniera drammaticamente pesante nel mondo degli under 30.
La dott.ssa Gonnelli ha spiegato il contagio di HIV e l'AIDS in termini chiari e comprensibili a tutti. Ha chiarito quali sono le ragioni del contagio: SOLO rapporti sessuali o contatto con sangue infetto. Va chiarito. E detto a tutti. Anche dall'ignoranza di queste nozioni di base passa la discriminazione. L'HIV NON si contrae con un abbraccio, con un saluto, con uno starnuto, utilizzando le stesse stoviglie. L'AIDS è una malattia DEMOCRATICA. Non ha preferenze di razza, di sesso, di età, di ceto sociale, di ORIENTAMENTO SESSUALE. Per inquadrare il problema generalemente si contano gli infetti in 3 macro-categorie: tossicodipendenti, eterosessuali ed omosessuali. Dall'inizio dell'epidemia da HIV (1981 USA) ad oggi la percentuale degli ETEROSESSUALI sul totale degli infetti è passata da circa il 20% a circa il 40%. TUTTI sono sotto la spada dell'AIDS. Trattandosi di una malattia comportamentale, è molto semplice evitarla: seguire semplici regole comportamentali, appunto, che derivano da quei due metodi di contagio del virus: quindi SESSO PROTETTO (preservativo!) ed evitare il contatto con il sangue di altre persone (per esempio guanti!). Tutto qui. Quello che non si riesce a capire, anche alla luce di numerose campagne di sensibilizzazione, è l'aumento relativo dei casi di infezione e il caso specifico di Siena, dove i nuovi casi degli ultimi due anni sono TUTTI RAGAZZI SOTTO I 30 ANNI. La principale causa di trasmissione è, su questi casi, il rapporto sessuale.

una campagna AIDES

Antonella Gorelli ci ha parlato della questione della discriminazione, riferita ai sieropositivi ma non solo.
L'Italia ha necessità di intraprendere un percorso sulle tematiche dei diritti civili, per uscire dalla situazione attuale che ci vede fanalino di coda in Europa.

Abbiamo poi affrontato un caso specifico: a Milano, nei giorni scorsi, un donatore abituale (più di 20 donazioni all'attivo, ovvero anni) si è visto rifiutare il suo sangue perché dichiaratamente omosessuale. Qui il problema è duplice.
Intanto: cosa vuol dire dichiaratamente omosessuale? Un ragazzo gay, a chi dovrebbe dichiarare il suo orientamento sessuale? Forse ad un apposito ufficio "dichiarazioni omosessualità"? Alla polizia? A questo punto si dovrebbero prevedere delle liste così da poter controllare chi è dichiaratamente omosessuale e chi no. Le liste portano direttamente ad altre liste, quelle naziste. C'erano i dissidenti. C'erano gli ebrei, deportati e marchiati con il doppio triangolo a formare la stella di David. C'era anche un'altra lista: quella degli omosessuali. Il loro simbolo era un triangolo rosa. Come questo.


Noi l'abbiamo detto ieri e ve lo ripetiamo qui: l'AIDS esiste ancora, è terribile ed ha nuovi casi soprattutto (esclusivamente!) tra i giovani. Ma è come un elefante pauroso del topolino: basta un preservativo ad evitarla!

mercoledì 10 febbraio 2010

Non Solo Campagna

Il sig. Rossi, da Ragioniere della Cosa Toscana, ha già fatto i conti: quelle a seguire, non sono solo campagna elettorale.

Sono interventi politici fattibili che Enrico Rossi si impegna a realizzare in caso di vittoria.


Ecco, per immagini, le prime proposte sulle politiche giovanili avanzate dai Giovani Democratici Toscani ed Enrico Rossi Presidente.






lunedì 8 febbraio 2010

Le carceri in Consiglio Provinciale

Di seguito, pubblichiamo con piacere un intervento di Niccolò Guicciardini all'ultimo Consiglio Provinciale.

Si tratta della presentazione della Mozione “La situazione della Casa di Reclusione di Ranza nel Comune di San Gimignano e della Casa C. di Siena".


L'intervento originale puoi trovarlo sul blog di Niccolò.

Buongiorno a tutti,

cominciamo col dare un po' di numeri. In Italia abbiamo 65.067 detenuti, di cui meno della metà imputati e il resto (33.247) condannati. Di questi 24.152 sono immigrati ed è da notare come il numero degli imputati detenuti tra gli immigrati superi di quasi quattromila unità i condannati detenuti, mentre tra i cittadini italiani il numero dei condannati detenuti superi di quasi seimila unità gli imputati detenuti.
In definitiva, l'Italia ha una consistente popolazione detenuta, che determina molto spesso condizioni di sovraffollamento e difficoltà di gestione. Per questo motivo, qualche giorno fa, il 13 gennaio, il Governo ha dichiarato lo stato d'emergenza nazionale. Conseguentemente, nel comma 219 della Legge Finanziaria 2010, sono stati stanziati cinquecento milioni per le infrastrutture carcerarie, prevedendo o la realizzazione di nuove strutture o l'aumento della capienza di quelle esistenti. In particolare, è prevista la realizzazione di quarantasette nuovi padiglioni affiancati a strutture già presenti nei territori. In tutto questo, si prevede anche di assumere alcune unità come Polizia Penitenziaria. Tutto ciò significa che a qualcosa sono servite le proteste, l'impegno e la determinazione di tanti cittadini, delle istituzioni locali, degli agenti penitenziari... Tutto questo però non basta. La creazione di nuovi padiglioni è davvero pericolosa, se non ragionata: credo di poter dire fin da ora che una soluzione del genere non andrebbe affatto bene per la Casa di Reclusione di San Gimignano. Chiedo in prima istanza di aggiungere le seguenti due correzioni alla Mozione. Inserire in conclusione del settimo capoverso la frase “come evidenziato in una lettera del Sindaco Giacomo Bassi al Ministro Angelino Alfano” e inserire alla chiusura della mozione “nonostante i piccoli segnali dati nell'approvazione della Finanziaria 2010, che speriamo possano essere solo una base di partenza di un nuovo e più incisivo intervento del Governo sulle tematiche in oggetto”.
Tutto questo non basta, dicevo. La situazione presentata nella Mozione rimane. Noi non possiamo considerare le carceri come dei luoghi di stoccaggio di rifiuti tossici che la nostra società produce, non possiamo considerare le carceri come luoghi in cui rinchiudere i reietti per renderli inoffensivi, come fosse uguale spedirli in una lontana isola deserta. Non possiamo considerare le carceri un costo da ottimizzare per stipare uomini e donne in celle strette, ledendo i loro diritti di esseri umani. Non possiamo accettare che (e le condizioni di sovraffollamento incidono) ci sia un tasso di suicidi così alto in carcere. Cito Sofri che racconta come nelle carceri ci sia “una disperazione sulla quale non scende più nessun anestetico e che i traduce in un alto tasso di suicidi, che sono tanto più significativi perché commessi da persone giovani, che hanno pene brevi, oltre alle diffuse forme di autolesionismo fisico”. Il 2009 è stato l'anno con più suicidi in carcere della nostra storia: 72.
Infine, non possiamo legare il concetto di detenzione meramente a quello di 'punizione'. Viceversa, il sistema penitenziario è parte della società ed in essa svolge un ruolo cruciale attraverso la riabilitazione e le fasi trattamentali. Senza entrare nei dettagli, anche se consiglio vivamente una lettura come Cesare Beccaria ai nostri rappresentanti attualmente al Governo, il messaggio che dobbiamo dare deve essere chiaro e forte: investire sul sistema carcerario significa investire su una società migliore.
E alcune interpretazioni semplicistiche delle condizioni dei detenuti, peraltro preoccupanti a maggior ragione dopo gli eventi di cronaca degli ultimi mesi, lasciano il tempo che trovano. Ha avuto ad dire sempre Sofri come “il dolore nelle carceri sia una specie di fondo perenne e in questo senso sordo: un dolore, cioè, che nessuna risata, nessun gioco allegro, nessuno spintone tra ragazzi -che sono la maggioranza della popolazione carceraria oggi-, nessuna partita di calcio o di calcetto o di biliardino può far dimenticare nemmeno per un momento”. Credo che queste parole esprimano bene di cosa stiamo parlando.
In Toscana abbiamo 4321 detenuti, praticamente quanto un Comune della nostra Provincia. A Siena sono detenuti 386 detenuti circa. C'è una situazione che è divenuta intollerabile da tempo e cui la nostra istituzione può dare il proprio impegno e la propria solidarietà a partire dall'approvazione di questa mozione, su cui spero troveremo convergenze anche dalle minoranze perché è un problema del nostro territorio.
Andrò per sommi capi. Primo punto: il sovraffollamento di Ranza. Il carcere di Ranza vive in un significativo sovraffollamento. Ad ora abbiamo un sovraffollamento stimato di circa 103 detenuti. Questo significa un'oggettiva difficoltà a garantire standard decenti di vivibilità, nonostante il lavoro quotidiano e l'impegno di tanti operatori ed agenti. A Ranza sono presenti 306 detenuti, con una complessità ed una composizione molto eterogenea. Più di un terzo, infatti (120 ad ora), sono stranieri, cinquanta nordafricani e quaranta dell'Europa dell'Est. Questa situazione eterogenea rende ancora più impegnativo il lavoro degli agenti nel carcere.
Secondo punto: a fronte di questa situazione, a Ranza si registra una carenza di organico pari a circa il 42% rispetto alla Pianta Organica prevista per un carcere di quelle dimensioni. Sono attive ad oggi 131 unità nel carcere con un deficit di 102 unità. Il decreto ministeriale del 2001 in materia, infatti, prevede duecentotrentatré unità attive nella Casa di Reclusione di Ranza. In particolare mancano dodici ispettori, undici sovrintendenti e trentasei agenti ed assistenti. Ciò determina un ricorso obbligatorio alle ore di lavoro straordinario, che mediamente significano sei giorni di lavoro in più al mese per ciascuna unità.
Inoltre, il sovraccarico di lavoro e la responsabilità sono diventati intollerabili per la Polizia Penitenziaria di Ranza, che mette a rischio la propria incolumità fisica. E' di non molti mesi fa l'episodio di una grave aggressione da parte di un detenuto che ha mandato a lungo in ospedale un agente penitenziario. Questi sono fatti gravi, che generano insicurezza, difficoltà a svolgere il proprio lavoro, difficoltà ad attivare molte attività... Su tutto questo si è attivato da tempo il Sindaco di San Gimignano, Giacomo Bassi, molti altri enti locali, oltre che gli Onorevoli Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni.
Terzo punto: a Ranza manca una dirigenza stabile. L'attuale Dirigente è impegnato nella conduzione di un altro istituto in una regione lontana dalla nostra e questo genera per forza problemi. Inoltre, manca proprio l'assegnazione di un Dirigente alla guida dell'istituto in pianta stabile.
Il quarto punto sta nei fattori di insicurezza percepita dalla popolazione sangimignanese e in particolare da chi abita vicino al carcere. Anche questo è un aspetto da tenere in considerazione.
Il quinto punto riguarda, invece, la Casa Circondariale di Siena. Anche qui si registra una carenza di organico, pari a diciotto unità, di cui dieci agenti o assistenti. Il sovraffollamento a Siena è calcolato in circa trenta detenuti. Quello che però più preoccupa è di ordine igienico-sanitario. La struttura penitenziaria è infatti fatiscente, invivibile sotto l'aspetto igienico-sanitario. Inoltre, la collocazione nel centro storico non aiuta né la possibilità di intervenire in modo determinante sulla struttura, né nel contemperare la sicurezza con un contesto esterno improntato principalmente al turismo. Su questo bisogna fare qualcosa.
Il sesto punto che voglio portare alla vostra attenzione riguarda l'impossibilità, in queste condizioni, di procedere spesso alle attività, in particolare di mantenere viva e implementare quella rete di relazioni con associazioni importanti nel tessuto del nostro territorio. Ci sono tante associazioni ed enti che si impegnano nel creare un ponte solido tra il carcere e la società, che riescono ad incidere in modo determinante sul reinserimento. Sostenerle e rendere il carcere un luogo sicuro per chi va ad operarci è un obiettivo primario.
Un altro aspetto, il settimo a questo punto, è che il Governo non ha dato risposte circostanziate e precise a precise e circostanziate domande degli enti locali e dei nostri Parlamentari. Spero che anche da parte delle opposizioni di questo Consiglio ci sia la volontà di portare questa questione all'attenzione. Spero che su questo tema riusciremo a fare un lavoro insieme, visto che stiamo parlando di questioni così vive ed importanti per i nostri territori.
Dobbiamo considerare il carcere come un luogo strategico e complementare della società. Per fare questo, serve la volontà di investire e di prestare attenzione a tutto quello che accade.
Vi ringrazio per l'attenzione.

sabato 6 febbraio 2010

Tre Senesi a Firenze

Il candidato Rossi incontra i Giovani Democartici della Toscana

Pubblichiamo un resoconto sull'incontro tra Enrico Rossi e i Giovani Democratici della Toscana. L'articolo originale lo trovi sul nuovo sito provinciale di Generazione Democratica Siena. Le proposte per i giovani le puoi trovare per esteso sul sito Enrico Rossi Presidente.


Sabato 30 gennaio presso il Comitato Elettorale di Enrico Rossi a Firenze, una delegazione dei Giovani Democratici della provincia di Siena ha partecipato ad una conferenza stampa relativa alla presentazione del programma elettorale di Enrico Rossi (candidato Presidente della Regione Toscana) in merito alle politiche giovanili. La preparazione della partecipazione all’incontro ha fatto sì che i delegati abbiano avuto occasione di approfondire i temi relativi ai giovani professionisti e ai finanziamenti diretti della Commissione europea per la Ricerca.

Il problema dei giovani laureati in architettura, ingegneria o giurisprudenza è avere un futuro. Generalmente, completato il percorso formativo, si trovano in una di queste condizioni:

  1. libera professione: provano a sbarcare il lunario svolgendo la libera professione, scontrandosi con un clima generale di sfiducia generato dalla supposizione, quasi universale, che “giovane è incapace”
  2. zero euro: molti giovani laureati sono disoccupati (fatto nuovo per le professioni tecniche) o sono impegnati in alienanti esperienze lavorative non retribuite nella speranza, un giorno, di mutare la loro condizione in una di quelle, non molto rosee, descritte a seguire
  3. dipendenti IVA: molti giovani aprono, o meglio sono invitati ad aprire, una partita IVA e però sono sottoposti, di fatto, ad un rapporto lavorativo dipendente continuativo ma saldato tramite emissione di fattura e senza nessun contratto. Tutto questo, ovviamente illegale, per somme che si aggirano intorno alle 500 € al mese. Questa condizione riassume in sé gli aspetti negativi dei contratti a termine o a progetto (in quanto, anche più di questi, non permette di avere nessuna prospettiva futura) e gli aspetti negativi tipici della partita IVA (non esistono “malattia”, “gravidanza”, “ferie” e si devono caricare di numerose spese quali il commercialista, le assicurazioni sanitarie e professionali, le spese di iscrizione agli albi, oltre alla previdenza sociale che non è compresa nei compensi ricevuti)
  4. dipendenti a nero: no comment

Noi vorremmo che la Toscana si facesse carico di queste problematiche, rendendosi promotrice di un cambiamento della cultura sociale che relega i giovani in ruoli marginali nel mondo del lavoro. Vorremmo che l’Amministrazione Regionale promuovesse un insieme sistematico di controlli fiscali così da far emergere tutte le situazioni illecite. Vorremmo che la nostra Regione sviluppasse un piano di sostegno ai giovani lavoratori, composta da ammortizzatori sociali e stage formativi in attesa di una collocazione lavorativa.

Riguardo al secondo punto, si è individuata l’esigenza che gli Enti Locali, in accordo con le Università, promuovano attività di formazione in europrogettazione per il personale amministrativo e docente, nonché per i laureandi. Ciò al fine di rendere economicamente sostenibili tutte quelle branche della ricerca (come ad esempio quella umanistica) che non si sono ancora giovate dei finanziamenti europei (spesso ostacolate dalla complessità burocratica e progettuale) e che non riescono ad attrarre investimenti privati per la difficoltà di interazione col mondo delle imprese.

Enrico Rossi, affiancato da Patrizio Mecacci – segretario regionale dei Giovani Democratici, ha esposto i punti cardine del suo programma elettorale in merito alle politiche giovanili:

  1. fondo per lo sviluppo personale: contributo a fondo perduto (10.000 € per i laureati triennali e 20.000 € per i laureati quinquennali) a sostegno di attività di formazione e approfondimento quali esperienze lavorative professionalizzanti, corsi specifici, master sia all’Italia che all’estero oppure per avviare una attività lavorativa. Tutto riservato ai laureati a pieni voti (con lode?) e che abbiano rispettato i tempi. Su questa proposta abbiamo espresso dei dubbi in merito al rischio della “fuga dei cervelli”, ovvero: un ragazzo viene formato (dalle scuole elementari all’università) in Italia, quindi a carico della collettività; poi, per esempio, segue un master in California a spese della Regione Toscana dopodiché “può” darsi che là trovi una sua dimensione, che là lavori, che là paghi le tasse. Crediamo che ci sia la necessità di inserire dei metodi per incentivare ritorno in Italia (Toscana?)
  2. fondo di opportunità per lavoratori precari: per disoccupati fino a 35 anni si prevede l’istituzione di contributi alla formazione professionale per completare le proprie competenze o acquisirne di nuove così da rendere fruttuosi i periodi di mancata occupazione
  3. prestito d’onore: la Regione presterà fino a 50.000 € a giovani che abbiano completato il percorso formativo universitario o professionale per avviare l’attività lavorativa e da restituire entro 10 anni dall’inizio dell’attività stessa
  4. affitto di emancipazione: si prevede un contributo all’affitto di 200 € al mese per massimo 3 anni per i giovani tra i 22 e i 30 anni fino ad un massimo di 25.000 contributi all’anno
  5. servizio civile professionalizzante: grazie al finanziamento aggiuntivo previsto dalla legge esistente, si prevedono progetti in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, abbinati a forme di sostegno tra cui, per esempio, contratti di affitto agevolati

La spesa per questo “pacchetto giovani” sarà di 200 milioni di € che si troveranno dalla riorganizzazione delle politiche giovanili, da fondi europei e da risorse aggiuntive.

Queste proposte si integrano con quelle espresse nei giorni scorsi dai GD Toscani (puoi trovarle a questo link).

Siena, 30.01.2010
Giuseppe Emiliano Bonura
Leonardo Carta
Valentina Valentini

mercoledì 27 gennaio 2010

Robin Brunetta Hood: la mobilitazione dei GD Toscani

ovvero: rubare ai vecchi per dare ai bamboccioni.

E' di un paio di giorni fa la sortita del Ministro Brunetta relativa al "progetto bamboccioni": un assegno (una tantum?) di 500 euro ai giovani per aiutarli ad uscire di casa - come se non bastassero le gambe. Il tutto finanziato "lavorando" sulle pensioni. Rapida arriva la smentita del Governo. Altri dettagli sulla notizia puoi trovarli su:
"L'elemosina di Brunetta" ha portato i Giovani Democratici Toscani a promuovere un'iniziativa popolare che servirà a protestare contro questo provvedimento e far capire il nostro punto di vista e le nostre proposte. Riportiamo il comunicato sull'evento.

Uscire fuori di casa per non uscire fuori di testa

I Giovani Democratici Toscani reagiscono a Brunetta e alla sua
proposta di legge che prevede di dare ai giovani una somma di 500 euro al mese prelevata dalle pensioni. La cosiddetta “legge anti-bamboccioni” che in questi giorni sta dando adito a molte discussioni, ha infatti mobilitato anche i Giovani Democratici Toscani che, venerdì 29 e sabato 30 gennaio, allestiranno punti di volantinaggio e di distribuzione di banconote di cartone con la faccia di Brunetta, davanti alle scuole, alle università e ai luoghi di aggregazione giovanile. A distribuire le banconote anche i militanti senior del Partito Democratico.

Il nome dell’iniziativa è S. B. Day, che con la lettura toscana diventa un ironico “Si Brunetta Dai”. “Sul retro delle banconote - spiega Patrizio Mecacci, segretario regionale dei GD - presenteremo alcune proposte per le prossime elezioni regionali. Brunetta pensa che una paghetta basti a soddisfare le esigenze dei giovani italiani, e cerca di contrapporre tra di loro pezzi di società che hanno gli stessi problemi. Noi rifiutiamo lo scontro tra le generazioni: vogliamo essere i protagonisti del nostro presente, e non gli assistiti di un modello sociale incapace di dare risposte moderne. L’assenza di ammortizzatori sociali adatti al nuovo mercato del lavoro pesa in maniera drammatica sulla nostra generazione. Servono forti investimenti per liberare le energie giovanili, soprattutto attraverso la formazione e la conoscenza, in tutti i settori: dall’infanzia al lavoro, dall’impresa allo studio, per tutta la vita. Abbiamo bisogno di fondi per favorire nuove politiche degli affitti a basso costo, e per stimolare la mobilità abitativa. E per combattere la fuga dei cervelli dobbiamo investire nella ricerca, e promuovere chi decide di tornare in Toscana dopo aver studiato all’estero, nei migliori atenei del mondo. Altro che l’elemosina di Brunetta.”

La Toscana Avanti Tutta
Uscire fuori di casa per non uscire fuori di testa.


“Occorre ridare un futuro ai giovani
. Qui, in Toscana. Se decidono di andare all’estero, non deve essere una “fuga di cervelli” ma una decisione consapevole, sapendo che esiste un contesto amico di partenza a cui possono far ritorno per capitalizzare ciò che hanno imparato altrove. Se decidono di investire in un talento o in una idea, la Regione deve dare loro gli strumenti e la possibilità concreta di farlo – in autonomia”.


Ecco alcune delle proposte per raggiungere l’obiettivo di far scendere da 32 a 25 anni l’età media in cui si lascia la famiglia di origine:

  • fondo di rotazione per l’autonomia dei giovani, con mix tra finanziamento regionale e privato fino alla maggiore età o il termine degli studi, prevedendo poi una rimborsabilità nel tempo del finanziamento ricevuto;
  • istituzione del debito d’onore regionale per gli studi universitari o professionali restituibile entro 10 anni dall’inizio dell’attività lavorativa;
  • formazione sia per giovani con rapporti di lavoro precari, sia per sfruttare i periodi di mancata occupazione come investimento su se stessi;
  • sostegno al diritto allo studio sotto forma di contributo all’affitto per studenti fuori sede (es. 200€ al mese per tre anni a chi ha un regolare contratto di locazione ed età compresa tra i 19-25 anni);
  • servizio civile professionalizzante e integrato al processo di formazione teso a “favorire il legame con la Toscana” (sfruttando la Legge Regionale esistente ed il relativo finanziamento aggiuntivo) con progetti adeguati in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, e prevedendo ulteriori forme di sostegno.
Questo il materiale che sarà in distribuzione durante la mobilitazione del 29 e 30 gennaio:





Altre info su:
Se vuoi, stampa e diffondi il materiale che trovi qui.

sabato 28 novembre 2009

I beni confiscati sono cosa nostra

Ieri il Gruppo Consiliare "Centrosinistra per Asciano" ha presentato in Consiglio Comunale un ordine del giorno su Suvignano. Riporto di seguito il testo completo a corredo dell'ordine del giorno da cui è stato tratto il mio intervento in Consiglio.

SUVIGNANO IN BREVE
L’Azienda Agricola Suvignano, situata nel comune di Monteroni d’Arbia e composta da circa 700 ettari di terreno (un sesto dell’intero territorio comunale) e svariati poderi, apparteneva al costruttore siciliano Vincenzo Piazza. Verso la fine degli anni ’90 Piazza è stato incriminato per mafia ed ha subito la confisca dei suoi beni tra i quali anche l’Azienda Agricola Suvignano. I beni sequestrati sono stati definitivamente confiscati nell’aprile 2007. Le candidature ad oggi emerse per l’assegnazione dell’azienda sono due:
  • una dell’Istituto Zootecnico Siciliano, in virtù di un protocollo di intesa per l’allevamento di alcune razze autoctone;
  • una del Comune di Monteroni d’Arbia insieme alla Provincia di Siena e alla Regione Toscana, con una proposta di gestione e di valorizzazione dell’azienda che tiene conto degli sviluppi sotto il profilo agricolo, turistico, venatorio, e soprattutto sociale, calibrato in relazione allo strumento di gestione, in cui ARCI e Libera saranno partner di riferimento per il progetto relativo a “La Fattoria Didattica della Legalità”. La USL 7 ha manifestato l’interesse concreto e formale ad utilizzare uno o più poderi per ospitare un centro di accoglienza per minori e donne maltrattate.
La Legge n. 575 del 1965 e successive modifiche prevede (all’art. 2 - undicies, comma 2) una distinzione tra beni immobili e beni aziendali: per i primi è prevista l’assegnazione agli enti locali per il riuso a fini sociali; per i secondi l’affitto aziendale o la vendita. La ratio della legge è chiara: è poco sensato proporre una gestione pubblica, per esempio, di una fabbrica manifatturiera. Nel caso di Suvignano, trattandosi di azienda agricola, è difficile distinguere tra beni immobili e beni aziendali. Dopo vari dubbi interpretativi, il Demanio ha classificato Suvignano come bene aziendale e questo non consente l’assegnazione diretta del patrimonio agli enti locali ma solo l’affitto aziendale o la vendita. A seguito di vari incontri tra enti locali, Prefettura di Siena e Agenzie del Demanio coinvolte, era scaturita la possibilità di assegnazione del bene come bene immobile, dopo che fosse avvenuta una liquidazione societaria con estromissione, i cui debiti fossero assolti dagli enti futuri assegnatari del bene. La Legge n. 94 del 15.07.2009 avente per oggetto “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” (all’art. 2, comma 20 con modifica dell’art. 2 - decies della Legge n. 575 del 1965) stabilisce che la decisione in merito alla classificazione dei beni come immobili o aziendali sia in capo alla Prefettura e non più all’Agenzia del Demanio, su proposta non vincolante della stessa. La Prefettura, però, ancora non è dotata di un struttura tecnica in grado di potersi esprimere in merito. La proposta di modifica alla Legge Finanziaria del 2010 (modifica n. 2.300 testo 3 al DDL n. 1790 e approvata dal Senato il 13 novembre 2009) introduce (all’articolo 2 comma 18 - sexiesvicies) la possibilità di vendita dei beni confiscati alle mafie.

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA
Noi riteniamo molto pericolosa la messa all’asta di un bene confiscato alla mafia, essendo consapevoli della facilità con cui le associazioni mafiose potrebbero rimpossessarsi del bene a mezzo di pr
estanome. Inoltre le organizzazioni mafiose potrebbero trovarsi in possesso di ingenti liquidità da investire, anche in virtù del cosiddetto “scudo fiscale”. Riteniamo inoltre che tale scelta sarebbe un precedente estremamente pericoloso in quanto non garantisce rispetto al ritorno dell’azienda in mani sbagliate e soprattutto disattende completamente il principio ispiratore della norma che è teso a dare un’utilità a fini pubblici dei beni confiscati. Inoltre, crediamo che sia indispensabile impedire, in generale, la messa all’asta dei beni confiscati alla mafia e, nello specifico, la vendita dell’Azienda Agricola Suvignano. Per capire il rischio che corriamo mettendo all’asta Suvignano, è utile conoscere alcune vicende legate a Vincenzo Piazza.

PIAZZA, ZUMMO, BANCA ARNER E SCUDO FISCALE
Vincenzo Piazza (ex proprietario del
l’Azienda Agricola Suvignano) in passato ha usato come prestanome per operazioni di narcotraffico e riciclaggio suo genero Ignazio Zummo e il padre di lui, Francesco, imprenditore edile palermitano. Proviamo a capire chi sono gli Zummo e qual è il loro potenziale. Negli anni '80 era stato Giovanni Falcone ad ipotizzare un giro di riciclaggio ad opera di Francesco Zummo e Francesco Civello. Le accuse relative al narcotraffico vennero dichiarate prescritte e Civello fu assolto. Nel 1998 era stato arrestato il figlio Ignazio, sempre con l'accusa di avere favorito il suocero Vincenzo Piazza. Nel novembre 2001 Francesco Zummo fu arrestato a Palermo e gli vennero sequestrati beni per un valore di 300 miliardi di lire. Nel gennaio 2006, nei confronti degli Zummo scattò un sequestro preventivo di somme di denaro pari a 20 milioni di euro, alcuni dei quali depositati presso banche di Monaco. Nel 2006 il Gup di Palermo ha condannato a 5 anni di reclusione Francesco Zummo ed a 3 anni il figlio Ignazio, entrambi per favoreggiamento ed associazione mafiosa. Secondo l'accusa, i due sarebbero prestanome di Vincenzo Piazza. Sia Francesco Zummo che Piazza hanno già subito una condanna per favoreggiamento per avere aiutato Vito Ciancimino a riciclare parte del suo tesoro all’estero. La signora Teresa Macaluso, moglie di Francesco Zummo, è intestataria di un conto da 13 milioni di € presso l’agenzia milanese di una banca svizzera. Questa banca (Banca Arner) è stata commissariata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti su indicazione della Banca d'Italia di Mario Draghi per operazioni sospette di riciclaggio. Due dei fondatori della Arner sono Paolo Del Bue, uomo di fiducia di Berlusconi, e Nicola Bravetti che nel maggio 2008 è finito ai domiciliari, insieme agli Zummo, tutti con l'accusa di concorso in intestazione fittizia di beni, aggravato dall'aver agito al fine di favorire Cosa nostra: avrebbero consentito alla moglie di Francesco, Teresa Macaluso appunto, di intestarsi tra il 2003 e il 2005 la somma di circa 13 milioni provenienti, secondo l'accusa, dagli affari della mafia. Per inciso, il conto corrente numero uno di Banca Arner è intestato al sig. Silvio Berlusconi e ha una saldo di circa 10 milioni. In altri conti, riconducibili alle holding guidate da Marina e Piersilvio, si trovano altri 50 milioni, per un totale di circa 60 milioni, che rappresentano un quarto degli attivi di Banca Arner. Altri clienti celebri della banca sono Ennio Doris, fondatore del gruppo Mediolanum, Cesare Previti e il fiscalista Salvatore Sciascia, un veterano di casa Fininvest. Risulta chiaro quale sia il rischio di mettere all’asta Suvignano: il connubio “prestanome” e “scudo fiscale” potrebbe essere esplosivo.

RITA BORSELLINO

Dello stesso parere è Rita Borsellino. "La vendita a mezzo asta dell’Azienda Agricola Suvignano decisa dall’Agenzia del Demanio Toscana e Umbria va assoluta
mente scongiurata”. Così Rita Borsellino in un comunicato del 20.11.2009. “Questa decisione rischia di mandare in fumo le azioni concrete che le associazioni territoriali senesi portano avanti su questi terreni da tempo per diffondere i valori di legalità e lotta contro ogni forma di violenza e criminalità. Faccio appello a tutte le istituzioni coinvolte e a quelle che possono portare un contributo alla revisione della decisione dell'Agenzia del Demanio Toscana e Umbria, affinché venga scongiurata l'ipotesi di vendita all'asta e si agisca in linea con quanto indicato dalla legge, ossia con il riutilizzo sociale del bene”.

CONCLUSIONI
Riteniamo quindi che occorra lavorare per costruire un’interpretazione corretta della norma che consenta un’assegnazione rispettosa del principio ispiratore della legge, che è teso ad assicurare una destinazione sociale dei beni confiscati, che siano essi immobili o aziendali. Siamo convinti che il riuso sociale del bene sia l’unico modo per risarcire i cittadini, lo Stato e le comunità local
i dei gravissimi danni provocati dalla mafia. In quest’ottica, il progetto di recupero sociale dell’Azienda Agricola Suvignano avrebbe un duplice significato: da un lato segna il ritorno alla legalità e una presa di posizione forte contro tutte le mafie; dall’altro la nascita de “La Fattoria Didattica della Legalità” e di un centro di accoglienza per minori e donne maltrattate in un territorio molto vicino al nostro, rappresenta una grande opportunità anche per la nostra popolazione, sotto il profilo economico, occupazionale ed educativo. Secondo noi è quindi indispensabile che il Consiglio Comunale di Asciano, per quanto di sua competenza, si impegni a:
  • sostenere gli enti competenti a portare un contributo alla revisione della decisione dell'Agenzia del Demanio della Toscana e dell’Umbria, affinché venga scongiurata l'ipotesi di vendita all'asta e si agisca in linea con quanto indicato dalla legge, ossia con il riutilizzo sociale del bene;
  • sostenere la mobilitazione a sostegno della candidatura del Comune di Monteroni d’Arbia, della Provincia di Siena e della Regione Toscana, affinché possa essere individuata una soluzione che consenta l’assegnazione del bene nel rispetto delle norme e al tempo stesso secondo lo spirito della legge;
  • promuovere, in collaborazione con gli enti locali interessati, una raccolta di firme per una petizione volta a scongiurare la vendita del bene in questione;
  • sostenere l’approvazione degli emendamenti alla Camera dei Deputati per modificare la norma che prevede la vendita dei beni confiscati;
  • aderire all’appello di Libera “Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra”, finalizzato a modificare una norma ingiusta, promosso anche da altre associazioni e firmato, tra gli altri, da Don Ciotti, Rita Borsellino, Guglielmo Epifani, Paolo Beni, Nando Dalla Chiesa, Enrico Fontana e l’ex ministro Pisanu.

Fonti:


L'ordine del giorno verrà discusso e votato durante il prossimo Consiglio Comunale.

FIRMA ANCHE TU L'APPELLO DI LIBERA
"Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra"
  • dal sito di Libera
  • oppure clicca qui per scaricare il testo dell'appello e le tabelle per raccogliere le firme: stampa, raccogli le firme e invia tutto via fax allo 06 678 355 9

giovedì 22 ottobre 2009

25 ottobre



Dal sito provinciale del PD:

Il 25 ottobre sarà una data molto importante per il Partito democratico. Con le primarie, infatti, avremo la possibilità di decidere non solo chi sarà il nuovo segretario nazionale del Pd ma anche chi guiderà il Partito della Toscana. Sarà un giorno di festa e un’ altra tappa importante del nostro cammino.

Potremo scegliere chi ci guiderà al nazionale e in Toscana e chi saranno i nostri rappresentanti nelle assemblee e ne
gli organi di Partito. Nella nostra provincia potremo decidere chi saranno 6 democratici senesi che entreranno a far parte dell’assemblea nazionale ed i 64 che andranno all’assemblea regionale.


QUANDO SI VOTA
Le primarie si svolgeranno domenica 25 ottobre 2009, dalle ore 7 alle ore 20.

DOVE SI VOTA
In base alla tua sezione elettorale, potrai votare ad uno dei seguenti seggi di Asciano:
• Asciano centro, saletta comunale di via Mameli (sezioni elettorali 1 - 2 - 3 - 6)
• Asciano Scalo, centro sociale presso Le Piramidi (sezioni elettorali 4 - 5)
• Arbia, centro sociale di viale Toscana (sezioni elettorali 7 - 8)

CHI PUO’ VOTARE
Possono partecipare tutti coloro che, dichiarandosi elettori del PD, alla data del 25 ottobre del 2009 abbiano compiuto i 16 anni di età; i cittadini europei residenti in Italia e i cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno. Le primarie sono aperte anche agli studenti e ai lavoratori fuori sede. I cittadini stranieri potranno votare nel seggio elettorale più vicino al loro domicilio, mentre gli universitari e i lavoratori non residenti in Toscana dovranno registrarsi presentando, entro domani, venerdì 23 ottobre alle 19, un documento di identità presso il coordinamento provinciale di Siena del Pd, in Via Rosi 34, oppure inviando una copia del documento al numero di fax 0577 229211. Ogni Comune, infatti, avrà un seggio speciale per i non residenti in Toscana.

COME SI VOTA
Si vota per scegliere il segretario nazionale del Partito Democratico, quello regionale e i membri delle rispettive assemblee. Agli elettori saranno consegnate due schede, una di colore azzurro per il nazionale, l’altra di colore rosa per il regionale. Si vota mettendo una croce su una sola delle liste, pena l’annullamento della scheda.

QUANTE SARANNO LE LISTE?
La nostra provincia è costituita da un unico collegio dove, gli elettori, potranno scegliere fra cinque liste al regionale e quattro liste al nazionale. Le liste presenti nella scheda rosa, per il regionale, saranno: “Con Bersani 09 per Manciulli”; “Democratici Made in Toscana”, entrambe a sostegno di Andrea Manciulli; “Siliani per Marino segretario” e, in appoggio ad Agostino Fragai, “democratici con Dario Franceschini” e “Semplicemente democratici per Franceschini con David Sassoli”. Nella scheda azzurra, invece, relativa al nazionale, gli elettori troveranno quattro liste: “Con Bersani 09”; “democratici con Dario Franceschini”; “semplicemente democratici per Franceschini con David Sassoli” e “Per Marino segretario”.

COSA SERVE PER VOTARE?
Per essere ammessi al voto occorre esibire al seggio un documento di identificazione. Occorre, inoltre, versare un contributo di 2 euro per coprire parte delle spese di organizzazione della giornata. Le primarie del 25 ottobre, inoltre, saranno l’occasione per creare un albo degli elettori del Partito democratico. Per votare, infatti, ogni cittadino dovrà dichiararsi elettore del Partito democratico. Questo consentirà al partito di avere un importante punto di riferimento e una base di partenza per il lavoro e le attività nei territori.

ULTERIORI INFO
Per ricevere informazioni sulle primarie è possibile contattare il numero 0577 2291. Il voto sarà seguito in diretta dal sito internet sienapartitodemocratico.it, dove saranno disponibili, dopo la chiusura dei seggi, i risultati in tempo reale.

Un po' di link:
  • info sui candidati > qui e qui
  • info sulle modalità di voto > qui e qui
  • comunicato stampa sull'organizzazione > qui
  • elenco dei seggi in provincia di Siena > qui
  • pieghevole "Scegli il futuro del PD!" in pdf > qui

Gene Gnocchi introduce...

... Bersani, molto poco seriamente!

Enjoy!





mercoledì 21 ottobre 2009

Che ridere!

La Costituzione è una cosa seria...



... non c'è niente da ridere.

venerdì 16 ottobre 2009

Binetti sì, Binetti no, Binetti gnamme!

Non entro nemmeno nel merito: la deputata Binetti non mi rappresenta e, personalmente, credo che poco abbia a che fare con l'orizzonte di ideali (ancora molto nebbioso e lontano) del Partito Democratico.


Detto questo, la sig.ra Binetti è stata prima tesserata e poi candidata alle elezioni politiche.
Mi chiedo: quando è stata decisa la sua candid
atura, dove erano tutti questi signori che ora la vorrebbero crocifissa? (metafora inopportuna...).
Chi è il coordinatore che l'ha tesserata?
E' stata eletta dal popolo italiano e ora siede dove le spetta: magari dal lato sbagliato, ma dove le spetta.

San Francisco, CA > Castro

sabato 10 ottobre 2009

Nomen omen

In rigoroso ordine alfabetico...








e...

Da una riflessione "romana": il PD è l'unico dei principali partiti parlamentari a non avere Nome e Cognome...

giovedì 8 ottobre 2009

Zitella petulante più bella che intelligente

Molto grave quello che è successo ieri su RaiUno.


Prima il Premier dice a Rosy Bindi di essere "più bella che intelligente".




Poi, in chiusura, Castelli la definisce "zitella petulante".



La Rosy risponde anche su Repubblica.it|TV.

Più che
RISPETTO PER LE DONNE,

parlerei di
RISPETTO.

Il sito di Rosy Bindi è democraticidavvero.it.

Decisioni sulle assenze

Pubblichiamo il documento del Comitato Direttivo del Gruppo PD alla Camera. Clicca qui per l'originale.

immagine documento














Le decisioni del gruppo Pd sulle assenze nella votazione sullo scudo fiscale

Il documento del Comitato Direttivo


In merito al voto finale sul DL del governo sullo scudo fiscale, il Direttivo del Gruppo del PD alla Camera ha discusso circa le misure da assumere nei confronti dei deputati risultati assenti.

La presenza del gruppo PD nel momento del voto era pari al 90% del totale. In generale, il gruppo del Partito Democratico nella attuale legislatura garantisce un tasso di presenza elevatissima e qualificata, la più alta tra i gruppi presenti alla Camera; in particolare sul DL "scudo fiscale" il gruppo del PD ha svolto oltre 200 interventi ed è stato determinante nell'impedire che il provvedimento fosse approvato sbrigativamente come la maggioranza e il governo hanno tentato di fare.

Il grande lavoro e l'impegno della stragrande maggioranza dei deputati e delle deputate del PD ha rischiato di essere gravemente offuscato dalla assenza di un numero limitato di parlamentari.

Dei 22 deputati del PD assenti, 12 risultavano giustificati per malattia. Per gli altri, non determinanti ai fini dell'esito del voto finale, il Direttivo ha deciso di aprire un'istruttoria, con contradditorio, al fine di verificare la sussistenza o meno di ragioni tali da giustificare l'assenza in un momento tanto delicato della vita parlamentare.

Per quei deputati la cui assenza si confermerà ingiustificata la Presidenza del Gruppo è stata delegata ad assumere tempestive misure disciplinari previste dal Regolamento.

Il Direttivo ha condiviso il giudizio della Presidenza sul comportamento inaccettabile dell' On. Gaglione, sul suo assenteismo e sulle parole sprezzanti che ha usato nelle dichiarazioni pubbliche nei confronti del Parlamento. Il passaggio dell'On. Gaglione al Gruppo Misto non mitiga la gravità delle sue affermazioni, che sarebbe risolta soltanto dalle dimissioni dall'incarico di parlamentare, per rispetto degli elettori del PD che lo hanno votato. Il Gruppo proporrà , inoltre, ai componenti organi del PD di procedere all'espulsione dell'On. Gaglione dal Partito.

Il Direttivo riunito oggi, Martedì 6 ottobre, ha votato all'unanimità.

martedì 6 ottobre 2009

Susanna Cenni e il 25 Ottobre

Pubblichiamo di seguito una riflessione di Susanna Cenni - deputata senese del PD - in merito alle primarie del 25 ottobre.


Perchè tornare a votare in tanti il 25 Ottobre
Mentre sto scrivendo i lavori della Camera sono bloccati. Nel pomeriggio voteremo per la 25’ volta la fiducia al governo, stavolta il tema, sotto il medesimo titolo di tante altre occasioni (misure anticrisi) è il cosidetto Scudo Fiscale (di fatto una sanatoria per coloro che hanno evaso il fisco depositando ingenti capitali all’estero…anche per coloro che hanno procedimenti in corso). Da stasera partirà la nostra azioni di ostruzionismo e tenteremo l’unica strada che ci resta: intervenire tutti a raffica per superare la data di scadenza del provvedimento.
Il Governo va avanti per la sua strada, il Parlamento è oramai bypassato, offeso, espropriato della sua funzione di rappresentanza del Paese. Il Paese soffre la crisi, secondo l’UE siamo tra i Paesi in cui il rischio povertà dei lavoratori è ben sopra la media europea. La democrazia ed il pluralismo sono aggrediti quotidianamente, e spero che il 3 saremo in tanti, anche noi del PD a manifestare a Roma. Di tutto questo il PD deve occuparsi con determinazione, e dovrà farlo ogni giorno, nonostante il passaggio che ci porterà alla scelta del nuovo Segretario Nazionale. Ho partecipato a tanti congressi di circolo, a numerose discussioni sulle mozioni, e fatta eccezione per un singolo caso, ho trovato voglia di discutere, toni adeguati, tranquillità e soprattutto due grandi richieste dai nostri iscritti, sintomo di pulizia e salute: 1) smettetela di cercarci solo per farci votare questo o quello e non per chiederci cosa pensiamo del nucleare, piuttosto che della libertà di informazione; 2) dal 25 ottobre unità, unità, unità. C’è voglia di sentirsi presto una grande comunità di uomini e di donne che ha un progetto condiviso per l’Italia e che lavora per tornare a governare il Paese. C’è bisogno di far prendere aria ai circoli che abbiamo creato, e di farli frequentare da pensiero e parola oltre che da schede elettorali. C’è però anche tanta voglia di sapere con chiarezza chi siamo, cosa pensiamo delle tante opzioni in campo: la laicità, le diseguaglianze sociali, le garanzie contro la precarietà, l’energia, l’ambiente, i diritti civili, le donne e la loro dignità, la sicurezza. E’ così che si cotruisce una Identità. E’ questa una delle parole fondamentali a mio parere per dare forza al progetto del PD, ed è una delle ragioni per le quali sostengo la candidatura di Bersani, perché considero il suo pensiero, quello che meno si presta ai tanti …”ma anche” dei mesi passati, che ci hanno reso incomprensibili e non riconoscibili, con una posizione difficile da identificare su tanti temi, dal testamento biologico, alla RU489, alle unioni civili, ai temi della rappresentanza sindacale, a quelli sull’età pensionabile delle donne. Lavorerò e chiederò a uomini e donne che votano PD, anche coloro che sono rimasti delusi da questo anno e mezzo, di tornare a votare e di sostenere Bersani per dare forza ad un vero radicamento del progetto del Lingotto. Dobbiamo esserci per fare politica, dobbiamo essere rappresentativi, dobbiamo aprire le porte alle giovani generazioni, dobbiamo affiancare ai circoli strumenti innovativi, consultazioni ampie su temi di interesse quotidiano delle persone in carne ed ossa..anzichè aver paura di parlare di procreazione assistita e di temi etici. Potremo battere la cultura della paura e della insicurezza, che ad oggi ha vinto nel nostro paese, se scommettemmo sulla forza delle persone, non sulla sola presenza nei media (lì sarà sempre più bravo Berlusconi). La nostra, non lo dimentichiamo, è comunque una importante prova democratica. Quando mai un partito ha svolto un congresso senza sapere prima chi sarebbe stato il segretario??...noi lo stiamo facendo, e se saremo in tanti il 25 Ottobre, sarà comunque un contributo a rendere più moderno e più forte questo Partito. Gli iscritti hanno fatto la loro scelta che ha premiato Bersani, ma solo la sera del 25 sapremo chi sarà il nostro leader, il leader di tutti noi. Io spero che Pierluigi, o Dario, o Ignazio, prendano in mano le energie che in queste settimane abbiamo messo in campo e che saranno con il segretario, e le rendano produttive. Spero che chi di loro vincerà, sia capace di avviare una inedita, e sottolineo inedita stagione di innovazione, nei volti e nei metodi, spero che si delegittimi chi pensa che il pluralismo sia organizzazione di cordate di potere, spero che si affermi l’idea di un partito fatto di aderenti motivati ( e non meri ed ubbidienti portatori di preferenze), e di elettori che si sentono coinvolti. Spero che si generino gruppi dirigenti motivati e preparati. Spero che si smetta di dire che abbiamo il 50% di donne, (perché le troviamo nelle sole assemblee pletoriche) per investire seriamente sui tanti talenti femminili che abbiamo. Di tutto questo ha bisogno il PD,ma di tutto questo ha bisogno l’Italia, per questo chiedo a voi tutti ed a voi tutte di aiutarci ad essere in tanti anche il prossimo 25 ottobre. La mia speranza è con Pierluigi Bersani che spero ottenga il 50% che ha già avuto dagli iscritti. Ma per fortuna abbiamo tre candidati che prima di tutto sono persone per bene, oneste e preparate su cui il PD potrà comunque contare. Questa è la democrazia e dipende da noi tutti, facciamone buon uso.

lunedì 5 ottobre 2009

Scudo feriale

Venerdì 2 ottobre è stato votato alla Camera dei Deputati il decreto anti-crisi recante vari provvedimenti tra i quali lo scudo fiscale.

Questa non è una lista nera... ma sia chiaro che è una lista: quale sarebbe altrimenti il valore delle tante persone corrette che fanno il loro mestiere? Allora eccola, la lista, dalla quale - bel segnale! - mancano i nostri senesi:
  1. Argentin
  2. Binetti
  3. Bucchino
  4. Capodicasa
  5. Carra
  6. Codurelli
  7. D'Antoni
  8. Esposito
  9. Fioroni
  10. Gaione
  11. Ginefra
  12. Giovanelli
  13. Grassi
  14. La Forgia
  15. Lanzillotta
  16. Madia
  17. Mastromauro
  18. Melandri
  19. Pistelli
  20. Pompili
  21. Porta
  22. Portas
  23. Farina (in missione)
  24. Misiani (in missione)


Voglio precisare che intendo interessarmi al mio Partito.
24 assenti, di cui due in missione, danno una percentuale di presenza (su 216 deputati) dell'89%. Oggettivamente non è un disastro. A questo va aggiunto il fatto una decina erano malati - di cui almeno uno ricoverato. A questo va aggiunto anche il fatto che, malati o no (escluse le infermità temporali, i collegamenti a macchine mediche e poco più) per una questione di così vitale importanza, si può
  1. scegliere l'abbigliamento più consono alla malattia (il cashmere andrà benissimo per i mali di stagione: riassume ottime prestazioni termiche ed elevate capacità traspiranti)
  2. prenotare un taxi (con i loro stipendi ce la possono fare)
  3. uscire di casa quei minuti che bastino a votare
Nel mondo dei comuni mortali è piuttosto comune andare a lavoro (a volte anche a scuola) in situazioni di necessità, anche con la febbre. Vorrei anche sottolineare che c'è una sostanziale differenza tra uno che deve prendere i mezzi pubblici per un'interrogazione di latino e uno che deve chiamare un taxi per andare a votare alla Camera: questa differenza si chiama
  • indennità parlamentare (€ 5.486,58)
  • diaria (€ 4.003,11)
  • rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori (€ 4.190,00)
  • spese di trasporto e spese di viaggio (in base alle distanze, ma come minimo € 3.323,70 trimestrali, pari a € 1.107,90 mensili)
  • spese telefoniche (€ 3.098,74 annuali, pari a € 258,22 mensili)

fonte: sito della Camera dei Deputati

Ci sono anche le note dolenti: dal 1990 ai Deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali e con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.

Comunque, a meno di errori (ne chiedo scusa anticipatamente), il totalone dà 15.045,81 € al mese (che fanno 180.549,72 € all'anno).

Tutto OK. Io - apriti cielo - credo che sia uno stipendio ragionevole: tra le mani di un deputato passano documenti pesanti, ogni voto è una decisione fondamentale. Credo anche che un trattamento economico adeguato possa allontanare molte tentazioni (è la stessa logica che si applica ai manager). Il problema quindi non è lo stipendio. Il problema è che persone con uno stipendio di questa portata non adempiano al minimo dei loro doveri: premere un bottone. Erano stati molto bravi i nostri: gli interventi a ripetizione hanno funzionato e hanno fatto slittare il voto a venerdì 2 ottobre. Forse anche questo ha avuto un peso: fine settimana lungo?!?

Inoltre c'è da dire che la situazione alla Camera è questa:

  • PDL + Lega + Autonomie = 340 seggi
  • PD + UDC = 275 seggi

La distanza c'è ed è pesante: 65 seggi. Inoltre, risulta logico supporre che una presenza più massiccia dell'opposizione avrebbe indotto la maggioranza a richiamare in aula morti e feriti. Resta il fatto che non è stata colta l'occasione per scrivere una pagina importante: la caduta del Governo (eh sì... è questo il prezzo del continuo ricorso alla votazione di fiducia) sullo scudo fiscale.

Infine il confronto col basso: come si dovrebbero sentire le centinaia di militanti che ogni giorno dedicano tempo ed energie a questo progetto senza avere e senza aspettarsi nulla in cambio?

Nota positiva:
martedì alle 12.30 si riunirà alla Camera il Comitato direttivo del gruppo PD che dovrà esaminare gli assenti e decidere se infliggere sanzioni.

Mis-Fatto Quotidiano: presenti in aula Franceschini, Bersani, D'Alema, Veltroni, Bindi, etc. Come a dire: basta con queste supposizioni relative alle ombre del congresso del PD sul Parlamento. Marino: lui non c'era. Certo! E' Senatore, proprio come Rutelli...

venerdì 2 ottobre 2009

Scudo fiscale

Lo scudo fiscale passa con 270 voti su 250...erano assenti al voto 23 deputati del Pd, 6 dell'Udc e 1 dell'Idv...magari anche alcuni di essi avevano bisogno dello scudo...

giovedì 1 ottobre 2009

Parole giuste

L'altro giorno Di Pietro disse :

"Lo scudo garantisce a un gruppo di criminali, falsificatori di bilanci ed evasori fiscali, di farla franca. Ancora una volta il nostro Paese è in mano a un gruppo di persone massone, piduiste, criminali e mafiose che fanno gli interessi propri ai danni del paese"


Credo che abbia usato la parola giusta, una parola che non dobbiamo vergognarci ad usare per descrivere tali personaggi...diamo pane al pane e vino a vino... chiariamo le idee circa l'identità delle persone che ci governano..diciamolo a chiara voce che 3 anni fa la carfagna faceva la show girl nei bar ed ora ci governa, diciamo che la gelmini ha frequentato scuole private costosissime per passare le superiori per altro con risultati mediocri, ed è dovuta andare in puglia per passare il concorso di avvocato,diciamo chi è dell'utri..ma ciò me lo deve dire anche il mio partito..
(i nomi li ho scritti minuscolo volontariamente)..

Penso che portare rispetto a tali tizzi sia una mancanza nei confronti dei cittadini

Leggi l'articolo di Repubblica sulle dichiarazioni dell'Economist riguardo alla situazione della democrazia italiana.