sabato 31 luglio 2010

AIDS c'è

Ieri ad Asciano, presso la Festa Democratica, si è tenuta una iniziativa organizzata dai Giovani Democratici sul tema

AIDS contagio prevenzione e discriminazione
sconfiggendo l'ignoranza vinceremo la paura


Sono intervenuti all'iniziativa:
- dott.ssa Angela Gonnelli, infettivologa - Antonella Gorelli, operatrice sanitaria e membro dell'unione comunale del PD di Asciano - Carolina Coradeschi, GD Asciano - Laura Mannucci, GD Sinalunga e consigliere provinciale PD - Leonardo Carta, segretario dell'unione comunale del PD di Asciano
Durante l'incontro si è svolta la performance dell'attore Altero Borghi.

"Sono detenuto e sieropositivo"
dalla performance di Altero Borghi


Era previsto anche Alessandro Maggi, presidente del Movimento Pansessuale, ma, a causa del rinvio della manifestazione a causa del maltempo, non è potuto essere presente ieri sera.

L'iniziativa nasce dalla volontà dei Giovani Democratici di Asciano di tornare a parlare di un argomento ormai pressoché dimenticato dai mass media. Purtroppo l'AIDS è scomparsa solo dal mondo della comunicazione. Nel mondo reale esiste ancora. E ieri sera abbiamo scoperto che esiste in maniera drammaticamente pesante nel mondo degli under 30.
La dott.ssa Gonnelli ha spiegato il contagio di HIV e l'AIDS in termini chiari e comprensibili a tutti. Ha chiarito quali sono le ragioni del contagio: SOLO rapporti sessuali o contatto con sangue infetto. Va chiarito. E detto a tutti. Anche dall'ignoranza di queste nozioni di base passa la discriminazione. L'HIV NON si contrae con un abbraccio, con un saluto, con uno starnuto, utilizzando le stesse stoviglie. L'AIDS è una malattia DEMOCRATICA. Non ha preferenze di razza, di sesso, di età, di ceto sociale, di ORIENTAMENTO SESSUALE. Per inquadrare il problema generalemente si contano gli infetti in 3 macro-categorie: tossicodipendenti, eterosessuali ed omosessuali. Dall'inizio dell'epidemia da HIV (1981 USA) ad oggi la percentuale degli ETEROSESSUALI sul totale degli infetti è passata da circa il 20% a circa il 40%. TUTTI sono sotto la spada dell'AIDS. Trattandosi di una malattia comportamentale, è molto semplice evitarla: seguire semplici regole comportamentali, appunto, che derivano da quei due metodi di contagio del virus: quindi SESSO PROTETTO (preservativo!) ed evitare il contatto con il sangue di altre persone (per esempio guanti!). Tutto qui. Quello che non si riesce a capire, anche alla luce di numerose campagne di sensibilizzazione, è l'aumento relativo dei casi di infezione e il caso specifico di Siena, dove i nuovi casi degli ultimi due anni sono TUTTI RAGAZZI SOTTO I 30 ANNI. La principale causa di trasmissione è, su questi casi, il rapporto sessuale.

una campagna AIDES

Antonella Gorelli ci ha parlato della questione della discriminazione, riferita ai sieropositivi ma non solo.
L'Italia ha necessità di intraprendere un percorso sulle tematiche dei diritti civili, per uscire dalla situazione attuale che ci vede fanalino di coda in Europa.

Abbiamo poi affrontato un caso specifico: a Milano, nei giorni scorsi, un donatore abituale (più di 20 donazioni all'attivo, ovvero anni) si è visto rifiutare il suo sangue perché dichiaratamente omosessuale. Qui il problema è duplice.
Intanto: cosa vuol dire dichiaratamente omosessuale? Un ragazzo gay, a chi dovrebbe dichiarare il suo orientamento sessuale? Forse ad un apposito ufficio "dichiarazioni omosessualità"? Alla polizia? A questo punto si dovrebbero prevedere delle liste così da poter controllare chi è dichiaratamente omosessuale e chi no. Le liste portano direttamente ad altre liste, quelle naziste. C'erano i dissidenti. C'erano gli ebrei, deportati e marchiati con il doppio triangolo a formare la stella di David. C'era anche un'altra lista: quella degli omosessuali. Il loro simbolo era un triangolo rosa. Come questo.


Noi l'abbiamo detto ieri e ve lo ripetiamo qui: l'AIDS esiste ancora, è terribile ed ha nuovi casi soprattutto (esclusivamente!) tra i giovani. Ma è come un elefante pauroso del topolino: basta un preservativo ad evitarla!

mercoledì 23 giugno 2010



Mozione di sfiducia popolare


In questo momento mi trovo in Giappone e per questo motivo vorrei prendere spunto da un recente avvenimento qui accaduto per fare alcune considerazioni.

Lo scorso settembre il Partito Democratico giapponese ha vinto con larghissima maggioranza le elezioni della Camera Bassa grazie soprattutto a quattro ragioni fondamentali. Si proponeva come alternativa alla tradizione dei figli d’arte, al finanziamento illecito ai partiti, al potere della burocrazia e all’eccessivo servilismo nei confronti degli Stati Uniti. Dopo cinquantadue anni di fallimenti, finalmente il PDJ si trova la maggioranza in parlamento con un grande entusiasmo popolare, dovuto in gran parte al proprio leader e futuro primo ministro Hatoyama (il quale è figlio d’arte per eccellenza: nipote del fondatore della Bridgestone, primo ministro dopo 4 generazioni in cui i suoi avi si sono succeduti in tale carica, figlio di una donna appartenente a una delle famiglie più influenti del Giappone)

Questo entusiasmo ha però iniziato a cedere quando il PDJ è stato investito dallo scandalo per aver ricevuto finanziamenti illeciti.

Oltre a non aver dato particolari segnali nella lotta alla burocrazia, Hatoyama ha ricevuto il colpo di grazia dichiarando di non poter mantenere la promessa elettorale che prevedeva la chiusura della base militare USA ad Okinawa.

Le dimissioni sono state immediate e la carica di primo ministro è adesso occupata da Kan, neoleader del PDJ.

La domanda, retorica, sorge spontanea: sarebbe mai stato possibile nel nostro paese?


Prima di arrivare alla motivazione del titolo di questo mio intervento mi serve ricordare la questione morale, termine probabilmente udito fino alla noia che però non ha ovviamente un minimo effetto nel nostro Parlamento, che continua sfacciatamente ad infischiarsene e a far bella mostra di gentaglia che non dovrebbe nemmeno aggirarsi nei dintorni dei palazzi dei nostri supposti rappresentanti.


Secondo la Costituzione il parlamento può sfiduciare, con un voto, il governo, un ministro o un singolo parlamentare. Data la grandissima intesa che sono in grado di sfoggiare le camere quando si tratta di votare leggi che favoriscano i loro membri, sarebbe piuttosto stupefacente vederne uno sfiduciato.

Mentre i Parlamentari godono quindi della propria cieca fiducia, credo che molti non godano invece della nostra fiducia. La fiducia del popolo.

Per questo motivo vorrei lanciare una proposta, che è più una provocazione che altro. Soprattutto per la sua difficile applicazione.

Perché non dovrebbe essere possibile per il popolo sfiduciare un suo rappresentante? Se, documenti e tessera elettorale alla mano, il 51% degli aventi diritto al voto dichiarasse l’inadeguatezza di un parlamentare a ricoprire il suo ruolo, questi dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni.

Una simile possibilità ce l’avremmo, in realtà, ogni 5 anni con il cambio di legislatura. Ma, oltre all’attuale impossibilità di esprimere le preferenze, rimane sempre il problema dei candidati che sono, a conti fatti, il vero problema.

Perciò, magari volando più bassi della sfiducia popolare ad un parlamentare (che probabilmente avrebbe come effetto una catastrofica decimazione delle camere), potremmo accontentarci della sfiducia ad un membro del partito.

La realtà è che le primarie sono solo democrazia di facciata se il leader vincente viene sempre accompagnato dalla solita truppa di offese alla dignità parlamentare.

E’ evidente che mi riferisco soprattutto ai rappresentanti della sinistra (sinistra per modo di dire), dal momento che sono ancora loro elettore.


Vorrei concludere questo intervento con una mia proposta di sfiducia e pertanto del tutto personale. Si tratta a mio avviso di una sfiducia che se venisse accolta risolverebbe gran parte dei problemi della seconda repubblica. La sfiducia in una figura la cui caduta creerebbe un gigantesco effetto domino. D’Alema.

D’alema, si. E perché non Berlusconi, che rappresenta il più grande danno per l’Italia? Perché mentre se se ne andasse Berlusconi, con lui se ne andrebbero soltanto i parlamentari della destra a lui legati, le dimissioni di D’alema, oltre ai disonesti della sua cerchia, si porterebbero dietro Berlusconi, che a sua volta si farebbe gentilmente accompagnare dai suoi.

Visti gli scarsi risultati elettorali della sinistra viene spontaneo chiedersi come D’Alema possa assumere tutta questa importanza. In questo senso forse è bene ripercorrere brevemente alcuni passaggi della storia della Seconda Repubblica che lo vedono protagonista.


Il 7 dicembre del 1994, pochi giorni prima della caduta del governo Berlusconi I, la Corte Costituzionale emette una sentenza (420/1994) che dichiara la legge Mammì incostituzionale e che impone a Berlusconi la vendita di almeno una delle sue tre reti televisive.

Dopo la caduta del governo del 22 dicembre, il governo tecnico guidato da Dini gode di una maggioranza in parlamento rappresentata dalla sinistra e dalla Lega, la quale era entrata in aperto conflitto con Berlusconi. La nuova maggioranza dovrebbe quindi tradurre in legge la sentenza della Corte Costituzionale. Ne è obbligata. Invece i vertici dell’allora PDS, assicurano Berlusconi che calpesteranno tale sentenza e che non toccheranno le sue televisioni. Questo “patto segreto” viene reso noto in parlamento da Violante, nel 2002.

Già allora la forza mediatica del Cavaliere sarebbe stata assai ridotta. Ma non è tutto.

La legge 361/1957 art.10 prevede l’ineleggibilità in parlamento di proprietari o rappresentati di imprese di notevole entità economica. Questa legge, nonostante le numerose legislature con maggioranza di centro-sinistra, non è mai stata applicata. O meglio è sempre stata interpretata dal parlamento in modo del tutto particolare, dichiarando ineleggibile Confalonieri, manager della Fininvest, e non Berlusconi, suo proprietario.

Senza nemmeno dover far lo sforzo di scrivere una legge ex novo sul conflitto di interessi, la maggioranza parlamentare del 1995 avrebbe potuto eliminare Berlusconi dalla scena politica in modo definitivo. Hanno evidentemente preferito diversamente.

Nel 1996 la sinistra vince le elezioni con un programma di cui fa parte la tesi 51, in cui Prodi si propone di ridurre ad una sola le reti di Mediaset e comunque di dichiarare l’incompatibilità tra proprietà di reti televisive e eleggibilità parlamentare. Prodi resterà al governo un anno e mezzo e quella legislatura (96-2001) non rispetterà quel punto del programma. Anzi. Nel 1999 Europa Sette vince la gara per le nuove concessioni televisive, battendo, tra le altre, Rete Quattro. Il Governo D’Alema, che aveva indetto la gara, invece di chiudere il canale di Mediaset ed affidare le frequenze da esso occupate ad Europa 7, concede un’abilitazione provvisoria a Rete Quattro.

A gettare ulteriori ombre sulla figura di D’Alema concorre anche l’esperienza della Bicamerale. Oltre al grave errore di pensare di poter riscrivere la costituzione in compagnia di un elemento come Berlusconi, a mio avviso molto grave è da ritenersi l’idea di riforma della giustizia che sembrava delinearsi. Gli accordi raggiunti infatti sembravano l’anticamera per la separazione delle carriere dei magistrati e la divisione del Csm in due organi distinti. Nel mio probabilmente illusorio modo di pensare, un esponente della sinistra dovrebbe trovare i propri modelli nei grandi personaggi storici della sinistra, e non in reazionari come Gelli che proprio nel suo piano di “Rinascita Democratica” parlava di separazione delle carriere.

Per passare infine ad avvenimenti più vicini ai giorni nostri, a rendere grande onore al leader Massimo c’è la questione del caso Unipol. Riassumendo, in quel momento si sono tentate tre scalate: quella del Corriere della Sera da parte di Ricucci, quella dell’Antonveneta da parte di Fiorani e quella dell’Unipol da parte di Consorte. Secondo le intercettazioni, agli imprenditori, adesso sotto processo per aggiotaggio, si sono affiancati parlamentari per facilitare la riuscita di queste operazioni illegali. In particolare per quanto riguarda la scalata dell’Unipol i DS con Latorre e D’Alema in prima fila, avrebbero trovato accordi con l’eurodeputato Udc Bonsignore affinché concorresse con le sue quote azionarie al raggiungimento del 51% della proprietà dell’Unipol, creando un patto con Consorte e facendo in modo che questi potesse oltrepassare il 30% delle azioni senza lanciare l’OPA, stracciando così le regole del mercato.

Ad onor del vero c’è da dire che questi esponenti degli ex DS non sono iscritti alle liste degli indagati. Ma perché? Perché i parlamenti (europeo e italiano) non hanno concesso l’autorizzazione ad utilizzare tali intercettazioni contro i parlamentari stessi. Hanno sfruttato la loro posizione per sfuggire alla giustizia, dunque. Esattamente come Berlusconi.

Sapevano i vari D’Alema, Latorre, Fassino, che l’aggiotaggio è un reato? Sapevano dunque che stavano favorendo un’azione criminale? Sapevano inoltre, dal momento che le tre scalate erano strettamente legate tra loro, che Ricucci stava probabilmente scalando il Corriere della sera come prestanome di Berlusconi consegnandoli il giornale che più riesce a spostare consensi in Italia?

Non c’è bisogno di una sentenza della cassazione per denunciare il vizio politico e morale alla base di questi comportamenti. E non serve una sentenza per esigere le dimissioni di politici di tal fatta. Da quale pulpito l’onorevole D’Alema si permette di parlare di questione morale?

Concluderei con la caduta del governo Prodi II. Veltroni, neosegretario del PD dichiara i suoi intenti in favore di un accordo bipartisan sulla modifica della legge elettorale. La direzione va verso il bipartitismo, che significherebbe eliminazione dal parlamento di tutti i piccoli partiti. Berlusconi sembra disponiblie per la riforma, ma nel frattempo promette a Mastella, leader del partito più piccolo dell’Unione e quindi il più minacciato da una simile legge elettorale, venti deputati e dieci senatori nella prossima legislatura nel caso facesse cadere il governo. Mastella esegue e il governo, nella sua fase più delicata, cade. Berlusconi non manterrà i suoi impegni né con Veltroni (la legge elettorale rimarrà invariata) né con Mastella.

Mi sorge spontanea una domanda. Ma gente come D’Alema che è stata in grado di imporre un uomo politicamente morto come Rutelli alla candidatura per le comunali di Roma (perdendole), che ha quasi imposto Boccia per la Regione Puglia (con cui sarebbero probabilmente andati incontro ad una sconfitta), che ha negato a Grillo in modo totalmente antidemocratico la possibilità di partecipare alle ultime primarie per il segretario del PD, dove aveva riposto la sua dittatura di pensiero quando Veltroni fece quell’infelice scelta sulla legge elettorale? Perché nella fase più delicata del governo Prodi, non ha fatto l’ennesima imposizione impedendo a Veltroni di fare certe proposte suicide? Forse che sono capaci solo ad imporre le scelte che danneggino la sinistra?

Se i governo avesse retto ancora un po’ probabilmente la destra si sarebbe spaccata, contribuendo probabilmente alla morte prematura di Berlusconi politico. Ma ancora una volta, così non è stato.


Non è certo D’Alema il responsabile dell’immoralità parlamentare, ma la sua fine sancirebbe probabilmente anche quella di molti parlamentari che di pulito hanno solo i vestiti.

mercoledì 3 marzo 2010

Nazional-IMpopolare

Niente di che, sono solo canzonette, intonava qualcuno. In ogni caso trasmettono un significato.

Eccone due.

Questo è Caparezza, ormai 7 anni fa.




Questo è Simone Cristicchi, poche settimane fa, a Sanremo.




Cambia il vento ma noi no, continuando a citare.

Canzoni così schiettamente critiche nei confronti della nostra società che vanno in testa alle classifiche, che passano in trasmissioni TV non propriamente di nicchia come "Top of the Pops" e "Sanremo" riscuotendo l'acclamazione popolare, dimostrano tutta la superficialità che contraddistingue il nostro tempo.

Caparezza


Simone Cristicchi

Caparezza
Fuori dal tunnel
Verità supposte - 2003

Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa mi annoio
sono molto più contento

Di te che spendi stipendi
stipati in posti stupendi
tra culi succubi
su cubi di pittorrendi
succhi brandy e ti stendi
....tendi non mi comprendi
senti tu non ti offendi
se ti dico che sei trendy
prendi me
per esempio non mi stempio
per un tempio del divertimento
essendo amico di baldambembo
sono un silenzio
che può diventare musica
se rimo sgembo
su qualsiasi tempo
che sfrequenzo
collado l'autoradio
nell'auto cauto resto
faccia a faccia
con una focaccia
altro che l'autopasto
capomastro
con validi manovali
ricostruisco
gli argini di una giornata
ai margini della disco
e mi stupisco
quando si uniscono al banchetto
che imbastisco
che dopo mischiano il brachetto
e non capisco
com'è che si finisce a parlare
di geeg robot
e delle strade di san francisco

Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa mi annoio
sono molto più contento

Mi piace il cinema
e parecchio
per questo mi chiamano vecchio
è da giovani
spumarsi e laccarsi davanti allo specchio
sono vecchio punto
e prendo spunto
dal tuo unto ciuffo
mi sento stretto
come quando inchiappetto un puffo
(O io odio caparezza)
Sbuffo pensando a serate tipo
del tipo
che facciamo
io ho una tipa di seconda mano
che mi fa
da pub, da disco e da divano
sono qua
come una lodola questo è il mio ramo
io
in una pattume
della tv di costume
in volo senza piume
in un volume di fumetti
sotto il lume
non c'è paragone
basta una birra in fermentazione
e la tipa in fibrillazione
per la nuova posizione
m'attizza la zizza piena
mi delizia la tizia oscena
ho fame ed è un problema
se mi sfizia la pizza a cena
serate a tema
bella gente
salame a fette spesse
vhs e se non bastasse
su le casse

Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa mi annoio
sono molto più contento

La la la la la la......

(Incontri gli scontri
gli scambi d'opinione
persone che son fatte
di nomi e di cognomi
venghino signori
che qui c'è il vino buono
le pagine del libro
e le melodie del suono
si vive di ricordi
signori e di giochi
di abbracci sinceri
di pace e di fuochi
di tutti i momenti
tristi e divertenti
e non di momenti
tristemente divertenti)

Simone Cristicchi
Meno male
Grand Hotel Cristicchi - 2010

La gente non ha voglia di pensare cose – cose negative
la gente vuol godersi in pace le vacanze estive
ci siamo rotti il pacco di sentire che tutto va male
della valanga di brutte notizie al telegiornale
C’è – L’Italia paese di Santi
pochi idraulici e troppe badanti
C’è l’Italia paese della Liberté
Egalité e del Gioca Giuè!
C’è – l’Italia s’è desta ma
dipende dai punti di vista
C’è la crisi mondiale che avanza
e i terremotati ancora in vacanza
Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
io rido… io rido…
ambarabàciccicoccò soldi e coca sul comò
C’è l’Italia dei video ricatti
c’è la nonna coi seni rifatti
e vissero tutti felici e contenti
ma disinformati sui fatti
Osama è ancora latitante
l’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
se sbaglio mi corigerete
Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
io rido… io rido…
La verità è come il vetro
che è trasparente se non è appannato
per nascondere quello che c’è dietro
basta aprire bocca e dargli fiato!
Carla Bruni…. Carla Bruni….
Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
E sbatte la testa contro il muro
Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
noi ce la prendiamo con qualcuno….

giovedì 18 febbraio 2010

Radio Costituzione

I Giovani Democratici di Asciano stanno organizzando una

CENA

per sabato 27 febbraio, ore 20.00, al saloncino "Le Piramidi" (via Martiri della Libertà 53, Asciano): crostini e salumi, pici al ragù, roast beef con patate, dolce, caffè e, per chi ha voglia, ingresso al ballo delle Piramidi, tutto a 20 €.


L'occasione è la maratona radiofonica

"Radio Costituzione"

che si svilupperò in tutta la provincia con collegamenti da ogni comune.


Durante la cena faremo un collegamento radiofonico in diretta con SolidRadio (dalle 21.30 alle 22.00) durante il quale commenteremo la Costituzione e daremo spazio alle testimonianze partigiani. Sarà presente anche l'onorevole Franco Ceccuzzi che, da Asciano, farà un intervento in diretta radiofonica. Parteciperanno all'iniziativa Elisa Meloni, segretario provinciale del Partito Democratico, e Niccolò Guicciardini, segretario provinciale dei Giovani Democratici.

Per prenotare, puoi chiamare entro la sera di VENERDÌ 26 febbraio i numeri 349 135 868 9 oppure 334 732 239 8.


Clicca qui per informazioni su Radio Costituzione, la maratona radiofonica di Giovani Democratici Siena.

Clicca qui per ascoltare SolidRadio.

mercoledì 17 febbraio 2010

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venerdì 12 febbraio 2010

La salute non ha sede

I Giovani Democratici della Toscana promuovono l'iniziativa "La salute non ha sede", finalizzata al diritto alle prestazioni sanitarie generiche per gli studenti fuori sede.
Riportiamo di seguito il testo integrale della petizione, che puoi firmare on-line cliccando qui.


La presente iniziativa dell’Associazione “Giovani Democratici della Toscana” ha lo scopo di promuovere un accordo tra l’Azienda Regionale per il diritto allo Studio Universitario e la Regione Toscana che permetta a tutti gli studenti universitari fuori sede, iscritti agli Atenei toscani, di usufruire gratuitamente delle prestazioni sanitarie generiche (visite ambulatoriali e domiciliari, prescrizione di farmaci) in comuni diversi da quello di residenza, senza dover rinunciare al proprio medico di famiglia.

La sanità è un servizio fondamentale che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini, ma che in molti casi è reso inesigibile a causa del malfunzionamento del servizio sanitario nazionale, delle lungaggini burocratiche, oppure, come nel caso degli studenti universitari fuori sede, per la rigidità di un sistema che non contempla la possibilità di ottenere prestazioni in regioni diverse da quella di residenza, se non effettuando il cambio del medico di base del proprio comune di residenza.

Attualmente gli studenti fuori sede possono assumere il cosiddetto domicilio sanitario che consente di entrare a far parte dell’anagrafe degli assistiti dell’azienda Usl nel territorio di riferimento e quindi di scegliere, come i residenti, un medico di base. Il domicilio sanitario dura da un minimo di tre mesi fino ad un massimo di un anno ed è rinnovabile per tutto il periodo di studio; per ottenerlo, però, occorre la cancellazione (reversibile) dall’anagrafe degli assistiti dell’Azienda USL di residenza. Tutto questo comporta evidenti disguidi logistici, in quanto uno studente fuorisede sarebbe portato a cambiare più volte il medico di base nell’arco dello stesso anno.

In caso di emergenza è possibile usufruire delle prestazioni del Pronto Soccorso (con tutta la trafila che ne deriva), ma per alcune prestazioni è necessario pagare il ticket, con il rischio ulteriore di “intasare il servizio” ricorrendovi anche per piccoli problemi di salute. Negli orari di chiusura degli ambulatori dei medici di base si può ricorrere alla guardia medica che in alcune regioni è diventato un servizio a pagamento per i tutti i pazienti residenti fuori Regione che non abbiano scelto un medico di base nell’ambito territoriale di domicilio.

L’assistenza sanitaria è un diritto costituzionalmente riconosciuto a prescindere dalla collocazione geografica del soggetto bisognoso di cure e rientra tra i settori interessati dall’intervento della Regione “al fine di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per la concreta realizzazione del diritto agli studi universitari” (artt. 3 e 19 della legge 390/1991).

Proprio la legge del 2 dicembre 1991, n. 390 - Norme sul diritto agli studi universitari - prevede la possibilità per le Regioni, nell’ambito della programmazione regionale, di stipulare convenzioni con le Università, nonché con gli enti e istituzioni aventi comunque competenza nelle materie connesse all’attuazione del diritto allo studio, per assicurare prestazioni sanitarie agli studenti all’interno delle sedi universitarie.

Per tali ragioni noi sottoscritti cittadini ci appelliamo:
  • al presidente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Toscana,
  • all’'assessore regionale alla ricerca ed all'università
affinché provvedano mediante un accordo che consenta a tutti gli studenti fuori sede degli Atenei Toscani (inclusi gli studenti stranieri) di accedere gratuitamente all'assistenza sanitaria generica attuando pienamente, in tal modo, il diritto allo studio di ogni universitario.

giovedì 11 febbraio 2010

Segreteria GD Asciano

Come riportato dal sito provinciale di GD Siena
è stata approvata la squadra che aiuterà il segretario comunale Gd di Asciano, Leonardo Carta, in questi mesi. Si tratta di Agata Coradeschi come vice segretario, Riccardo Marcocci come responsabile dell’organizzazione e Cristina Rimasti come tesoriere.
Le nomine sono state ufficializzate mercoledì 3 febbraio.

L'articolo originale lo trovi qui.