giovedì 18 febbraio 2010

Radio Costituzione

I Giovani Democratici di Asciano stanno organizzando una

CENA

per sabato 27 febbraio, ore 20.00, al saloncino "Le Piramidi" (via Martiri della Libertà 53, Asciano): crostini e salumi, pici al ragù, roast beef con patate, dolce, caffè e, per chi ha voglia, ingresso al ballo delle Piramidi, tutto a 20 €.


L'occasione è la maratona radiofonica

"Radio Costituzione"

che si svilupperò in tutta la provincia con collegamenti da ogni comune.


Durante la cena faremo un collegamento radiofonico in diretta con SolidRadio (dalle 21.30 alle 22.00) durante il quale commenteremo la Costituzione e daremo spazio alle testimonianze partigiani. Sarà presente anche l'onorevole Franco Ceccuzzi che, da Asciano, farà un intervento in diretta radiofonica. Parteciperanno all'iniziativa Elisa Meloni, segretario provinciale del Partito Democratico, e Niccolò Guicciardini, segretario provinciale dei Giovani Democratici.

Per prenotare, puoi chiamare entro la sera di VENERDÌ 26 febbraio i numeri 349 135 868 9 oppure 334 732 239 8.


Clicca qui per informazioni su Radio Costituzione, la maratona radiofonica di Giovani Democratici Siena.

Clicca qui per ascoltare SolidRadio.

mercoledì 17 febbraio 2010

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venerdì 12 febbraio 2010

La salute non ha sede

I Giovani Democratici della Toscana promuovono l'iniziativa "La salute non ha sede", finalizzata al diritto alle prestazioni sanitarie generiche per gli studenti fuori sede.
Riportiamo di seguito il testo integrale della petizione, che puoi firmare on-line cliccando qui.


La presente iniziativa dell’Associazione “Giovani Democratici della Toscana” ha lo scopo di promuovere un accordo tra l’Azienda Regionale per il diritto allo Studio Universitario e la Regione Toscana che permetta a tutti gli studenti universitari fuori sede, iscritti agli Atenei toscani, di usufruire gratuitamente delle prestazioni sanitarie generiche (visite ambulatoriali e domiciliari, prescrizione di farmaci) in comuni diversi da quello di residenza, senza dover rinunciare al proprio medico di famiglia.

La sanità è un servizio fondamentale che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini, ma che in molti casi è reso inesigibile a causa del malfunzionamento del servizio sanitario nazionale, delle lungaggini burocratiche, oppure, come nel caso degli studenti universitari fuori sede, per la rigidità di un sistema che non contempla la possibilità di ottenere prestazioni in regioni diverse da quella di residenza, se non effettuando il cambio del medico di base del proprio comune di residenza.

Attualmente gli studenti fuori sede possono assumere il cosiddetto domicilio sanitario che consente di entrare a far parte dell’anagrafe degli assistiti dell’azienda Usl nel territorio di riferimento e quindi di scegliere, come i residenti, un medico di base. Il domicilio sanitario dura da un minimo di tre mesi fino ad un massimo di un anno ed è rinnovabile per tutto il periodo di studio; per ottenerlo, però, occorre la cancellazione (reversibile) dall’anagrafe degli assistiti dell’Azienda USL di residenza. Tutto questo comporta evidenti disguidi logistici, in quanto uno studente fuorisede sarebbe portato a cambiare più volte il medico di base nell’arco dello stesso anno.

In caso di emergenza è possibile usufruire delle prestazioni del Pronto Soccorso (con tutta la trafila che ne deriva), ma per alcune prestazioni è necessario pagare il ticket, con il rischio ulteriore di “intasare il servizio” ricorrendovi anche per piccoli problemi di salute. Negli orari di chiusura degli ambulatori dei medici di base si può ricorrere alla guardia medica che in alcune regioni è diventato un servizio a pagamento per i tutti i pazienti residenti fuori Regione che non abbiano scelto un medico di base nell’ambito territoriale di domicilio.

L’assistenza sanitaria è un diritto costituzionalmente riconosciuto a prescindere dalla collocazione geografica del soggetto bisognoso di cure e rientra tra i settori interessati dall’intervento della Regione “al fine di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per la concreta realizzazione del diritto agli studi universitari” (artt. 3 e 19 della legge 390/1991).

Proprio la legge del 2 dicembre 1991, n. 390 - Norme sul diritto agli studi universitari - prevede la possibilità per le Regioni, nell’ambito della programmazione regionale, di stipulare convenzioni con le Università, nonché con gli enti e istituzioni aventi comunque competenza nelle materie connesse all’attuazione del diritto allo studio, per assicurare prestazioni sanitarie agli studenti all’interno delle sedi universitarie.

Per tali ragioni noi sottoscritti cittadini ci appelliamo:
  • al presidente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Toscana,
  • all’'assessore regionale alla ricerca ed all'università
affinché provvedano mediante un accordo che consenta a tutti gli studenti fuori sede degli Atenei Toscani (inclusi gli studenti stranieri) di accedere gratuitamente all'assistenza sanitaria generica attuando pienamente, in tal modo, il diritto allo studio di ogni universitario.

giovedì 11 febbraio 2010

Segreteria GD Asciano

Come riportato dal sito provinciale di GD Siena
è stata approvata la squadra che aiuterà il segretario comunale Gd di Asciano, Leonardo Carta, in questi mesi. Si tratta di Agata Coradeschi come vice segretario, Riccardo Marcocci come responsabile dell’organizzazione e Cristina Rimasti come tesoriere.
Le nomine sono state ufficializzate mercoledì 3 febbraio.

L'articolo originale lo trovi qui.

mercoledì 10 febbraio 2010

Non Solo Campagna

Il sig. Rossi, da Ragioniere della Cosa Toscana, ha già fatto i conti: quelle a seguire, non sono solo campagna elettorale.

Sono interventi politici fattibili che Enrico Rossi si impegna a realizzare in caso di vittoria.


Ecco, per immagini, le prime proposte sulle politiche giovanili avanzate dai Giovani Democratici Toscani ed Enrico Rossi Presidente.






martedì 9 febbraio 2010

Avevo un sogno, una speranza

Baustelle
L'uomo del secolo
Amen - 2008



All’epoca mia venivi al mondo
e la libertà non esisteva
E la Prima Guerra era finita
Fiume era già stata conquistata

Alle scuole elementari c’era poco da scherzare
Si rideva e si ballava solo per la mietitura
All’epoca mia il telefono non c’era
Mi arruolarono
Era quasi primavera
E le radio ci trasmettevano canti di paura
Da cantare quando è sera

Quindi disertai
Era il ’43
Ed eccomi qui: un vegetale
Cento anni non portati male
Lascio il mondo che mi ha maltrattato
Me ne vado, mi sono stufato
Vi ho voluto bene, adesso vado
Sono stato un comunista
Avevo un sogno, una speranza
Arrivederci, amore. Addio.

All’epoca mia non usavi il cellulare
Mi arruolarono
Non si stava così male
Ma le radio ci trasmettevano
canti di paura da cantare quando è sera
Quindi me ne andai. Era il ’43.



lunedì 8 febbraio 2010

Le carceri in Consiglio Provinciale

Di seguito, pubblichiamo con piacere un intervento di Niccolò Guicciardini all'ultimo Consiglio Provinciale.

Si tratta della presentazione della Mozione “La situazione della Casa di Reclusione di Ranza nel Comune di San Gimignano e della Casa C. di Siena".


L'intervento originale puoi trovarlo sul blog di Niccolò.

Buongiorno a tutti,

cominciamo col dare un po' di numeri. In Italia abbiamo 65.067 detenuti, di cui meno della metà imputati e il resto (33.247) condannati. Di questi 24.152 sono immigrati ed è da notare come il numero degli imputati detenuti tra gli immigrati superi di quasi quattromila unità i condannati detenuti, mentre tra i cittadini italiani il numero dei condannati detenuti superi di quasi seimila unità gli imputati detenuti.
In definitiva, l'Italia ha una consistente popolazione detenuta, che determina molto spesso condizioni di sovraffollamento e difficoltà di gestione. Per questo motivo, qualche giorno fa, il 13 gennaio, il Governo ha dichiarato lo stato d'emergenza nazionale. Conseguentemente, nel comma 219 della Legge Finanziaria 2010, sono stati stanziati cinquecento milioni per le infrastrutture carcerarie, prevedendo o la realizzazione di nuove strutture o l'aumento della capienza di quelle esistenti. In particolare, è prevista la realizzazione di quarantasette nuovi padiglioni affiancati a strutture già presenti nei territori. In tutto questo, si prevede anche di assumere alcune unità come Polizia Penitenziaria. Tutto ciò significa che a qualcosa sono servite le proteste, l'impegno e la determinazione di tanti cittadini, delle istituzioni locali, degli agenti penitenziari... Tutto questo però non basta. La creazione di nuovi padiglioni è davvero pericolosa, se non ragionata: credo di poter dire fin da ora che una soluzione del genere non andrebbe affatto bene per la Casa di Reclusione di San Gimignano. Chiedo in prima istanza di aggiungere le seguenti due correzioni alla Mozione. Inserire in conclusione del settimo capoverso la frase “come evidenziato in una lettera del Sindaco Giacomo Bassi al Ministro Angelino Alfano” e inserire alla chiusura della mozione “nonostante i piccoli segnali dati nell'approvazione della Finanziaria 2010, che speriamo possano essere solo una base di partenza di un nuovo e più incisivo intervento del Governo sulle tematiche in oggetto”.
Tutto questo non basta, dicevo. La situazione presentata nella Mozione rimane. Noi non possiamo considerare le carceri come dei luoghi di stoccaggio di rifiuti tossici che la nostra società produce, non possiamo considerare le carceri come luoghi in cui rinchiudere i reietti per renderli inoffensivi, come fosse uguale spedirli in una lontana isola deserta. Non possiamo considerare le carceri un costo da ottimizzare per stipare uomini e donne in celle strette, ledendo i loro diritti di esseri umani. Non possiamo accettare che (e le condizioni di sovraffollamento incidono) ci sia un tasso di suicidi così alto in carcere. Cito Sofri che racconta come nelle carceri ci sia “una disperazione sulla quale non scende più nessun anestetico e che i traduce in un alto tasso di suicidi, che sono tanto più significativi perché commessi da persone giovani, che hanno pene brevi, oltre alle diffuse forme di autolesionismo fisico”. Il 2009 è stato l'anno con più suicidi in carcere della nostra storia: 72.
Infine, non possiamo legare il concetto di detenzione meramente a quello di 'punizione'. Viceversa, il sistema penitenziario è parte della società ed in essa svolge un ruolo cruciale attraverso la riabilitazione e le fasi trattamentali. Senza entrare nei dettagli, anche se consiglio vivamente una lettura come Cesare Beccaria ai nostri rappresentanti attualmente al Governo, il messaggio che dobbiamo dare deve essere chiaro e forte: investire sul sistema carcerario significa investire su una società migliore.
E alcune interpretazioni semplicistiche delle condizioni dei detenuti, peraltro preoccupanti a maggior ragione dopo gli eventi di cronaca degli ultimi mesi, lasciano il tempo che trovano. Ha avuto ad dire sempre Sofri come “il dolore nelle carceri sia una specie di fondo perenne e in questo senso sordo: un dolore, cioè, che nessuna risata, nessun gioco allegro, nessuno spintone tra ragazzi -che sono la maggioranza della popolazione carceraria oggi-, nessuna partita di calcio o di calcetto o di biliardino può far dimenticare nemmeno per un momento”. Credo che queste parole esprimano bene di cosa stiamo parlando.
In Toscana abbiamo 4321 detenuti, praticamente quanto un Comune della nostra Provincia. A Siena sono detenuti 386 detenuti circa. C'è una situazione che è divenuta intollerabile da tempo e cui la nostra istituzione può dare il proprio impegno e la propria solidarietà a partire dall'approvazione di questa mozione, su cui spero troveremo convergenze anche dalle minoranze perché è un problema del nostro territorio.
Andrò per sommi capi. Primo punto: il sovraffollamento di Ranza. Il carcere di Ranza vive in un significativo sovraffollamento. Ad ora abbiamo un sovraffollamento stimato di circa 103 detenuti. Questo significa un'oggettiva difficoltà a garantire standard decenti di vivibilità, nonostante il lavoro quotidiano e l'impegno di tanti operatori ed agenti. A Ranza sono presenti 306 detenuti, con una complessità ed una composizione molto eterogenea. Più di un terzo, infatti (120 ad ora), sono stranieri, cinquanta nordafricani e quaranta dell'Europa dell'Est. Questa situazione eterogenea rende ancora più impegnativo il lavoro degli agenti nel carcere.
Secondo punto: a fronte di questa situazione, a Ranza si registra una carenza di organico pari a circa il 42% rispetto alla Pianta Organica prevista per un carcere di quelle dimensioni. Sono attive ad oggi 131 unità nel carcere con un deficit di 102 unità. Il decreto ministeriale del 2001 in materia, infatti, prevede duecentotrentatré unità attive nella Casa di Reclusione di Ranza. In particolare mancano dodici ispettori, undici sovrintendenti e trentasei agenti ed assistenti. Ciò determina un ricorso obbligatorio alle ore di lavoro straordinario, che mediamente significano sei giorni di lavoro in più al mese per ciascuna unità.
Inoltre, il sovraccarico di lavoro e la responsabilità sono diventati intollerabili per la Polizia Penitenziaria di Ranza, che mette a rischio la propria incolumità fisica. E' di non molti mesi fa l'episodio di una grave aggressione da parte di un detenuto che ha mandato a lungo in ospedale un agente penitenziario. Questi sono fatti gravi, che generano insicurezza, difficoltà a svolgere il proprio lavoro, difficoltà ad attivare molte attività... Su tutto questo si è attivato da tempo il Sindaco di San Gimignano, Giacomo Bassi, molti altri enti locali, oltre che gli Onorevoli Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni.
Terzo punto: a Ranza manca una dirigenza stabile. L'attuale Dirigente è impegnato nella conduzione di un altro istituto in una regione lontana dalla nostra e questo genera per forza problemi. Inoltre, manca proprio l'assegnazione di un Dirigente alla guida dell'istituto in pianta stabile.
Il quarto punto sta nei fattori di insicurezza percepita dalla popolazione sangimignanese e in particolare da chi abita vicino al carcere. Anche questo è un aspetto da tenere in considerazione.
Il quinto punto riguarda, invece, la Casa Circondariale di Siena. Anche qui si registra una carenza di organico, pari a diciotto unità, di cui dieci agenti o assistenti. Il sovraffollamento a Siena è calcolato in circa trenta detenuti. Quello che però più preoccupa è di ordine igienico-sanitario. La struttura penitenziaria è infatti fatiscente, invivibile sotto l'aspetto igienico-sanitario. Inoltre, la collocazione nel centro storico non aiuta né la possibilità di intervenire in modo determinante sulla struttura, né nel contemperare la sicurezza con un contesto esterno improntato principalmente al turismo. Su questo bisogna fare qualcosa.
Il sesto punto che voglio portare alla vostra attenzione riguarda l'impossibilità, in queste condizioni, di procedere spesso alle attività, in particolare di mantenere viva e implementare quella rete di relazioni con associazioni importanti nel tessuto del nostro territorio. Ci sono tante associazioni ed enti che si impegnano nel creare un ponte solido tra il carcere e la società, che riescono ad incidere in modo determinante sul reinserimento. Sostenerle e rendere il carcere un luogo sicuro per chi va ad operarci è un obiettivo primario.
Un altro aspetto, il settimo a questo punto, è che il Governo non ha dato risposte circostanziate e precise a precise e circostanziate domande degli enti locali e dei nostri Parlamentari. Spero che anche da parte delle opposizioni di questo Consiglio ci sia la volontà di portare questa questione all'attenzione. Spero che su questo tema riusciremo a fare un lavoro insieme, visto che stiamo parlando di questioni così vive ed importanti per i nostri territori.
Dobbiamo considerare il carcere come un luogo strategico e complementare della società. Per fare questo, serve la volontà di investire e di prestare attenzione a tutto quello che accade.
Vi ringrazio per l'attenzione.

sabato 6 febbraio 2010

Tre Senesi a Firenze

Il candidato Rossi incontra i Giovani Democartici della Toscana

Pubblichiamo un resoconto sull'incontro tra Enrico Rossi e i Giovani Democratici della Toscana. L'articolo originale lo trovi sul nuovo sito provinciale di Generazione Democratica Siena. Le proposte per i giovani le puoi trovare per esteso sul sito Enrico Rossi Presidente.


Sabato 30 gennaio presso il Comitato Elettorale di Enrico Rossi a Firenze, una delegazione dei Giovani Democratici della provincia di Siena ha partecipato ad una conferenza stampa relativa alla presentazione del programma elettorale di Enrico Rossi (candidato Presidente della Regione Toscana) in merito alle politiche giovanili. La preparazione della partecipazione all’incontro ha fatto sì che i delegati abbiano avuto occasione di approfondire i temi relativi ai giovani professionisti e ai finanziamenti diretti della Commissione europea per la Ricerca.

Il problema dei giovani laureati in architettura, ingegneria o giurisprudenza è avere un futuro. Generalmente, completato il percorso formativo, si trovano in una di queste condizioni:

  1. libera professione: provano a sbarcare il lunario svolgendo la libera professione, scontrandosi con un clima generale di sfiducia generato dalla supposizione, quasi universale, che “giovane è incapace”
  2. zero euro: molti giovani laureati sono disoccupati (fatto nuovo per le professioni tecniche) o sono impegnati in alienanti esperienze lavorative non retribuite nella speranza, un giorno, di mutare la loro condizione in una di quelle, non molto rosee, descritte a seguire
  3. dipendenti IVA: molti giovani aprono, o meglio sono invitati ad aprire, una partita IVA e però sono sottoposti, di fatto, ad un rapporto lavorativo dipendente continuativo ma saldato tramite emissione di fattura e senza nessun contratto. Tutto questo, ovviamente illegale, per somme che si aggirano intorno alle 500 € al mese. Questa condizione riassume in sé gli aspetti negativi dei contratti a termine o a progetto (in quanto, anche più di questi, non permette di avere nessuna prospettiva futura) e gli aspetti negativi tipici della partita IVA (non esistono “malattia”, “gravidanza”, “ferie” e si devono caricare di numerose spese quali il commercialista, le assicurazioni sanitarie e professionali, le spese di iscrizione agli albi, oltre alla previdenza sociale che non è compresa nei compensi ricevuti)
  4. dipendenti a nero: no comment

Noi vorremmo che la Toscana si facesse carico di queste problematiche, rendendosi promotrice di un cambiamento della cultura sociale che relega i giovani in ruoli marginali nel mondo del lavoro. Vorremmo che l’Amministrazione Regionale promuovesse un insieme sistematico di controlli fiscali così da far emergere tutte le situazioni illecite. Vorremmo che la nostra Regione sviluppasse un piano di sostegno ai giovani lavoratori, composta da ammortizzatori sociali e stage formativi in attesa di una collocazione lavorativa.

Riguardo al secondo punto, si è individuata l’esigenza che gli Enti Locali, in accordo con le Università, promuovano attività di formazione in europrogettazione per il personale amministrativo e docente, nonché per i laureandi. Ciò al fine di rendere economicamente sostenibili tutte quelle branche della ricerca (come ad esempio quella umanistica) che non si sono ancora giovate dei finanziamenti europei (spesso ostacolate dalla complessità burocratica e progettuale) e che non riescono ad attrarre investimenti privati per la difficoltà di interazione col mondo delle imprese.

Enrico Rossi, affiancato da Patrizio Mecacci – segretario regionale dei Giovani Democratici, ha esposto i punti cardine del suo programma elettorale in merito alle politiche giovanili:

  1. fondo per lo sviluppo personale: contributo a fondo perduto (10.000 € per i laureati triennali e 20.000 € per i laureati quinquennali) a sostegno di attività di formazione e approfondimento quali esperienze lavorative professionalizzanti, corsi specifici, master sia all’Italia che all’estero oppure per avviare una attività lavorativa. Tutto riservato ai laureati a pieni voti (con lode?) e che abbiano rispettato i tempi. Su questa proposta abbiamo espresso dei dubbi in merito al rischio della “fuga dei cervelli”, ovvero: un ragazzo viene formato (dalle scuole elementari all’università) in Italia, quindi a carico della collettività; poi, per esempio, segue un master in California a spese della Regione Toscana dopodiché “può” darsi che là trovi una sua dimensione, che là lavori, che là paghi le tasse. Crediamo che ci sia la necessità di inserire dei metodi per incentivare ritorno in Italia (Toscana?)
  2. fondo di opportunità per lavoratori precari: per disoccupati fino a 35 anni si prevede l’istituzione di contributi alla formazione professionale per completare le proprie competenze o acquisirne di nuove così da rendere fruttuosi i periodi di mancata occupazione
  3. prestito d’onore: la Regione presterà fino a 50.000 € a giovani che abbiano completato il percorso formativo universitario o professionale per avviare l’attività lavorativa e da restituire entro 10 anni dall’inizio dell’attività stessa
  4. affitto di emancipazione: si prevede un contributo all’affitto di 200 € al mese per massimo 3 anni per i giovani tra i 22 e i 30 anni fino ad un massimo di 25.000 contributi all’anno
  5. servizio civile professionalizzante: grazie al finanziamento aggiuntivo previsto dalla legge esistente, si prevedono progetti in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, abbinati a forme di sostegno tra cui, per esempio, contratti di affitto agevolati

La spesa per questo “pacchetto giovani” sarà di 200 milioni di € che si troveranno dalla riorganizzazione delle politiche giovanili, da fondi europei e da risorse aggiuntive.

Queste proposte si integrano con quelle espresse nei giorni scorsi dai GD Toscani (puoi trovarle a questo link).

Siena, 30.01.2010
Giuseppe Emiliano Bonura
Leonardo Carta
Valentina Valentini