Pubblichiamo un resoconto sull'incontro tra Enrico Rossi e i Giovani Democratici della Toscana. L'articolo originale lo trovi sul nuovo sito provinciale di Generazione Democratica Siena. Le proposte per i giovani le puoi trovare per esteso sul sito Enrico Rossi Presidente.

Sabato 30 gennaio presso il Comitato Elettorale di Enrico Rossi a Firenze, una delegazione dei Giovani Democratici della provincia di Siena ha partecipato ad una conferenza stampa relativa alla presentazione del programma elettorale di Enrico Rossi (candidato Presidente della Regione Toscana) in merito alle politiche giovanili. La preparazione della partecipazione all’incontro ha fatto sì che i delegati abbiano avuto occasione di approfondire i temi relativi ai giovani professionisti e ai finanziamenti diretti della Commissione europea per la Ricerca.
Il problema dei giovani laureati in architettura, ingegneria o giurisprudenza è avere un futuro. Generalmente, completato il percorso formativo, si trovano in una di queste condizioni:
- libera professione: provano a sbarcare il lunario svolgendo la libera professione, scontrandosi con un clima generale di sfiducia generato dalla supposizione, quasi universale, che “giovane è incapace”
- zero euro: molti giovani laureati sono disoccupati (fatto nuovo per le professioni tecniche) o sono impegnati in alienanti esperienze lavorative non retribuite nella speranza, un giorno, di mutare la loro condizione in una di quelle, non molto rosee, descritte a seguire
- dipendenti IVA: molti giovani aprono, o meglio sono invitati ad aprire, una partita IVA e però sono sottoposti, di fatto, ad un rapporto lavorativo dipendente continuativo ma saldato tramite emissione di fattura e senza nessun contratto. Tutto questo, ovviamente illegale, per somme che si aggirano intorno alle 500 € al mese. Questa condizione riassume in sé gli aspetti negativi dei contratti a termine o a progetto (in quanto, anche più di questi, non permette di avere nessuna prospettiva futura) e gli aspetti negativi tipici della partita IVA (non esistono “malattia”, “gravidanza”, “ferie” e si devono caricare di numerose spese quali il commercialista, le assicurazioni sanitarie e professionali, le spese di iscrizione agli albi, oltre alla previdenza sociale che non è compresa nei compensi ricevuti)
- dipendenti a nero: no comment
Noi vorremmo che la Toscana si facesse carico di queste problematiche, rendendosi promotrice di un cambiamento della cultura sociale che relega i giovani in ruoli marginali nel mondo del lavoro. Vorremmo che l’Amministrazione Regionale promuovesse un insieme sistematico di controlli fiscali così da far emergere tutte le situazioni illecite. Vorremmo che la nostra Regione sviluppasse un piano di sostegno ai giovani lavoratori, composta da ammortizzatori sociali e stage formativi in attesa di una collocazione lavorativa.
Riguardo al secondo punto, si è individuata l’esigenza che gli Enti Locali, in accordo con le Università, promuovano attività di formazione in europrogettazione per il personale amministrativo e docente, nonché per i laureandi. Ciò al fine di rendere economicamente sostenibili tutte quelle branche della ricerca (come ad esempio quella umanistica) che non si sono ancora giovate dei finanziamenti europei (spesso ostacolate dalla complessità burocratica e progettuale) e che non riescono ad attrarre investimenti privati per la difficoltà di interazione col mondo delle imprese.
Enrico Rossi, affiancato da Patrizio Mecacci – segretario regionale dei Giovani Democratici, ha esposto i punti cardine del suo programma elettorale in merito alle politiche giovanili:
- fondo per lo sviluppo personale: contributo a fondo perduto (10.000 € per i laureati triennali e 20.000 € per i laureati quinquennali) a sostegno di attività di formazione e approfondimento quali esperienze lavorative professionalizzanti, corsi specifici, master sia all’Italia che all’estero oppure per avviare una attività lavorativa. Tutto riservato ai laureati a pieni voti (con lode?) e che abbiano rispettato i tempi. Su questa proposta abbiamo espresso dei dubbi in merito al rischio della “fuga dei cervelli”, ovvero: un ragazzo viene formato (dalle scuole elementari all’università) in Italia, quindi a carico della collettività; poi, per esempio, segue un master in California a spese della Regione Toscana dopodiché “può” darsi che là trovi una sua dimensione, che là lavori, che là paghi le tasse. Crediamo che ci sia la necessità di inserire dei metodi per incentivare ritorno in Italia (Toscana?)
- fondo di opportunità per lavoratori precari: per disoccupati fino a 35 anni si prevede l’istituzione di contributi alla formazione professionale per completare le proprie competenze o acquisirne di nuove così da rendere fruttuosi i periodi di mancata occupazione
- prestito d’onore: la Regione presterà fino a 50.000 € a giovani che abbiano completato il percorso formativo universitario o professionale per avviare l’attività lavorativa e da restituire entro 10 anni dall’inizio dell’attività stessa
- affitto di emancipazione: si prevede un contributo all’affitto di 200 € al mese per massimo 3 anni per i giovani tra i 22 e i 30 anni fino ad un massimo di 25.000 contributi all’anno
- servizio civile professionalizzante: grazie al finanziamento aggiuntivo previsto dalla legge esistente, si prevedono progetti in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, abbinati a forme di sostegno tra cui, per esempio, contratti di affitto agevolati
La spesa per questo “pacchetto giovani” sarà di 200 milioni di € che si troveranno dalla riorganizzazione delle politiche giovanili, da fondi europei e da risorse aggiuntive.
Queste proposte si integrano con quelle espresse nei giorni scorsi dai GD Toscani (puoi trovarle a questo link).
Siena, 30.01.2010Giuseppe Emiliano Bonura
Leonardo Carta
Valentina Valentini

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