venerdì 12 febbraio 2010

La salute non ha sede

I Giovani Democratici della Toscana promuovono l'iniziativa "La salute non ha sede", finalizzata al diritto alle prestazioni sanitarie generiche per gli studenti fuori sede.
Riportiamo di seguito il testo integrale della petizione, che puoi firmare on-line cliccando qui.


La presente iniziativa dell’Associazione “Giovani Democratici della Toscana” ha lo scopo di promuovere un accordo tra l’Azienda Regionale per il diritto allo Studio Universitario e la Regione Toscana che permetta a tutti gli studenti universitari fuori sede, iscritti agli Atenei toscani, di usufruire gratuitamente delle prestazioni sanitarie generiche (visite ambulatoriali e domiciliari, prescrizione di farmaci) in comuni diversi da quello di residenza, senza dover rinunciare al proprio medico di famiglia.

La sanità è un servizio fondamentale che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini, ma che in molti casi è reso inesigibile a causa del malfunzionamento del servizio sanitario nazionale, delle lungaggini burocratiche, oppure, come nel caso degli studenti universitari fuori sede, per la rigidità di un sistema che non contempla la possibilità di ottenere prestazioni in regioni diverse da quella di residenza, se non effettuando il cambio del medico di base del proprio comune di residenza.

Attualmente gli studenti fuori sede possono assumere il cosiddetto domicilio sanitario che consente di entrare a far parte dell’anagrafe degli assistiti dell’azienda Usl nel territorio di riferimento e quindi di scegliere, come i residenti, un medico di base. Il domicilio sanitario dura da un minimo di tre mesi fino ad un massimo di un anno ed è rinnovabile per tutto il periodo di studio; per ottenerlo, però, occorre la cancellazione (reversibile) dall’anagrafe degli assistiti dell’Azienda USL di residenza. Tutto questo comporta evidenti disguidi logistici, in quanto uno studente fuorisede sarebbe portato a cambiare più volte il medico di base nell’arco dello stesso anno.

In caso di emergenza è possibile usufruire delle prestazioni del Pronto Soccorso (con tutta la trafila che ne deriva), ma per alcune prestazioni è necessario pagare il ticket, con il rischio ulteriore di “intasare il servizio” ricorrendovi anche per piccoli problemi di salute. Negli orari di chiusura degli ambulatori dei medici di base si può ricorrere alla guardia medica che in alcune regioni è diventato un servizio a pagamento per i tutti i pazienti residenti fuori Regione che non abbiano scelto un medico di base nell’ambito territoriale di domicilio.

L’assistenza sanitaria è un diritto costituzionalmente riconosciuto a prescindere dalla collocazione geografica del soggetto bisognoso di cure e rientra tra i settori interessati dall’intervento della Regione “al fine di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per la concreta realizzazione del diritto agli studi universitari” (artt. 3 e 19 della legge 390/1991).

Proprio la legge del 2 dicembre 1991, n. 390 - Norme sul diritto agli studi universitari - prevede la possibilità per le Regioni, nell’ambito della programmazione regionale, di stipulare convenzioni con le Università, nonché con gli enti e istituzioni aventi comunque competenza nelle materie connesse all’attuazione del diritto allo studio, per assicurare prestazioni sanitarie agli studenti all’interno delle sedi universitarie.

Per tali ragioni noi sottoscritti cittadini ci appelliamo:
  • al presidente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Toscana,
  • all’'assessore regionale alla ricerca ed all'università
affinché provvedano mediante un accordo che consenta a tutti gli studenti fuori sede degli Atenei Toscani (inclusi gli studenti stranieri) di accedere gratuitamente all'assistenza sanitaria generica attuando pienamente, in tal modo, il diritto allo studio di ogni universitario.

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