sabato 31 luglio 2010

AIDS c'è

Ieri ad Asciano, presso la Festa Democratica, si è tenuta una iniziativa organizzata dai Giovani Democratici sul tema

AIDS contagio prevenzione e discriminazione
sconfiggendo l'ignoranza vinceremo la paura


Sono intervenuti all'iniziativa:
- dott.ssa Angela Gonnelli, infettivologa - Antonella Gorelli, operatrice sanitaria e membro dell'unione comunale del PD di Asciano - Carolina Coradeschi, GD Asciano - Laura Mannucci, GD Sinalunga e consigliere provinciale PD - Leonardo Carta, segretario dell'unione comunale del PD di Asciano
Durante l'incontro si è svolta la performance dell'attore Altero Borghi.

"Sono detenuto e sieropositivo"
dalla performance di Altero Borghi


Era previsto anche Alessandro Maggi, presidente del Movimento Pansessuale, ma, a causa del rinvio della manifestazione a causa del maltempo, non è potuto essere presente ieri sera.

L'iniziativa nasce dalla volontà dei Giovani Democratici di Asciano di tornare a parlare di un argomento ormai pressoché dimenticato dai mass media. Purtroppo l'AIDS è scomparsa solo dal mondo della comunicazione. Nel mondo reale esiste ancora. E ieri sera abbiamo scoperto che esiste in maniera drammaticamente pesante nel mondo degli under 30.
La dott.ssa Gonnelli ha spiegato il contagio di HIV e l'AIDS in termini chiari e comprensibili a tutti. Ha chiarito quali sono le ragioni del contagio: SOLO rapporti sessuali o contatto con sangue infetto. Va chiarito. E detto a tutti. Anche dall'ignoranza di queste nozioni di base passa la discriminazione. L'HIV NON si contrae con un abbraccio, con un saluto, con uno starnuto, utilizzando le stesse stoviglie. L'AIDS è una malattia DEMOCRATICA. Non ha preferenze di razza, di sesso, di età, di ceto sociale, di ORIENTAMENTO SESSUALE. Per inquadrare il problema generalemente si contano gli infetti in 3 macro-categorie: tossicodipendenti, eterosessuali ed omosessuali. Dall'inizio dell'epidemia da HIV (1981 USA) ad oggi la percentuale degli ETEROSESSUALI sul totale degli infetti è passata da circa il 20% a circa il 40%. TUTTI sono sotto la spada dell'AIDS. Trattandosi di una malattia comportamentale, è molto semplice evitarla: seguire semplici regole comportamentali, appunto, che derivano da quei due metodi di contagio del virus: quindi SESSO PROTETTO (preservativo!) ed evitare il contatto con il sangue di altre persone (per esempio guanti!). Tutto qui. Quello che non si riesce a capire, anche alla luce di numerose campagne di sensibilizzazione, è l'aumento relativo dei casi di infezione e il caso specifico di Siena, dove i nuovi casi degli ultimi due anni sono TUTTI RAGAZZI SOTTO I 30 ANNI. La principale causa di trasmissione è, su questi casi, il rapporto sessuale.

una campagna AIDES

Antonella Gorelli ci ha parlato della questione della discriminazione, riferita ai sieropositivi ma non solo.
L'Italia ha necessità di intraprendere un percorso sulle tematiche dei diritti civili, per uscire dalla situazione attuale che ci vede fanalino di coda in Europa.

Abbiamo poi affrontato un caso specifico: a Milano, nei giorni scorsi, un donatore abituale (più di 20 donazioni all'attivo, ovvero anni) si è visto rifiutare il suo sangue perché dichiaratamente omosessuale. Qui il problema è duplice.
Intanto: cosa vuol dire dichiaratamente omosessuale? Un ragazzo gay, a chi dovrebbe dichiarare il suo orientamento sessuale? Forse ad un apposito ufficio "dichiarazioni omosessualità"? Alla polizia? A questo punto si dovrebbero prevedere delle liste così da poter controllare chi è dichiaratamente omosessuale e chi no. Le liste portano direttamente ad altre liste, quelle naziste. C'erano i dissidenti. C'erano gli ebrei, deportati e marchiati con il doppio triangolo a formare la stella di David. C'era anche un'altra lista: quella degli omosessuali. Il loro simbolo era un triangolo rosa. Come questo.


Noi l'abbiamo detto ieri e ve lo ripetiamo qui: l'AIDS esiste ancora, è terribile ed ha nuovi casi soprattutto (esclusivamente!) tra i giovani. Ma è come un elefante pauroso del topolino: basta un preservativo ad evitarla!

mercoledì 3 marzo 2010

Nazional-IMpopolare

Niente di che, sono solo canzonette, intonava qualcuno. In ogni caso trasmettono un significato.

Eccone due.

Questo è Caparezza, ormai 7 anni fa.




Questo è Simone Cristicchi, poche settimane fa, a Sanremo.




Cambia il vento ma noi no, continuando a citare.

Canzoni così schiettamente critiche nei confronti della nostra società che vanno in testa alle classifiche, che passano in trasmissioni TV non propriamente di nicchia come "Top of the Pops" e "Sanremo" riscuotendo l'acclamazione popolare, dimostrano tutta la superficialità che contraddistingue il nostro tempo.

Caparezza


Simone Cristicchi

Caparezza
Fuori dal tunnel
Verità supposte - 2003

Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa mi annoio
sono molto più contento

Di te che spendi stipendi
stipati in posti stupendi
tra culi succubi
su cubi di pittorrendi
succhi brandy e ti stendi
....tendi non mi comprendi
senti tu non ti offendi
se ti dico che sei trendy
prendi me
per esempio non mi stempio
per un tempio del divertimento
essendo amico di baldambembo
sono un silenzio
che può diventare musica
se rimo sgembo
su qualsiasi tempo
che sfrequenzo
collado l'autoradio
nell'auto cauto resto
faccia a faccia
con una focaccia
altro che l'autopasto
capomastro
con validi manovali
ricostruisco
gli argini di una giornata
ai margini della disco
e mi stupisco
quando si uniscono al banchetto
che imbastisco
che dopo mischiano il brachetto
e non capisco
com'è che si finisce a parlare
di geeg robot
e delle strade di san francisco

Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa mi annoio
sono molto più contento

Mi piace il cinema
e parecchio
per questo mi chiamano vecchio
è da giovani
spumarsi e laccarsi davanti allo specchio
sono vecchio punto
e prendo spunto
dal tuo unto ciuffo
mi sento stretto
come quando inchiappetto un puffo
(O io odio caparezza)
Sbuffo pensando a serate tipo
del tipo
che facciamo
io ho una tipa di seconda mano
che mi fa
da pub, da disco e da divano
sono qua
come una lodola questo è il mio ramo
io
in una pattume
della tv di costume
in volo senza piume
in un volume di fumetti
sotto il lume
non c'è paragone
basta una birra in fermentazione
e la tipa in fibrillazione
per la nuova posizione
m'attizza la zizza piena
mi delizia la tizia oscena
ho fame ed è un problema
se mi sfizia la pizza a cena
serate a tema
bella gente
salame a fette spesse
vhs e se non bastasse
su le casse

Sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
sono fuori dal tunel l l l
del divertimento
quando esco di casa mi annoio
sono molto contento
quando esco di casa mi annoio
sono molto più contento

La la la la la la......

(Incontri gli scontri
gli scambi d'opinione
persone che son fatte
di nomi e di cognomi
venghino signori
che qui c'è il vino buono
le pagine del libro
e le melodie del suono
si vive di ricordi
signori e di giochi
di abbracci sinceri
di pace e di fuochi
di tutti i momenti
tristi e divertenti
e non di momenti
tristemente divertenti)

Simone Cristicchi
Meno male
Grand Hotel Cristicchi - 2010

La gente non ha voglia di pensare cose – cose negative
la gente vuol godersi in pace le vacanze estive
ci siamo rotti il pacco di sentire che tutto va male
della valanga di brutte notizie al telegiornale
C’è – L’Italia paese di Santi
pochi idraulici e troppe badanti
C’è l’Italia paese della Liberté
Egalité e del Gioca Giuè!
C’è – l’Italia s’è desta ma
dipende dai punti di vista
C’è la crisi mondiale che avanza
e i terremotati ancora in vacanza
Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
io rido… io rido…
ambarabàciccicoccò soldi e coca sul comò
C’è l’Italia dei video ricatti
c’è la nonna coi seni rifatti
e vissero tutti felici e contenti
ma disinformati sui fatti
Osama è ancora latitante
l’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
se sbaglio mi corigerete
Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
io rido… io rido…
La verità è come il vetro
che è trasparente se non è appannato
per nascondere quello che c’è dietro
basta aprire bocca e dargli fiato!
Carla Bruni…. Carla Bruni….
Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
E sbatte la testa contro il muro
Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
noi ce la prendiamo con qualcuno….

giovedì 18 febbraio 2010

Radio Costituzione

I Giovani Democratici di Asciano stanno organizzando una

CENA

per sabato 27 febbraio, ore 20.00, al saloncino "Le Piramidi" (via Martiri della Libertà 53, Asciano): crostini e salumi, pici al ragù, roast beef con patate, dolce, caffè e, per chi ha voglia, ingresso al ballo delle Piramidi, tutto a 20 €.


L'occasione è la maratona radiofonica

"Radio Costituzione"

che si svilupperò in tutta la provincia con collegamenti da ogni comune.


Durante la cena faremo un collegamento radiofonico in diretta con SolidRadio (dalle 21.30 alle 22.00) durante il quale commenteremo la Costituzione e daremo spazio alle testimonianze partigiani. Sarà presente anche l'onorevole Franco Ceccuzzi che, da Asciano, farà un intervento in diretta radiofonica. Parteciperanno all'iniziativa Elisa Meloni, segretario provinciale del Partito Democratico, e Niccolò Guicciardini, segretario provinciale dei Giovani Democratici.

Per prenotare, puoi chiamare entro la sera di VENERDÌ 26 febbraio i numeri 349 135 868 9 oppure 334 732 239 8.


Clicca qui per informazioni su Radio Costituzione, la maratona radiofonica di Giovani Democratici Siena.

Clicca qui per ascoltare SolidRadio.

mercoledì 17 febbraio 2010

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venerdì 12 febbraio 2010

La salute non ha sede

I Giovani Democratici della Toscana promuovono l'iniziativa "La salute non ha sede", finalizzata al diritto alle prestazioni sanitarie generiche per gli studenti fuori sede.
Riportiamo di seguito il testo integrale della petizione, che puoi firmare on-line cliccando qui.


La presente iniziativa dell’Associazione “Giovani Democratici della Toscana” ha lo scopo di promuovere un accordo tra l’Azienda Regionale per il diritto allo Studio Universitario e la Regione Toscana che permetta a tutti gli studenti universitari fuori sede, iscritti agli Atenei toscani, di usufruire gratuitamente delle prestazioni sanitarie generiche (visite ambulatoriali e domiciliari, prescrizione di farmaci) in comuni diversi da quello di residenza, senza dover rinunciare al proprio medico di famiglia.

La sanità è un servizio fondamentale che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini, ma che in molti casi è reso inesigibile a causa del malfunzionamento del servizio sanitario nazionale, delle lungaggini burocratiche, oppure, come nel caso degli studenti universitari fuori sede, per la rigidità di un sistema che non contempla la possibilità di ottenere prestazioni in regioni diverse da quella di residenza, se non effettuando il cambio del medico di base del proprio comune di residenza.

Attualmente gli studenti fuori sede possono assumere il cosiddetto domicilio sanitario che consente di entrare a far parte dell’anagrafe degli assistiti dell’azienda Usl nel territorio di riferimento e quindi di scegliere, come i residenti, un medico di base. Il domicilio sanitario dura da un minimo di tre mesi fino ad un massimo di un anno ed è rinnovabile per tutto il periodo di studio; per ottenerlo, però, occorre la cancellazione (reversibile) dall’anagrafe degli assistiti dell’Azienda USL di residenza. Tutto questo comporta evidenti disguidi logistici, in quanto uno studente fuorisede sarebbe portato a cambiare più volte il medico di base nell’arco dello stesso anno.

In caso di emergenza è possibile usufruire delle prestazioni del Pronto Soccorso (con tutta la trafila che ne deriva), ma per alcune prestazioni è necessario pagare il ticket, con il rischio ulteriore di “intasare il servizio” ricorrendovi anche per piccoli problemi di salute. Negli orari di chiusura degli ambulatori dei medici di base si può ricorrere alla guardia medica che in alcune regioni è diventato un servizio a pagamento per i tutti i pazienti residenti fuori Regione che non abbiano scelto un medico di base nell’ambito territoriale di domicilio.

L’assistenza sanitaria è un diritto costituzionalmente riconosciuto a prescindere dalla collocazione geografica del soggetto bisognoso di cure e rientra tra i settori interessati dall’intervento della Regione “al fine di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per la concreta realizzazione del diritto agli studi universitari” (artt. 3 e 19 della legge 390/1991).

Proprio la legge del 2 dicembre 1991, n. 390 - Norme sul diritto agli studi universitari - prevede la possibilità per le Regioni, nell’ambito della programmazione regionale, di stipulare convenzioni con le Università, nonché con gli enti e istituzioni aventi comunque competenza nelle materie connesse all’attuazione del diritto allo studio, per assicurare prestazioni sanitarie agli studenti all’interno delle sedi universitarie.

Per tali ragioni noi sottoscritti cittadini ci appelliamo:
  • al presidente del Consiglio di amministrazione dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Toscana,
  • all’'assessore regionale alla ricerca ed all'università
affinché provvedano mediante un accordo che consenta a tutti gli studenti fuori sede degli Atenei Toscani (inclusi gli studenti stranieri) di accedere gratuitamente all'assistenza sanitaria generica attuando pienamente, in tal modo, il diritto allo studio di ogni universitario.

giovedì 11 febbraio 2010

Segreteria GD Asciano

Come riportato dal sito provinciale di GD Siena
è stata approvata la squadra che aiuterà il segretario comunale Gd di Asciano, Leonardo Carta, in questi mesi. Si tratta di Agata Coradeschi come vice segretario, Riccardo Marcocci come responsabile dell’organizzazione e Cristina Rimasti come tesoriere.
Le nomine sono state ufficializzate mercoledì 3 febbraio.

L'articolo originale lo trovi qui.

mercoledì 10 febbraio 2010

Non Solo Campagna

Il sig. Rossi, da Ragioniere della Cosa Toscana, ha già fatto i conti: quelle a seguire, non sono solo campagna elettorale.

Sono interventi politici fattibili che Enrico Rossi si impegna a realizzare in caso di vittoria.


Ecco, per immagini, le prime proposte sulle politiche giovanili avanzate dai Giovani Democratici Toscani ed Enrico Rossi Presidente.






martedì 9 febbraio 2010

Avevo un sogno, una speranza

Baustelle
L'uomo del secolo
Amen - 2008



All’epoca mia venivi al mondo
e la libertà non esisteva
E la Prima Guerra era finita
Fiume era già stata conquistata

Alle scuole elementari c’era poco da scherzare
Si rideva e si ballava solo per la mietitura
All’epoca mia il telefono non c’era
Mi arruolarono
Era quasi primavera
E le radio ci trasmettevano canti di paura
Da cantare quando è sera

Quindi disertai
Era il ’43
Ed eccomi qui: un vegetale
Cento anni non portati male
Lascio il mondo che mi ha maltrattato
Me ne vado, mi sono stufato
Vi ho voluto bene, adesso vado
Sono stato un comunista
Avevo un sogno, una speranza
Arrivederci, amore. Addio.

All’epoca mia non usavi il cellulare
Mi arruolarono
Non si stava così male
Ma le radio ci trasmettevano
canti di paura da cantare quando è sera
Quindi me ne andai. Era il ’43.



lunedì 8 febbraio 2010

Le carceri in Consiglio Provinciale

Di seguito, pubblichiamo con piacere un intervento di Niccolò Guicciardini all'ultimo Consiglio Provinciale.

Si tratta della presentazione della Mozione “La situazione della Casa di Reclusione di Ranza nel Comune di San Gimignano e della Casa C. di Siena".


L'intervento originale puoi trovarlo sul blog di Niccolò.

Buongiorno a tutti,

cominciamo col dare un po' di numeri. In Italia abbiamo 65.067 detenuti, di cui meno della metà imputati e il resto (33.247) condannati. Di questi 24.152 sono immigrati ed è da notare come il numero degli imputati detenuti tra gli immigrati superi di quasi quattromila unità i condannati detenuti, mentre tra i cittadini italiani il numero dei condannati detenuti superi di quasi seimila unità gli imputati detenuti.
In definitiva, l'Italia ha una consistente popolazione detenuta, che determina molto spesso condizioni di sovraffollamento e difficoltà di gestione. Per questo motivo, qualche giorno fa, il 13 gennaio, il Governo ha dichiarato lo stato d'emergenza nazionale. Conseguentemente, nel comma 219 della Legge Finanziaria 2010, sono stati stanziati cinquecento milioni per le infrastrutture carcerarie, prevedendo o la realizzazione di nuove strutture o l'aumento della capienza di quelle esistenti. In particolare, è prevista la realizzazione di quarantasette nuovi padiglioni affiancati a strutture già presenti nei territori. In tutto questo, si prevede anche di assumere alcune unità come Polizia Penitenziaria. Tutto ciò significa che a qualcosa sono servite le proteste, l'impegno e la determinazione di tanti cittadini, delle istituzioni locali, degli agenti penitenziari... Tutto questo però non basta. La creazione di nuovi padiglioni è davvero pericolosa, se non ragionata: credo di poter dire fin da ora che una soluzione del genere non andrebbe affatto bene per la Casa di Reclusione di San Gimignano. Chiedo in prima istanza di aggiungere le seguenti due correzioni alla Mozione. Inserire in conclusione del settimo capoverso la frase “come evidenziato in una lettera del Sindaco Giacomo Bassi al Ministro Angelino Alfano” e inserire alla chiusura della mozione “nonostante i piccoli segnali dati nell'approvazione della Finanziaria 2010, che speriamo possano essere solo una base di partenza di un nuovo e più incisivo intervento del Governo sulle tematiche in oggetto”.
Tutto questo non basta, dicevo. La situazione presentata nella Mozione rimane. Noi non possiamo considerare le carceri come dei luoghi di stoccaggio di rifiuti tossici che la nostra società produce, non possiamo considerare le carceri come luoghi in cui rinchiudere i reietti per renderli inoffensivi, come fosse uguale spedirli in una lontana isola deserta. Non possiamo considerare le carceri un costo da ottimizzare per stipare uomini e donne in celle strette, ledendo i loro diritti di esseri umani. Non possiamo accettare che (e le condizioni di sovraffollamento incidono) ci sia un tasso di suicidi così alto in carcere. Cito Sofri che racconta come nelle carceri ci sia “una disperazione sulla quale non scende più nessun anestetico e che i traduce in un alto tasso di suicidi, che sono tanto più significativi perché commessi da persone giovani, che hanno pene brevi, oltre alle diffuse forme di autolesionismo fisico”. Il 2009 è stato l'anno con più suicidi in carcere della nostra storia: 72.
Infine, non possiamo legare il concetto di detenzione meramente a quello di 'punizione'. Viceversa, il sistema penitenziario è parte della società ed in essa svolge un ruolo cruciale attraverso la riabilitazione e le fasi trattamentali. Senza entrare nei dettagli, anche se consiglio vivamente una lettura come Cesare Beccaria ai nostri rappresentanti attualmente al Governo, il messaggio che dobbiamo dare deve essere chiaro e forte: investire sul sistema carcerario significa investire su una società migliore.
E alcune interpretazioni semplicistiche delle condizioni dei detenuti, peraltro preoccupanti a maggior ragione dopo gli eventi di cronaca degli ultimi mesi, lasciano il tempo che trovano. Ha avuto ad dire sempre Sofri come “il dolore nelle carceri sia una specie di fondo perenne e in questo senso sordo: un dolore, cioè, che nessuna risata, nessun gioco allegro, nessuno spintone tra ragazzi -che sono la maggioranza della popolazione carceraria oggi-, nessuna partita di calcio o di calcetto o di biliardino può far dimenticare nemmeno per un momento”. Credo che queste parole esprimano bene di cosa stiamo parlando.
In Toscana abbiamo 4321 detenuti, praticamente quanto un Comune della nostra Provincia. A Siena sono detenuti 386 detenuti circa. C'è una situazione che è divenuta intollerabile da tempo e cui la nostra istituzione può dare il proprio impegno e la propria solidarietà a partire dall'approvazione di questa mozione, su cui spero troveremo convergenze anche dalle minoranze perché è un problema del nostro territorio.
Andrò per sommi capi. Primo punto: il sovraffollamento di Ranza. Il carcere di Ranza vive in un significativo sovraffollamento. Ad ora abbiamo un sovraffollamento stimato di circa 103 detenuti. Questo significa un'oggettiva difficoltà a garantire standard decenti di vivibilità, nonostante il lavoro quotidiano e l'impegno di tanti operatori ed agenti. A Ranza sono presenti 306 detenuti, con una complessità ed una composizione molto eterogenea. Più di un terzo, infatti (120 ad ora), sono stranieri, cinquanta nordafricani e quaranta dell'Europa dell'Est. Questa situazione eterogenea rende ancora più impegnativo il lavoro degli agenti nel carcere.
Secondo punto: a fronte di questa situazione, a Ranza si registra una carenza di organico pari a circa il 42% rispetto alla Pianta Organica prevista per un carcere di quelle dimensioni. Sono attive ad oggi 131 unità nel carcere con un deficit di 102 unità. Il decreto ministeriale del 2001 in materia, infatti, prevede duecentotrentatré unità attive nella Casa di Reclusione di Ranza. In particolare mancano dodici ispettori, undici sovrintendenti e trentasei agenti ed assistenti. Ciò determina un ricorso obbligatorio alle ore di lavoro straordinario, che mediamente significano sei giorni di lavoro in più al mese per ciascuna unità.
Inoltre, il sovraccarico di lavoro e la responsabilità sono diventati intollerabili per la Polizia Penitenziaria di Ranza, che mette a rischio la propria incolumità fisica. E' di non molti mesi fa l'episodio di una grave aggressione da parte di un detenuto che ha mandato a lungo in ospedale un agente penitenziario. Questi sono fatti gravi, che generano insicurezza, difficoltà a svolgere il proprio lavoro, difficoltà ad attivare molte attività... Su tutto questo si è attivato da tempo il Sindaco di San Gimignano, Giacomo Bassi, molti altri enti locali, oltre che gli Onorevoli Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni.
Terzo punto: a Ranza manca una dirigenza stabile. L'attuale Dirigente è impegnato nella conduzione di un altro istituto in una regione lontana dalla nostra e questo genera per forza problemi. Inoltre, manca proprio l'assegnazione di un Dirigente alla guida dell'istituto in pianta stabile.
Il quarto punto sta nei fattori di insicurezza percepita dalla popolazione sangimignanese e in particolare da chi abita vicino al carcere. Anche questo è un aspetto da tenere in considerazione.
Il quinto punto riguarda, invece, la Casa Circondariale di Siena. Anche qui si registra una carenza di organico, pari a diciotto unità, di cui dieci agenti o assistenti. Il sovraffollamento a Siena è calcolato in circa trenta detenuti. Quello che però più preoccupa è di ordine igienico-sanitario. La struttura penitenziaria è infatti fatiscente, invivibile sotto l'aspetto igienico-sanitario. Inoltre, la collocazione nel centro storico non aiuta né la possibilità di intervenire in modo determinante sulla struttura, né nel contemperare la sicurezza con un contesto esterno improntato principalmente al turismo. Su questo bisogna fare qualcosa.
Il sesto punto che voglio portare alla vostra attenzione riguarda l'impossibilità, in queste condizioni, di procedere spesso alle attività, in particolare di mantenere viva e implementare quella rete di relazioni con associazioni importanti nel tessuto del nostro territorio. Ci sono tante associazioni ed enti che si impegnano nel creare un ponte solido tra il carcere e la società, che riescono ad incidere in modo determinante sul reinserimento. Sostenerle e rendere il carcere un luogo sicuro per chi va ad operarci è un obiettivo primario.
Un altro aspetto, il settimo a questo punto, è che il Governo non ha dato risposte circostanziate e precise a precise e circostanziate domande degli enti locali e dei nostri Parlamentari. Spero che anche da parte delle opposizioni di questo Consiglio ci sia la volontà di portare questa questione all'attenzione. Spero che su questo tema riusciremo a fare un lavoro insieme, visto che stiamo parlando di questioni così vive ed importanti per i nostri territori.
Dobbiamo considerare il carcere come un luogo strategico e complementare della società. Per fare questo, serve la volontà di investire e di prestare attenzione a tutto quello che accade.
Vi ringrazio per l'attenzione.

sabato 6 febbraio 2010

Tre Senesi a Firenze

Il candidato Rossi incontra i Giovani Democartici della Toscana

Pubblichiamo un resoconto sull'incontro tra Enrico Rossi e i Giovani Democratici della Toscana. L'articolo originale lo trovi sul nuovo sito provinciale di Generazione Democratica Siena. Le proposte per i giovani le puoi trovare per esteso sul sito Enrico Rossi Presidente.


Sabato 30 gennaio presso il Comitato Elettorale di Enrico Rossi a Firenze, una delegazione dei Giovani Democratici della provincia di Siena ha partecipato ad una conferenza stampa relativa alla presentazione del programma elettorale di Enrico Rossi (candidato Presidente della Regione Toscana) in merito alle politiche giovanili. La preparazione della partecipazione all’incontro ha fatto sì che i delegati abbiano avuto occasione di approfondire i temi relativi ai giovani professionisti e ai finanziamenti diretti della Commissione europea per la Ricerca.

Il problema dei giovani laureati in architettura, ingegneria o giurisprudenza è avere un futuro. Generalmente, completato il percorso formativo, si trovano in una di queste condizioni:

  1. libera professione: provano a sbarcare il lunario svolgendo la libera professione, scontrandosi con un clima generale di sfiducia generato dalla supposizione, quasi universale, che “giovane è incapace”
  2. zero euro: molti giovani laureati sono disoccupati (fatto nuovo per le professioni tecniche) o sono impegnati in alienanti esperienze lavorative non retribuite nella speranza, un giorno, di mutare la loro condizione in una di quelle, non molto rosee, descritte a seguire
  3. dipendenti IVA: molti giovani aprono, o meglio sono invitati ad aprire, una partita IVA e però sono sottoposti, di fatto, ad un rapporto lavorativo dipendente continuativo ma saldato tramite emissione di fattura e senza nessun contratto. Tutto questo, ovviamente illegale, per somme che si aggirano intorno alle 500 € al mese. Questa condizione riassume in sé gli aspetti negativi dei contratti a termine o a progetto (in quanto, anche più di questi, non permette di avere nessuna prospettiva futura) e gli aspetti negativi tipici della partita IVA (non esistono “malattia”, “gravidanza”, “ferie” e si devono caricare di numerose spese quali il commercialista, le assicurazioni sanitarie e professionali, le spese di iscrizione agli albi, oltre alla previdenza sociale che non è compresa nei compensi ricevuti)
  4. dipendenti a nero: no comment

Noi vorremmo che la Toscana si facesse carico di queste problematiche, rendendosi promotrice di un cambiamento della cultura sociale che relega i giovani in ruoli marginali nel mondo del lavoro. Vorremmo che l’Amministrazione Regionale promuovesse un insieme sistematico di controlli fiscali così da far emergere tutte le situazioni illecite. Vorremmo che la nostra Regione sviluppasse un piano di sostegno ai giovani lavoratori, composta da ammortizzatori sociali e stage formativi in attesa di una collocazione lavorativa.

Riguardo al secondo punto, si è individuata l’esigenza che gli Enti Locali, in accordo con le Università, promuovano attività di formazione in europrogettazione per il personale amministrativo e docente, nonché per i laureandi. Ciò al fine di rendere economicamente sostenibili tutte quelle branche della ricerca (come ad esempio quella umanistica) che non si sono ancora giovate dei finanziamenti europei (spesso ostacolate dalla complessità burocratica e progettuale) e che non riescono ad attrarre investimenti privati per la difficoltà di interazione col mondo delle imprese.

Enrico Rossi, affiancato da Patrizio Mecacci – segretario regionale dei Giovani Democratici, ha esposto i punti cardine del suo programma elettorale in merito alle politiche giovanili:

  1. fondo per lo sviluppo personale: contributo a fondo perduto (10.000 € per i laureati triennali e 20.000 € per i laureati quinquennali) a sostegno di attività di formazione e approfondimento quali esperienze lavorative professionalizzanti, corsi specifici, master sia all’Italia che all’estero oppure per avviare una attività lavorativa. Tutto riservato ai laureati a pieni voti (con lode?) e che abbiano rispettato i tempi. Su questa proposta abbiamo espresso dei dubbi in merito al rischio della “fuga dei cervelli”, ovvero: un ragazzo viene formato (dalle scuole elementari all’università) in Italia, quindi a carico della collettività; poi, per esempio, segue un master in California a spese della Regione Toscana dopodiché “può” darsi che là trovi una sua dimensione, che là lavori, che là paghi le tasse. Crediamo che ci sia la necessità di inserire dei metodi per incentivare ritorno in Italia (Toscana?)
  2. fondo di opportunità per lavoratori precari: per disoccupati fino a 35 anni si prevede l’istituzione di contributi alla formazione professionale per completare le proprie competenze o acquisirne di nuove così da rendere fruttuosi i periodi di mancata occupazione
  3. prestito d’onore: la Regione presterà fino a 50.000 € a giovani che abbiano completato il percorso formativo universitario o professionale per avviare l’attività lavorativa e da restituire entro 10 anni dall’inizio dell’attività stessa
  4. affitto di emancipazione: si prevede un contributo all’affitto di 200 € al mese per massimo 3 anni per i giovani tra i 22 e i 30 anni fino ad un massimo di 25.000 contributi all’anno
  5. servizio civile professionalizzante: grazie al finanziamento aggiuntivo previsto dalla legge esistente, si prevedono progetti in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, abbinati a forme di sostegno tra cui, per esempio, contratti di affitto agevolati

La spesa per questo “pacchetto giovani” sarà di 200 milioni di € che si troveranno dalla riorganizzazione delle politiche giovanili, da fondi europei e da risorse aggiuntive.

Queste proposte si integrano con quelle espresse nei giorni scorsi dai GD Toscani (puoi trovarle a questo link).

Siena, 30.01.2010
Giuseppe Emiliano Bonura
Leonardo Carta
Valentina Valentini

giovedì 28 gennaio 2010

mercoledì 27 gennaio 2010

Robin Brunetta Hood: la mobilitazione dei GD Toscani

ovvero: rubare ai vecchi per dare ai bamboccioni.

E' di un paio di giorni fa la sortita del Ministro Brunetta relativa al "progetto bamboccioni": un assegno (una tantum?) di 500 euro ai giovani per aiutarli ad uscire di casa - come se non bastassero le gambe. Il tutto finanziato "lavorando" sulle pensioni. Rapida arriva la smentita del Governo. Altri dettagli sulla notizia puoi trovarli su:
"L'elemosina di Brunetta" ha portato i Giovani Democratici Toscani a promuovere un'iniziativa popolare che servirà a protestare contro questo provvedimento e far capire il nostro punto di vista e le nostre proposte. Riportiamo il comunicato sull'evento.

Uscire fuori di casa per non uscire fuori di testa

I Giovani Democratici Toscani reagiscono a Brunetta e alla sua
proposta di legge che prevede di dare ai giovani una somma di 500 euro al mese prelevata dalle pensioni. La cosiddetta “legge anti-bamboccioni” che in questi giorni sta dando adito a molte discussioni, ha infatti mobilitato anche i Giovani Democratici Toscani che, venerdì 29 e sabato 30 gennaio, allestiranno punti di volantinaggio e di distribuzione di banconote di cartone con la faccia di Brunetta, davanti alle scuole, alle università e ai luoghi di aggregazione giovanile. A distribuire le banconote anche i militanti senior del Partito Democratico.

Il nome dell’iniziativa è S. B. Day, che con la lettura toscana diventa un ironico “Si Brunetta Dai”. “Sul retro delle banconote - spiega Patrizio Mecacci, segretario regionale dei GD - presenteremo alcune proposte per le prossime elezioni regionali. Brunetta pensa che una paghetta basti a soddisfare le esigenze dei giovani italiani, e cerca di contrapporre tra di loro pezzi di società che hanno gli stessi problemi. Noi rifiutiamo lo scontro tra le generazioni: vogliamo essere i protagonisti del nostro presente, e non gli assistiti di un modello sociale incapace di dare risposte moderne. L’assenza di ammortizzatori sociali adatti al nuovo mercato del lavoro pesa in maniera drammatica sulla nostra generazione. Servono forti investimenti per liberare le energie giovanili, soprattutto attraverso la formazione e la conoscenza, in tutti i settori: dall’infanzia al lavoro, dall’impresa allo studio, per tutta la vita. Abbiamo bisogno di fondi per favorire nuove politiche degli affitti a basso costo, e per stimolare la mobilità abitativa. E per combattere la fuga dei cervelli dobbiamo investire nella ricerca, e promuovere chi decide di tornare in Toscana dopo aver studiato all’estero, nei migliori atenei del mondo. Altro che l’elemosina di Brunetta.”

La Toscana Avanti Tutta
Uscire fuori di casa per non uscire fuori di testa.


“Occorre ridare un futuro ai giovani
. Qui, in Toscana. Se decidono di andare all’estero, non deve essere una “fuga di cervelli” ma una decisione consapevole, sapendo che esiste un contesto amico di partenza a cui possono far ritorno per capitalizzare ciò che hanno imparato altrove. Se decidono di investire in un talento o in una idea, la Regione deve dare loro gli strumenti e la possibilità concreta di farlo – in autonomia”.


Ecco alcune delle proposte per raggiungere l’obiettivo di far scendere da 32 a 25 anni l’età media in cui si lascia la famiglia di origine:

  • fondo di rotazione per l’autonomia dei giovani, con mix tra finanziamento regionale e privato fino alla maggiore età o il termine degli studi, prevedendo poi una rimborsabilità nel tempo del finanziamento ricevuto;
  • istituzione del debito d’onore regionale per gli studi universitari o professionali restituibile entro 10 anni dall’inizio dell’attività lavorativa;
  • formazione sia per giovani con rapporti di lavoro precari, sia per sfruttare i periodi di mancata occupazione come investimento su se stessi;
  • sostegno al diritto allo studio sotto forma di contributo all’affitto per studenti fuori sede (es. 200€ al mese per tre anni a chi ha un regolare contratto di locazione ed età compresa tra i 19-25 anni);
  • servizio civile professionalizzante e integrato al processo di formazione teso a “favorire il legame con la Toscana” (sfruttando la Legge Regionale esistente ed il relativo finanziamento aggiuntivo) con progetti adeguati in campo universitario, culturale, assistenziale, ambientale, e prevedendo ulteriori forme di sostegno.
Questo il materiale che sarà in distribuzione durante la mobilitazione del 29 e 30 gennaio:





Altre info su:
Se vuoi, stampa e diffondi il materiale che trovi qui.

lunedì 4 gennaio 2010

Web Invaders

Il 15 dicembre Gian Antonio Stella ha scritto per il Corriere della Sera un editoriale dal titolo "Il lato oscuro della rete".

Ci è arrivata una lettera di commento che pubblichiamo volentieri, insieme all'editoriale stesso.

Buona lettura!


15.12.2009

da corriere.it
Il lato oscuro della rete
Il web invaso da minacce e insulti


Ma davvero «in democrazia un cittadino deve avere il diritto di dire le sciocchez­ze più grandi che crede», come teorizzò nel 2003 l’al­lora ministro della Giusti­zia Roberto Castelli metten­dosi di traverso alla legge europea che voleva ridefini­re i reati di razzismo e xe­nofobia? Roberto Maroni, vista l’immondizia che tra­bocca online a sostegno dell’uomo che ha scaraven­tato una statuetta in faccia a Silvio Berlusconi (c’è chi si è spinto a scrivere: «Gli doveva rompere il cranio a quel testa d’asfalto!») pen­sa di no. E ha ragione. Se è vero che la nostra libertà fi­nisce là dove inizia la libertà degli altri, anche la liber­tà di parola, cioè il bene più prezioso dell’oro in una democrazia, ha un li­mite. Che non è solo il buon senso: è il codice pe­nale.

Ci sono delle leggi: l’ist­i­gazione a delinquere e l’apologia di reato vanno puniti. Uno Stato serio non può tollerare che esista una zona franca dove di­vampa una guerra che quo­tidianamente si fa più aspra, volgare, violenta. Co­me ha spiegato Antonio Ro­versi nel libro «L’odio in Rete», il lato oscuro del web «è popolato da indivi­dui e gruppi che, pur nella diversità di accenti e idio­mi utilizzati, parlano tutti, salvo qualche rara ma im­portante eccezione, il lin­guaggio della violenza, del­la sopraffazione, dell’an­nientamento ». Tomas Mal­donado l’aveva già intuito anni fa: «In queste comuni­tà elettroniche cessa il con­fronto, il dialogo, il dissen­so e cresce il rischio del fanatismo. Web significa Re­te ma anche ragnatela. Una ragnatela apparentemente senza ragno, dove la comu­nicazione, a differenza del­la tivù, sembra potersi eser­citare senza controllo». Ma più libertà di odio è più de­mocrazia? È una tesi dura da sostenere. E pericolosa. Perché, diceva Fulvio To­mizza, che aveva visto il suo piccolo paradiso istria­no disintegrarsi in una fai­da etnica un tempo inim­maginabile, «devono anco­ra inventarlo un lievito che si gonfi come si gonfia l’odio».

Colpire Internet, dicono gli avvocati di Google de­nunciata per certi video in­fami su YouTube (esem­pio: un disabile pestato e ir­riso dai compagni) «è co­me processare i postini per il contenuto delle lettere che portano». E lo stesso ministro degli Interni non si è nascosto la difficoltà di avventurarsi in battaglie in­ternazionali contro un gi­gante immenso e impalpa­bile. Peggio, c’è il rischio di far la fine dello scoiattoli­no dell’«Era glaciale»: a ogni forellino che tappa, l’acqua irrompe da un’altra parte. Ancora più rischio­so, però, sarebbe avviare una (giusta) campagna con­tro solo una parte dell’odio online. Trascurando tutti gli altri siti che tracimano di fiele come quelli che im­punemente scrivono d’un «olocausto comunista per­petrato dalla mafia razzista ebraica responsabile dello sterminio di 300 milioni di non ebrei», di «fottuti schi­fosi puzzoni stramaledetti sporchi negri mangiabana­na », di «maledetti zingari immigrati razza inutile sporca da torturare», di re­spingimenti da abolire per­ché «la soluzione a questi problemi è il napalm, altro che rimpatri». Non puoi combattere l’odio se non lo combatti tutto. Andan­do a colpire sia i teppisti razzisti che sputano online su Umberto Bossi chiaman­dolo «paralitico di m.» sia quanti aprono gruppi di Fa­cebook intitolati «Io odio Di Pietro» o «Uccidiamo Bassolino». Mai come sta­volta, però, il buon esem­pio deve venire dall’alto. Occorre abbassare i toni. Tutti.

Gian Antonio Stella


Il commento di Riccardo Sforzi
Egr. dott. Gian Antonio Stella,

ho letto ieri (martedì 15 dicembre 2009) durante il furtivo caffè che prendo ogni metà mattinata, il Suo editoriale sul Corriere della Sera. L’ho letto velocemente perché volevo far presto e lo scorrevo con la tazzina in mano: ritengo quindi di averne assunto primariamente un contenuto che (a dirLe il vero) non so se corrisponde esattamente a ciò che Lei voleva trasmettere: fatto è che sento comunque il bisogno di riferirLe una mia sincera preoccupazione.

Non sono affatto preoccupato dal momento politico che stiamo attraversando e vorrei subito evitare facili fraintendimenti:
  1. il Presidente del Consiglio è ricoverato in Ospedale perché è stato vittima di un attentato brutale, meschino ma, se vogliamo, anche un po’ buffo;
  2. l’animosità politica tra le fazioni di governo e opposizione è talmente rovente che conviene tenersi a debita distanza da qualsiasi incontro-scontro tra le parti se non si vuol correre il rischio di bruciarsi;
  3. eventuali ustioni infatti più che da incuria od incapacità di svolgere la disputa (ovvero da cattiva arte nel contendere), derivano dalla più totale incomprensione che imperversa tra le fazioni: esse parlano linguaggi completamente diversi che quotidianamente alimentano incomprensioni, dissidi e rancori.

In una partita a scacchi si direbbe: è stallo. Il re è sotto scacco, ma non lo si può mai mangiare. Prologo sbrigativo il mio, esattamente come il caffè bevuto ieri mattina davanti al suo articolo, ma comunque necessario per dirLe ciò che penso, proprio come il caffè di mezza mattinata, comunque necessario per pellegrinarmi a pieno.


Non considero particolarmente grave l’attentato di Milano (dopo questo bernoccolo non accadrà proprio niente), ma viceversa reputo grave che un intellettuale del Suo calibro vagabondi con i suoi paternali socio-moralistici a fronte di un fenomeno planetario, destinato a plasmare le dicotomie che plasmano il nostro vivere quotidiano: destra/sinistra, pubblico/privato, naturale/artificiale, ricezione/trasmissione, singolo/moltitudine, amore/odio….. Con Internet è in atto una rivoluzione dei rapporti interpersonali tra singoli (e sociali tra etnie) simile ad una mutazione genetica.

La mia vera preoccupazione è che Lei, deputato portatore di pensiero, fa a gara con i suoi pari per non introdursi su questa fattispecie. Anzi: la Sua constatazione sulla squallida ed incivile volgarità che domina la ragnatela del web, che Lei ci ha novellato abitata dal ragno malefico, niente aggiunge e niente toglie a qualsiasi considerazione politica sul caso, ma soprattutto inquadra assai superficialmente un presupposto genetico del nostro tempo: l’anarchia del web, che Lei desidererebbe placare con statuti penalmente rilevanti, infatti si alimenta e prende corpo esattamente sul coacervo di regole che il nostro più che legittimo, più che maturo, più che civile, vivere borghese si è modellato addosso per rendersi tale.

Allora Internet corrisponde al nostro essere belve incivili allo sbando? No.

La rete, in qualsiasi delle sue manifestazioni (dal movimento collettivo dei viola fino al suo editoriale), si presenta come alter-ego capace di scombinare ogni protocollo di rito, ogni galanteria burocratica, ogni diplomazia da galateo e, qualora il re si volesse divertire, ogni capriola del ciambellano di corte. E stavolta il re è nudo sul serio, nel senso che tutto l’arsenale di suoi abiti di corte ha preso fuoco e non gli resta che sventagliarci la sola cipria che si è spalmato sulla sua pelle: la foto di Silvio Belusconi col volto insanguinato ha già fatto il giro del mondo e sicuramente, da eccezionale incantatore di serpenti qual è, lui saprà fare ottimo uso di quel ritratto: possiede i mezzi per raccontarci che la cipria più adatta ad un Primo Ministro che si rispetti è color rosso vermiglione. E’ proprio vero: che al peggio non c’è mai fine!

Rosy Bindi con le Sue dichiarazioni da Sacerdotessa bisbetica (che non possono certo definirsi stilisticamente perfette) può comunque fornirmi una degna conclusione. Cresciuta in quella terra grezza e gioviale che è la Val di Chiana Lei è arrivata velocemente al sodo: che Berlusconi la faccia poco lunga perché con una fronte tanto lucida, spaziosa ed evidente come la sua (splendente come un campo di pannocchie sotto il sole d’agosto) un sasso, per quanto appuntito, non rende martire nessuno.

Riccardo Sforzi, architetto FIRENZE (di fede viola……. ma solo perché tifo Fiorentina!)



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