lunedì 5 ottobre 2009

Scudo feriale

Venerdì 2 ottobre è stato votato alla Camera dei Deputati il decreto anti-crisi recante vari provvedimenti tra i quali lo scudo fiscale.

Questa non è una lista nera... ma sia chiaro che è una lista: quale sarebbe altrimenti il valore delle tante persone corrette che fanno il loro mestiere? Allora eccola, la lista, dalla quale - bel segnale! - mancano i nostri senesi:
  1. Argentin
  2. Binetti
  3. Bucchino
  4. Capodicasa
  5. Carra
  6. Codurelli
  7. D'Antoni
  8. Esposito
  9. Fioroni
  10. Gaione
  11. Ginefra
  12. Giovanelli
  13. Grassi
  14. La Forgia
  15. Lanzillotta
  16. Madia
  17. Mastromauro
  18. Melandri
  19. Pistelli
  20. Pompili
  21. Porta
  22. Portas
  23. Farina (in missione)
  24. Misiani (in missione)


Voglio precisare che intendo interessarmi al mio Partito.
24 assenti, di cui due in missione, danno una percentuale di presenza (su 216 deputati) dell'89%. Oggettivamente non è un disastro. A questo va aggiunto il fatto una decina erano malati - di cui almeno uno ricoverato. A questo va aggiunto anche il fatto che, malati o no (escluse le infermità temporali, i collegamenti a macchine mediche e poco più) per una questione di così vitale importanza, si può
  1. scegliere l'abbigliamento più consono alla malattia (il cashmere andrà benissimo per i mali di stagione: riassume ottime prestazioni termiche ed elevate capacità traspiranti)
  2. prenotare un taxi (con i loro stipendi ce la possono fare)
  3. uscire di casa quei minuti che bastino a votare
Nel mondo dei comuni mortali è piuttosto comune andare a lavoro (a volte anche a scuola) in situazioni di necessità, anche con la febbre. Vorrei anche sottolineare che c'è una sostanziale differenza tra uno che deve prendere i mezzi pubblici per un'interrogazione di latino e uno che deve chiamare un taxi per andare a votare alla Camera: questa differenza si chiama
  • indennità parlamentare (€ 5.486,58)
  • diaria (€ 4.003,11)
  • rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori (€ 4.190,00)
  • spese di trasporto e spese di viaggio (in base alle distanze, ma come minimo € 3.323,70 trimestrali, pari a € 1.107,90 mensili)
  • spese telefoniche (€ 3.098,74 annuali, pari a € 258,22 mensili)

fonte: sito della Camera dei Deputati

Ci sono anche le note dolenti: dal 1990 ai Deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali e con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.

Comunque, a meno di errori (ne chiedo scusa anticipatamente), il totalone dà 15.045,81 € al mese (che fanno 180.549,72 € all'anno).

Tutto OK. Io - apriti cielo - credo che sia uno stipendio ragionevole: tra le mani di un deputato passano documenti pesanti, ogni voto è una decisione fondamentale. Credo anche che un trattamento economico adeguato possa allontanare molte tentazioni (è la stessa logica che si applica ai manager). Il problema quindi non è lo stipendio. Il problema è che persone con uno stipendio di questa portata non adempiano al minimo dei loro doveri: premere un bottone. Erano stati molto bravi i nostri: gli interventi a ripetizione hanno funzionato e hanno fatto slittare il voto a venerdì 2 ottobre. Forse anche questo ha avuto un peso: fine settimana lungo?!?

Inoltre c'è da dire che la situazione alla Camera è questa:

  • PDL + Lega + Autonomie = 340 seggi
  • PD + UDC = 275 seggi

La distanza c'è ed è pesante: 65 seggi. Inoltre, risulta logico supporre che una presenza più massiccia dell'opposizione avrebbe indotto la maggioranza a richiamare in aula morti e feriti. Resta il fatto che non è stata colta l'occasione per scrivere una pagina importante: la caduta del Governo (eh sì... è questo il prezzo del continuo ricorso alla votazione di fiducia) sullo scudo fiscale.

Infine il confronto col basso: come si dovrebbero sentire le centinaia di militanti che ogni giorno dedicano tempo ed energie a questo progetto senza avere e senza aspettarsi nulla in cambio?

Nota positiva:
martedì alle 12.30 si riunirà alla Camera il Comitato direttivo del gruppo PD che dovrà esaminare gli assenti e decidere se infliggere sanzioni.

Mis-Fatto Quotidiano: presenti in aula Franceschini, Bersani, D'Alema, Veltroni, Bindi, etc. Come a dire: basta con queste supposizioni relative alle ombre del congresso del PD sul Parlamento. Marino: lui non c'era. Certo! E' Senatore, proprio come Rutelli...

1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Leonardo, grazie per questo post che tratta di un evento che purtroppo è stato quasi nascosto e mai commentato !!
Mi piace e sono TOTALMENTE d'accordo con te, ma mi piace veramente molto meno il fatto che sia passata questa legge vergognosa (almeno a questo giro di voto) e che il governo Berlusconi si sia salvato il culo, a causa (o grazie) a questi 21 o 22 deputati che (ed è il colmo) se la passano liscia, liscissima !!! questi traditori non si vedranno tolto niente, quando secondo me oltre ad essere "un po' sgridati", dovrebbero vedersi tolto al meno lo stipendio di questo mese dove hanno mancato il loro appuntamento più importante !! poi secondo me il partito intero dovrebbe cercare di capire come cambiare le cose (se veramente se ne ha voglia !!) di fronte a queste persone che sono elette e pagate per votare delle leggi in parlamento e che fanno tutt'altro senza che nessuno dica niente e senza che nessuno degli ellettori ne sappia niente !!
poi anche se non sono molto capace di manipolare i numeri, posso assicurarti che il totale di questi 22 stipendi mensili risparmiati avrebbe potuto far vivere fino a 27 famiglie italiane per un anno intero !!!
Grégo