Non so quanti di voi abbian visto il film di Rosi, "Mani sulla città". Se non lo avete ancora fatto, basterà osservare un telegiornale, sfogliare un giornale, per aver breve sintesi e idea del tema del film. "Mani sulla città" è stato realizzato nel 1963, a Messina si parla di abusivismo assassino nel 2009. Ieri sono stati celebrati gli oramai tristemente noti funerali di stato. Ogni volta che ne viene celebrato uno ho come l' impressione che dal precedente non si sia imparato nulla. Ogni singola ingiusta morte, vittima dell' errore umano (non nascondiamoci dietro l' ipocrisia dell' evento imprevedibile) dovrebbe insegnarci e costringerci ad imparare qualcosa di più profondo del triste sentimento provato nelle immagini di una vedova logorata dal troppo pianto, dalla confusione in testa del bambino rimasto orfano, che guarda senza completa comprensione del dramma la bara dei familiari defunti; dovrebbe insegnare a correggerci e migliorarci. questo è quello che c' insegnano fin da piccoli, vero? Invece no, solidarietà collettiva nelle lacrime della tragedia e nulla più. Una vera presa in giro! Come gli applausi che sempre accompagnano il minuto di silenzio che dovrebbe essere invece profonda analisi di coscienza; da cui chi applaude cerca d' evadere: coscienza sporca o stupidità di voler negare i nostri errori, gli errorri/orrori della nostra comunità? Errori che si sommano anno dopo anno, senza apparenti soluzioni e attenuazioni. Mentre Rosi, quasi cinquant' anni fa, disegnava un quadretto ripugnante di come la speculazione edilizia riesca a volte a far più morti di una guerra(od operazione di pace)qualcuno magari continua a dire no alla guerra e costruire case che durino fino la morte di chi vi abita: come i fatti dimostrano, molto poco. E noi continuiamo ad applaudire il minuto di silenzio ai caduti, senza pensare a far qualcosa di concreto affinché domani non ne venga applaudito un altro ancora, magari proprio il nostro.domenica 11 ottobre 2009
Mani sulla città, mani che applaudono
Non so quanti di voi abbian visto il film di Rosi, "Mani sulla città". Se non lo avete ancora fatto, basterà osservare un telegiornale, sfogliare un giornale, per aver breve sintesi e idea del tema del film. "Mani sulla città" è stato realizzato nel 1963, a Messina si parla di abusivismo assassino nel 2009. Ieri sono stati celebrati gli oramai tristemente noti funerali di stato. Ogni volta che ne viene celebrato uno ho come l' impressione che dal precedente non si sia imparato nulla. Ogni singola ingiusta morte, vittima dell' errore umano (non nascondiamoci dietro l' ipocrisia dell' evento imprevedibile) dovrebbe insegnarci e costringerci ad imparare qualcosa di più profondo del triste sentimento provato nelle immagini di una vedova logorata dal troppo pianto, dalla confusione in testa del bambino rimasto orfano, che guarda senza completa comprensione del dramma la bara dei familiari defunti; dovrebbe insegnare a correggerci e migliorarci. questo è quello che c' insegnano fin da piccoli, vero? Invece no, solidarietà collettiva nelle lacrime della tragedia e nulla più. Una vera presa in giro! Come gli applausi che sempre accompagnano il minuto di silenzio che dovrebbe essere invece profonda analisi di coscienza; da cui chi applaude cerca d' evadere: coscienza sporca o stupidità di voler negare i nostri errori, gli errorri/orrori della nostra comunità? Errori che si sommano anno dopo anno, senza apparenti soluzioni e attenuazioni. Mentre Rosi, quasi cinquant' anni fa, disegnava un quadretto ripugnante di come la speculazione edilizia riesca a volte a far più morti di una guerra(od operazione di pace)qualcuno magari continua a dire no alla guerra e costruire case che durino fino la morte di chi vi abita: come i fatti dimostrano, molto poco. E noi continuiamo ad applaudire il minuto di silenzio ai caduti, senza pensare a far qualcosa di concreto affinché domani non ne venga applaudito un altro ancora, magari proprio il nostro.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento