domenica 6 settembre 2009

La Videopazzia

Ieri sera sono andata, dopo mesi, al cinema. A vedere VIDEOCRACY.
Alla fine della proiezione, ancora intontita, mi sono diretta verso l'uscita.
Ma la confusione non è un punto a favore di quest'opera di Gandini.
Eccetto qualche bella immagine e qualche buona inquadratura, il film è caotico anche dal punto di vista visivo.
L'intreccio, o meglio il "materiale" dell'inchiesta, si sviluppa in troppe direzioni, senza risolversi mai fino in fondo. E' come un lavoro a maglia in cui si passa da una sciarpa multicolore ad un intricato caos di fili, dalla tinta indefinita.
Non ci sono novità di sorta, eccezion fatta per il nudo integrale del signor Fabrizio Corona e la rivelazione dell'orientamento politico discutibile dell'ormai famigerato Lele (Daniele? Gabriele? Ismaele?) Mora.
Cose non particolarmente interessanti per i non fanatici di showbiz, annessi e connessi.
Ed essendo i non fanatici il principale (e peraltro sparuto) target del film, è stata una scelta azzardata concentrare le uniche due "sorprese" dall'altra parte della barricata.
In sostanza il film è deboluccio, ma con candore. E' deludente, ma "c'ha provato"...
Ci ricorda cose che già sappiamo; ci siamo dentro e la consapevolezza è nata e cresce con noi. Almeno con alcuni di noi.

Centro carismatico del film, come del resto del nostro personale limbo nazionale, è LUI. Il grande puparo (fratello?), il figliodibuonadonna, l'onnipresente sorriso a mille denti.
Ma è poi lui ad aver determinato l'assopimento dei cervelli dello stivale?
Personalmente non credo che ci abbia poi plagiati più di tanto. Ci ha dato ciò che, evidentemente (share docet), volevamo.
Che per questo si debba considerare un mostro un uomo che si prende troooppo sul serio, mi sembra esagerato.
Se non altro perché, demonizzandolo, si eleva la sua natura verso quello stesso soprannaturale che lo vorrebbe "l'unto dal Signore".
Mister Berlusconi dice una cosa, giusta (!), durante il film: ha effettivamente realizzato tutte quelle imprese che gli altri giudicavano troppo ambiziose, impossibili (tralasciamo il milione di posti di lavoro...).
Come, a spese di chi, con quali danni collaterali è un'altra storia, che il film non approfondisce (sic!).

Durante la visione, vedendo il grande vecchio senza il tramite della famigerata calzamaglia, ho provato un po' di pena per lui. Per questa vita assurda, per i fischi (meritati, non lo nego), per la vecchiaia che, scappa scappa, prima o poi arriva.
Sono arrivata a percepire che il peso attribuito a questa figura, nel bene e nel male, nell'amore cieco e nell'odio spudorato, l'ha resa un icona.
Berlusconi trascende l'uomo che è, e questa è colpa di ciascuno di noi. Nessuno escluso.
E per quanto io arrivi spesso ad auspicarne la dipartita, ho capito con orrore e tristezza il messaggio che il film di ieri aveva in serbo per me.
L'idolo, non l'uomo, lascerà dietro di se un grande vuoto da colmare.
Preghiamo di essere all'altezza.

2 commenti:

Giovani Democratici Asciano ha detto...

Questo è stato pubblicato anche su "Il Pollo della Valdichiana", sito di informazione e dibattiti. L'editore, dopo aver letto l'articolo di Francesca, ci ha chiesto l'autorizzazione a pubblicarlo sul suo sito: ne siamo stati ben lieti. Sulla colonna a destra, nella sezione "collegamenti vari", trovate il link a "Il Pollo della Valdichiana".

Giovani Democratici Asciano ha detto...

Ancora... Tutti la vogliono, tutti la cercano. Il post di Francesca è stato citato da Il Tempo. Lo trovate qui http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/09/10/1068163-film_anti_berlusconi.shtml

Purtroppo è stato in parte travisato, con insapienti operazioni di taglio e cucito: comunque meglio parlarne, no?